Grano Tenero: prospettive per l’offerta dagli emisferi Nord e Sud
17 Gennaio 2025

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

È ormai al termine la raccolta di Grano Tenero nell’emisfero sud. In Argentina, che ha registrato una resa di circa 3 ton/ha, le stime indicano un raccolto fortemente migliorato (+39,7%) rispetto allo scorso anno e il terzo in ordine di volume. Tuttavia, l’immissione nel mercato del prodotto dipenderà dal valore del Peso Argentino, che è molto variabile rispetto al dollaro. Anche in Australia, le stime indicano un raccolto abbondante che dovrebbe essere intorno ai 32 milioni di tonnellate, nonostante un clima più secco della media durante la crescita della coltura.

Al contrario, nell’emisfero nord i primi mesi della campagna non si stanno rivelando particolarmente favorevoli. In Russia, la campagna 2024 era stata segnata da perdite rilevanti, con una produzione di 81,5 Mio Ton. Le avverse condizioni climatiche, i margini di profitto sempre più risicati e le restrizioni alle esportazioni stanno spingendo i produttori a orientarsi verso colture alternative nel 2025, come Piselli, Lenticchie e Girasole. Secondo alcune stime, le aree destinate al frumento invernale sono diminuite del 10% rispetto all’anno precedente. Anche l’Ucraina aveva mantenuto nel 2024 una produzione in linea con l’anno precedente, ma le sue vendite sono fortemente limitate dai problemi logistici derivanti dal conflitto in corso.

Per quanto riguarda gli USA, il recente rapporto USDA sul Grano Tenero ha indicato un’espansione dei terreni destinati alla produzione stimata del 2% rispetto alla stagione scorsa, ma il clima non è particolarmente favorevole per il momento, lasciando preoccupazioni sulla qualità

Infine, in UE la produzione di Grano Tenero nel 2024 è risultata ai minimi degli ultimi sette anni, mentre per il 2025 è previsto un miglioramento che dovrebbe portare il raccolto ad essere in linea con le quantità del 2023 (126.5 Mio Ton). L’aumento produttivo sarebbe associato sia a migliori condizioni climatiche sia a maggiori aree coltivate in Francia e Germania.

Nel complesso, l’equilibrio tra domanda e offerta mondiale sembra destinato a mantenere i prezzi stabili nel lungo periodo, ma restano da monitorare con attenzione le variabili climatiche e le problematiche geopolitiche.

Teseo.clal.it – Prezzi del Grano Tenero di Italia e Francia a confronto

Mercato della carne bovina: rialzi dei listini e nuove dinamiche commerciali
16 Gennaio 2025

Il mercato della carne bovina alla CCIAA di Modena mette a segno un altro avanzamento dei listini, trascinato da una disponibilità di animali in leggera contrazione, sufficiente per innescare un rialzo dei prezzi.

A livello nazionale il tasso di autoapprovvigionamento è ormai sostanzialmente stabile al di sotto del 50%, con difficoltà crescenti di ristallo per gli allevatori. La Francia, d’altronde, ha adottato politiche differenti rispetto al passato, incrementando nuove rotte commerciali e puntando sull’export sia di carni bovine allevate al proprio interno (nei primi nove mesi del 2024 le esportazioni francesi sono cresciute del 7,2% tendenziale, con un +15,8% nel solo mese di Settembre) che sulle vendite di broutard verso il Nord Africa, dove allevatori e, soprattutto, commercianti transalpini spuntano prezzi più favorevoli rispetto alla rotta verso l’Italia, dove pure le quotazioni per acquistare bovini da ingrasso sono passate dai 1.483 euro a capo di Dicembre 2023 (per animali superiori ai 300 chilogrammi) ai 2.355 euro per capo a Settembre 2024. E i prezzi sono aumentati ancora.

Anche l’Italia ha comunque scommesso sull’export di carni bovine, registrando performance particolarmente significative: +22,2% le vendite fra Gennaio e Settembre 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con Olanda, Spagna, Francia e Germania primi Paesi di destinazione.

A rendere più complicata la situazione in Europa c’è anche la presenza di epizoozie che portano a una riduzione di animali allevati e a difficoltà di movimentazione dei capi e delle carni, con la conseguenza di amplificare le tensioni dei listini. I prezzi di mercato, per i prossimi mesi, dovrebbero mantenersi elevati.

TESEO.clal.it – Prezzi delle carni bovine

Girasole: offerta debole sui mercati
14 Gennaio 2025

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

La frantumazione di 100 Kg di Semi di Girasole, composti al 50% da grassi, produce circa 45 litri di Olio, utilizzato principalmente nell’alimentazione umana, per friggere e per la produzione di margarina (insieme ad altri oli vegetali).

La Farina di girasole, derivata dalla produzione dell’olio, viene utilizzata principalmente nella formulazione di mangimi. È particolarmente adatta per i ruminanti perché contiene una percentuale proteica che va da 24% a 42%, una bassa percentuale di grassi (1%) e, soprattutto, buone quantità di fibre (21%), superiori rispetto alle altre principali farine di semi oleosi. Per via dell’elevata componente di fibre, nel caso dell’alimentazione di suini e avicoli la Farina di Girasole può sostituire solo parzialmente la Farina di Soia.

Valutando la convenienza tra l’utilizzo di Farina di Soia o Farina di Girasole emerge che, storicamente, la Farina di Girasole risulta competitiva e viene considerata come valida opzione. Tuttavia, nelle ultime settimane, essendo diminuito significativamente il prezzo dei Semi di Soia e della Farina di Soia, la Farina di Girasole risulta avere un rapporto costo/proteine meno vantaggioso. I principali produttori di Farina di Girasole sono, in ordine, Russia, Ucraina e UE; Russia e Ucraina sono anche i primi esportatori mondiali. Secondo le stime USDA, tutti i principali produttori, nella stagione corrente, hanno avuto raccolti inferiori rispetto alla stagione passata e questo si riflette nella disponibilità di Farina e Olio di Girasole, anch’essa in diminuzione. Tuttavia la domanda mondiale (i principali importatori e consumatori sono Cina ed UE) non sembra diminuire quanto l’offerta. Questo dovrebbe portare ad un’erosione degli stock, con possibili aumenti di prezzo.

Teseo.clal.it – Confronto costo della proteina tra le farine di estrazione
I valori espressi dal grafico rappresentano il costo di 1000gr (1kg) di proteine fornite dalla materia prima considerata.

Il Commento: Sfide, obiettivi, buoni propositi per rilanciare la filiera suinicola nel 2025 [Antenore Cervi, Suinicoltore]
13 Gennaio 2025

Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA
Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA

Antenore Cervi, Allevatore reggiano e referente nazionale per il settore Suini di CIA-Agricoltori Italiani, mette in fila quattro priorità.

  1. Emergenza Peste Suina Africana (PSA)
    “Il primo obiettivo è uscire dalla Peste suina africana, dopo la conferma nei giorni scorsi di un nuovo caso a Piacenza – dichiara Cervi -. Bisogna uscire in fretta dall’emergenza e fare in modo che siano previsti indennizzi adeguati agli Allevatori, non soltanto quelli colpiti direttamente dalla Psa, perché vi sono anche danni collaterali legati alle restrizioni e oggi più che mai assistiamo ad allevamenti che chiudono in maniera definitiva”.

  2. Difesa delle DOP, a partire dal Prosciutto di Parma
    “I numeri di oggi ci dicono che abbiamo raggiunto i minimi storici nella produzione di cosce per il Prosciutto di Parma, senza ottenere alcun beneficio per la filiera – osserva -. I consumi non sono brillanti e temo che nel 2025, dopo un anno soddisfacente per gli Allevatori, i listini subiscano un arretramento che finirà per mettere in crisi di nuovo la parte produttiva.
    Dovremmo investire con politiche di sostegno ad ampio raggio, prendendo come esempio i casi virtuosi delle DOP lattiero casearie e del comparto avicolo, dove si registrano da anni scenari di sostanziale stabilità, quando non di crescita strutturale”.

  3. Burocrazia
    “Nel 2025 gli Allevatori dovranno fare i conti con nuovi adempimenti in materia di tracciabilità, biosicurezza, impatto ambientale, trattamenti sanitari. Tutte richieste legittime, beninteso, ma dobbiamo lavorare per alleggerire la burocrazia, che ha un peso eccessivo in termini di tempo e di oneri sulle spalle degli Allevatori”, riconosce Cervi.

  4. Scenario internazionale
    “L’ultimo tema, in uno scenario che meriterebbe un elenco decisamente più lungo”, prosegue il referente di Cia-Agricoltori Italiani, “è legato al quadro internazionale, dove fra guerre, instabilità, incognita dazi ci potremmo trovare di fronte nuove ondate di volatilità sui mercati, a partire dai rincari dell’energia, passando per i prezzi delle materie prime, col rischio che un aumento del costo dei cereali vada a pesare sui bilanci degli allevamenti. Per questo ritengo strategico puntare su una nuova fase di investimenti nell’ambito delle rinnovabili agricole e per rafforzare le filiere cerealicole, migliorando il tasso di autoapprovvigionamento”.

Mais e Soia: l’Argentina preoccupa, ma il mercato rimane stabile
10 Gennaio 2025

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

MAIS: Il clima secco che ha colpito l’area di produzione del Mais in Argentina a partire da Dicembre sta compromettendo significativamente le previsioni di raccolto, con stime di produzione ormai riviste al ribasso. Al contrario, in Brasile la situazione appare favorevole, con una previsione di produzione abbondante, seconda solo al record della stagione 2022-2023, grazie a condizioni climatiche ottimali e a un incremento delle superfici coltivate. La domanda di Mais, complessivamente, sembra essere sostanzialmente equilibrata con l’offerta. Negli Stati Uniti si osserva un aumento della produzione di Etanolo e delle esportazioni. Inoltre, un panel di esperti sulle controversie commerciali ha sottolineato che il blocco imposto dal Messico sul Mais OGM proveniente dagli Stati Uniti viola l’accordo trilaterale USA-Messico-Canada, suggerendo che tale restrizione debba essere rimossa.

SOIA: Anche la produzione di Soia in Argentina sta risentendo degli effetti del clima caldo e secco, ma, rispetto al Mais, ci sono maggiori speranze di recupero, poiché la raccolta avviene più tardi e le condizioni potrebbero migliorare nelle prossime settimane. In Brasile, invece, le prospettive sono molto positive: le condizioni climatiche sono favorevoli e l’aumento delle superfici coltivate porta a previsioni di raccolti record. La significativa riduzione dei prezzi della Soia ha stimolato una forte domanda, in particolare per la Farina di Soia. Negli Stati Uniti la frantumazione procede a ritmi record e le esportazioni di Farina di Soia sono aumentate dell’11% a Novembre 2024 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In Argentina, secondo Paese per export di Farina di Soia, l’export di Soia è aumentato del 141,5%, tra Gennaio e Novembre 2024, mentre quello di Farina di Soia del 66% nello stesso periodo. L’apprezzamento del dollaro potrebbe favorire le esportazioni di Soia e derivati sudamericani, rendendo il prodotto brasiliano più competitivo sul mercato globale grazie a un tasso di cambio più favorevole.

Nel mondo c’è richiesta di Proteine nobili di origine Animale
9 Gennaio 2025

Partenza positiva per il mercato delle carni bovine di Modena (quotazioni in rialzo dopo l’Epifania per Scottona, Vitellone, e Vitello, stabili solo i listini legati alle vacche da macello), in linea con un’onda verde dei prezzi che ha accomunato un po’ tutta Europa alla fine del 2024. 

A mantenere vivace i listini sono due fattori: la disponibilità limitata di animali e una domanda interna e internazionale positiva, a conferma che nel mondo c’è richiesta di proteine nobili di origine animale.

In Unione Europea rimangono tuttavia alcuni fattori sui quali è opportuno riflettere: cala il numero di capi e aumenta il peso medio alla macellazione, con la proiezione di una riduzione graduale ma incessante del numero di animali anche in futuro, come pubblicato nel recente Outlook al 2035 della Commissione Agricoltura dell’Ue.

Al momento, i dati dei primi nove mesi del 2024 sono testimoni di una produzione di carne bovina in aumento in termini di peso (+3,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Vivace il commercio internazionale: +23,3% le esportazioni tendenziali dell’Ue di carni bovine fresche o refrigerate nei primi dieci mesi del 2024. Regno Unito, Turchia, Nord Africa, ma anche Africa Centrale sono i principali mercati di destinazione, con Turchia e Algeria in forte crescita fra i mercati di destinazione.

In crescita (+4,6%) anche le importazioni, ma rotte di approvvigionamento più brevi (dal Brasile acquisti giù del 6%, +2,9% quelli dal Regno Unito). Brasile e Australia, due fra i principali produttori mondiali di carne bovina, si orientano verso mercati più grandi, come Stati Uniti e Cina. 

Cina, Giappone e Stati Uniti si confermano mercati più dinamici e una domanda globale sostenuta, accompagnata da una disponibilità limitata dei capi, dovrebbe mantenere i prezzi su un quadrante positivo anche per i prossimi mesi.

TESEO.clal.it – Prezzi delle carni bovine

Mercato del Gas: monitoraggio attento per gestire la volatilità
3 Gennaio 2025

Di: Alberto Lancellotti

Cresce la tensione sul gas? Negli ultimi giorni, il prezzo del gas sul mercato TTF di Amsterdam ha superato i 50 euro per Megawattora, avvicinandosi alle quotazioni raggiunte nel 2023.

Tale incremento è attribuibile principalmente alla cessazione del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, in vigore dal 1° gennaio 2025, che ha sollevato qualche preoccupazione sulla sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, benché le scorte attuali dei Paesi Ue siano ritenute adeguate alle necessità attuali del fabbisogno energetico. Inoltre, la Commissione Europea ha identificato quattro rotte alternative per garantire la continuità delle forniture.

Parallelamente, la domanda globale di gas naturale ha continuato a crescere, trainata principalmente dai Paesi asiatici come Cina e India. Uno scenario che ha innescato una maggiore pressione sui prezzi.

In questo contesto, gli Operatori del settore sono chiamati a monitorare attentamente l’evoluzione del mercato e a valutare strategie di approvvigionamento diversificate per mitigare i rischi associati alla volatilità dei prezzi e alle dinamiche geopolitiche in corso. Politiche maggiormente convinte verso le energie rinnovabili potrebbero rappresentare una delle soluzioni percorribili.

TESEO.clal.it – Prezzo del Gas Naturale

La tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione
30 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

La riscossa del Prosciutto Crudo DOP va in scena nel trimestre fra Settembre e Novembre 2024: aumentano i consumi tendenziali dell’1,8% (a “peso imposto” il dato raggiunge il +2,9%), mentre diminuiscono i consumi di Prosciutto crudo NON DOP (-0,3%).

Scenario in crescita anche per la Carne suina fresca, che nel periodo Settembre-Novembre 2024 registra un incremento delle vendite nel Retail dello 0,3%, con un +4,7% nel segmento del “peso imposto”.

Difficile affermare se si tratta di una ripresa più strutturata oppure solo un lampo. Sicuramente le tendenze future legate ai prezzi, all’andamento dell’inflazione e al potere di acquisto delle famiglie saranno variabili da considerare. Così come l’immagine della carne rosa e dei salumi.

Demonizzare il mondo del suino anche nel futuro, come purtroppo è già avvenuto, sarebbe un grave errore, perché la tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione e la qualità organolettica dei prodotti è di gran lunga migliorata rispetto al passato (a partire dalla riduzione delle percentuali di sale). 

Volumi in crescita anche per la Carne Bovina e quella Avicunicola nel trimestre Settembre-Novembre 2024, con incrementi a volumi rispettivamente dell’1,2% e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Un Natale tra inflazione e ricerca di stabilità [Giada Roi, Terremerse]
23 Dicembre 2024

“Sarà un Natale sotto tono dal punto di vista dei consumi. Non credo ci saranno impennate improvvise, anche perché i suini avevano raggiunto un prezzo assurdo. Siamo reduci da prezzi di mercato dei suini e della carne suina che hanno corso per buona parte dell’anno, mettendo sotto pressione la parte industriale e con le famiglie in difficoltà per gli effetti dell’inflazione. La conseguenza è stata una progressiva crescita delle importazioni di carne suina, che difficilmente si ridurranno, almeno in tempi brevi”.

Così GIADA ROI, Responsabile acquisti e commerciale carni per la Gdo Italia di Terremerse, la Cooperativa Ravennate che si occupa anche di carni suine, riassume gli ultimi mesi di mercato e valuta le tendenze dell’imminente Natale.

La catena di approvvigionamento, per Giada Roi, “deve sforzarsi per ritrovare equilibrio, individuare un target price che si traduca in un prezzo giusto e accettabile a tutti i livelli della filiera”.

Difficile, secondo le previsioni di Giada Roi, che nelle prossime settimane si assista ad una nuova impennata dei prezzi dei maiali e delle carni suine, così come c’è stata in passato.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Cereali: il mercato UE fa i conti con il contesto mondiale
19 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.clal.it – UE: Export mensile di Cereali

La produzione di cereali nell’Unione Europea quest’anno è stata influenzata negativamente dalle condizioni meteorologiche: nel centro-ovest del continente si sono registrate piogge abbondanti, mentre nell’area orientale si è verificata una carenza di precipitazioni. L’eccesso di pioggia ha compromesso anche la qualità del raccolto, con significativi cali nella quantità e nella qualità di frumento tenero e orzo, in particolare in Francia. Questi diminuiti volumi stanno incidendo sull’export comunitario di cereali, che tra agosto e ottobre ha registrato una flessione rispetto agli anni precedenti, anche a causa del blocco delle importazioni di frumento francese da parte dell’Algeria, scaturito da recenti tensioni politiche.

Tuttavia, la spinta al rialzo dei prezzi derivante dalle ridotte produzioni è mitigata dall’offerta mondiale. Per quanto riguarda il Mais, si prevedono raccolti abbondanti in Brasile, il che dovrebbe mantenere stabili i prezzi.

Nel caso del Frumento Tenero, la riduzione della produzione nell’UE e il rallentamento dell’export russo dovrebbero essere bilanciati da un aumento della produzione in Argentina e Australia, mentre la semina dei cereali vernini nell’UE sta procedendo bene. Anche in questo caso, i prezzi sono destinati a rimanere stabili.

Per quanto riguarda l’Orzo, la produzione nell’UE è diminuita in Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo produttore, ma complessivamente è aumentata grazie ai buoni raccolti in paesi come Spagna, Danimarca e Polonia. Nonostante ciò, i prezzi dell’orzo continuano a registrare aumenti e non sembra abbiano raggiunto ancora il picco.

TESEO.Clal.it – Frumento: Produzioni mondiali