Il Commento: Un Natale tra inflazione e ricerca di stabilità [Giada Roi, Terremerse]
23 Dicembre 2024

“Sarà un Natale sotto tono dal punto di vista dei consumi. Non credo ci saranno impennate improvvise, anche perché i suini avevano raggiunto un prezzo assurdo. Siamo reduci da prezzi di mercato dei suini e della carne suina che hanno corso per buona parte dell’anno, mettendo sotto pressione la parte industriale e con le famiglie in difficoltà per gli effetti dell’inflazione. La conseguenza è stata una progressiva crescita delle importazioni di carne suina, che difficilmente si ridurranno, almeno in tempi brevi”.

Così GIADA ROI, Responsabile acquisti e commerciale carni per la Gdo Italia di Terremerse, la Cooperativa Ravennate che si occupa anche di carni suine, riassume gli ultimi mesi di mercato e valuta le tendenze dell’imminente Natale.

La catena di approvvigionamento, per Giada Roi, “deve sforzarsi per ritrovare equilibrio, individuare un target price che si traduca in un prezzo giusto e accettabile a tutti i livelli della filiera”.

Difficile, secondo le previsioni di Giada Roi, che nelle prossime settimane si assista ad una nuova impennata dei prezzi dei maiali e delle carni suine, così come c’è stata in passato.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Pesa il fattore ‘costo’… [Lorenzo Levoni, Alcar Uno]
16 Dicembre 2024

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

“Non è facile prevedere l’andamento del mercato delle prossime settimane, ma dopo il non formulato della settimana scorsa, il calo di 8 centesimi al chilogrammo registrato ieri in CUN a Mantova significa una flessione media di 4 centesimi alla settimana. Quello che è certo è che il prezzo dei suini aveva raggiunto livelli elevatissimi, trascinando verso l’alto anche i listini delle carni fresche, che hanno toccato valori pressoché invendibili”.

La cronaca degli ultimi mesi è riassunta magistralmente in poche frasi da Lorenzo Levoni, Amministratore Delegato dell’azienda emiliana ALCAR Uno, che non nasconde le preoccupazioni per consumi in calo e delinea le ultime evoluzioni in termini di aumento delle importazioni dall’estero di carne suina.

“In questa fase stiamo vedendo che il mercato si sta ridimensionando molto rapidamente – prosegue Levoni – e in parte è la conseguenza del fatto che molti utilizzatori finali, retailer e operatori del food service hanno iniziato a utilizzare carne estera per contenere i costi. E quando i player finali cominciano a rivolgersi all’estero non è così automatico tornare a utilizzare carne di suino nato, allevato e macellato in Italia”.

Anche la prevista carenza di maiali allevati in Italia, paventata da più parti, a conti fatti non si è verificata. “Ci sono stati dei cali dei ristalli, anche in conseguenza alle misure strategiche per il contenimento e l’eradicazione della Peste suina africana, ma l’aumento della biosicurezza ha ridotto la mortalità negli allevamenti e portato ad un maggiore incremento di peso e una maggiore produzione. Anche la Prrs ha ridotto la propria virulenza, portando ad un aumento delle produzioni”.

Resta il nodo dei Consumi, che sono come detto in diminuzione. “Pesa il fattore costo, che ha una corrispondenza inversamente proporzionale alla diminuzione dei consumi, con un’aggravante, data dal diminuito potere di acquisto delle famiglie italiane ed europee – afferma Levoni -. Tutto questo sta pesando anche nel segmento della ristorazione e una società melting-pot sta cambiando le abitudini di consumo, che frenano le vendite di salumi e carne suina”.

Anche l’opinione pubblica, spesso schierata contro la zootecnia, “porta a pensare che vi sia la volontà di produrre meno in Italia, cosa che ad oggi non avviene perché è migliorata la resa, ma a vantaggio di una importazione che sembra vada bene a tutti”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il futuro dell’agroalimentare tra UE e MERCOSUR
10 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’accordo commerciale in fase di definizione fra Unione Europea e Mercosur arriva dopo anni di negoziati e liberalizza le esportazioni dall’America Latina all’Europa in alcuni settori dell’agroalimentare, fra i quali carni bovine, pollame e carni suine.

Carni Bovine: il peso del Mercosur nell’UE

Nel 2023 l’Import UE-27 di Carni Bovine dai Paesi Mercosur ha rappresentato il 50,7% del totale complessivo importato dai 27 Stati Membri. Fra Gennaio e Settembre di quest’anno, le importazioni hanno perso il 4% in volume, avvicinandosi alle 114 mila tonnellate, con il Brasile primo fornitore, seguito da Argentina e Uruguay.

L’Italia, nel gruppo Ue, è il secondo Paese importatore di Carne Bovina (30mila tonnellate), alle spalle dei Paesi Bassi (oltre 36.800 tons) nei primi nove mesi del 2024. In prevalenza si tratta di Carni bovine fresche o refrigerate disossate e di carni bovine congelate disossate.

Soia e Mais: export brasiliano in evidenza

Quanto all’export di Soia dal Brasile, l’Unione Europea con 6,76 milioni di tonnellate ritirate fra Gennaio e Novembre 2024 (+25,3% tendenziale) riveste una quota residuale della rotta brasiliana (appena il 7% del market share), che per il 73% è diretto verso la Cina (oltre 71 milioni di tonnellate).

Ancora inferiore l’export brasiliano di Mais verso l’Ue-27, che con 1,59 milioni di tonnellate inviate nei primi 11 mesi del 2024 costituisce appena il 4% dell’export. Inferiori i volumi di mais esportati (35,5 milioni di tonnellate contro i 96,8 milioni di soia), con destinazioni più frammentate e guidate da Egitto, Vietnam, Iran, Corea del Sud, Giappone, Cina, Algeria, Taiwan e Unione Europea.

Farina di Soia in Argentina: un mercato in crescita

L’Argentina esporta in Ue Farina di Soia, che rappresenta il 29% del mercato in uscita, per volumi vicini ai 4 milioni di tonnellate. Quantità all’export che sono schizzate nei primi dieci mesi del 2024 in alto del 240%.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: L’estero resterà strategico [Tramelli, Consorzio del Prosciutto di Parma]
9 Dicembre 2024

Paolo Tramelli – Direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma

Parte dal valore alla produzione del PROSCIUTTO di PARMA (951 milioni di euro, +2% sul 2022), calcolato da Ismea e Qualivita presentato pochi giorni fa a Roma per ricordare la storicità del Consorzio e dalla forza del prodotto, “che è cresciuto, nonostante il calo in volume, trascinato dall’aumento generalizzato dei prezzi”.

Così Paolo Tramelli, Direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma, celebra il valore di un prodotto e di un marchio che è leader in ITALIA (dove si registrano il 65% dei consumi) e ha margini di crescita interessanti all’estero.

“Per il 2025 l’auspicio – continua Tramelli – è che si tenda verso un maggiore equilibrio, con uno scenario che sarà comunque caratterizzato da costi delle cosce fresche e prezzi finali al consumo che si manterranno su valori alti”.

Nel 2024, prosegue Tramelli, “il numero di cosce avviate alla lavorazione è diminuito e i prosciutti che costituiranno l’offerta della nostra DOP sul mercato nel 2025 saranno inferiori, aspetto che contribuirà a mantenere i prezzi elevati sul mercato finale”. Situazione diversa a monte della filiera, dove nel 2025 si prevede una maggiore disponibilità di suini e, quindi, di cosce, che dovrebbe portare a un recupero del livello produttivo”.

A livello di promozione, l’estero resterà strategico (“quest’anno le vendite di pre-affettato hanno ripreso quota”, dichiara Tramelli) per il Consorzio del Prosciutto di Parma, così come il mercato nazionale. “Continueremo a investire sia sui mercati internazionali, anche nel canale ristorazione, che in Italia, dove continueremo le collaborazioni con la GDO per comunicare i valori del nostro prodotto”, conclude il direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Rilanciare la filiera nazionale della carne bovina [Ruggenenti, ClpCab]
4 Dicembre 2024

Massimilano Ruggenenti – Presidente ClpCab

Se i prezzi della carne bovina oscillano fra la stabilità per vacche e scottone e la crescita per vitelli e vitelloni, a preoccupare Massimiliano Ruggenenti, Presidente del Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina (ClpCab), sono i rincari registrati per i broutard.

Oggi non solo le quotazioni dei vitelli per il ristallo sono alle stelle (si parla di 4,70 €/kg per un animale di razza Limousine, ndr), ma in Italia stiamo subendo la concorrenza degli allevatori spagnoli, che acquistano animali da ingrassare e che, nei prossimi mesi, esporteranno carne refrigerata o congelata”, afferma Ruggenenti.

A favorire la rotta verso la Penisola Iberica è anche la mancanza in Spagna di obbligo di controlli sulla Blue tongue, analisi invece necessaria per gli allevatori francesi che vendono i broutard in Italia.

Reduce da un tour fra Lombardia, Piemonte e Sardegna per incontrare gli allevatori soci del Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina, Ruggenenti mette in luce la possibilità di rilanciare la filiera nazionale, partendo da vitelli nati, allevati e macellati in Italia, potenziando le vaste aree a pascolo in Sardegna e Sicilia. 

Esportazioni francesi di bovini vivi >

Dobbiamo ridurre la dipendenza dalla Francia per l’approvvigionamento di vitelli e puntare sugli incroci e valorizzare le vacche da latte a fine carriera, sostenuti da un piano di rilancio su scala nazionale”, dice Ruggenenti.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Vedi la presentazione di Marika De Vincenzi “Il Mercato dei Bovini da Carne nel contesto internazionale” esposta il 2 dicembre 2024 presso Confagricoltura Mantova >

Le Macellazioni viaggiano a due velocità
2 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Fra Gennaio e Agosto di quest’anno è cresciuto il numero complessivo di suini macellati: 6.714.783, con un aumento di 84.134 capi rispetto allo stesso periodo del 2023.

Contemporaneamente, è diminuito in maniera più marcata il numero di capi macellati e destinati alle DOP. Le elaborazioni di TESEO su dati Bdn, Ifcq, Csqa evidenziano un calo di 454.547 maiali per prodotti DOP nei primi otto mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023. In termini assoluti, si parla di 4.831.925 capi macellati per il circuito a Denominazione d’origine protetta contro i 5.286.472 macellati fra Gennaio e Agosto del 2023. 

Statistiche sui suini macellati per il circuito DOP >

Quali potrebbero essere stati i motivi? Innanzitutto, una questione di prezzi, dal momento che il costo della coscia estera è inferiore rispetto alla coscia nazionale destinata alle DOP e, quindi, in una fase di minore potere di acquisto delle Famiglie, più facilmente vendibile al Consumatore.

Ma il rallentamento delle macellazioni per il circuito DOP potrebbe essere anche connesso all’incertezza dovuta alla Peste Suina Africana (PSA), che ha portato una riduzione dell’offerta e ha prospettato minori sicurezze alla catena di approvvigionamento, portando i trasformatori a diversificare, riducendo l’impatto dei costi e scegliendo il prodotto estero.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Vedi la presentazione di Marika De Vincenzi al convegno “Sostenibilità economica e ambientale dell’allevamento del suino pesante” del 29 novembre 2024 presso la Fiera di Cremona >

Il Commento: Forte tensione prezzi, rischio problemi nella filiera [Rudy Milani, Suinicoltore]
24 Novembre 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

Il prezzo dei suini da macello da tre settimane – pur partendo da valori record – subisce un ridimensionamento che non si spiega con la legge della domanda e dell’offerta. “E questo perché, se guardiamo al mercato dei suini destinati al circuito tutelato – osserva Rudy Milani, Allevatore e responsabile della Federazione Nazionale di Prodotto (FNP) Suini di Confagricoltura – siamo di fronte a un’offerta scarsa e a una domanda elevata, dinamica che di per sé dovrebbe imprimere un’accelerazione ai listini e non il contrario”.

Certo, in questa fase sono entrati in gioco altri elementi: l’import animali vivi anche del peso di 160 chilogrammi dall’Ungheria e Carne Suina da Germania e Polonia, che hanno creato pressione sul mercato nazionale, calmierando i listini nazionali del suino.

Il ridimensionamento dei prezzi rappresenta una boccata d’ossigeno temporanea agli anelli della filiera a valle dell’allevamento, “che hanno difficoltà a ribaltare sulla distribuzione e sul consumatore finale i maggiori costi legati al prezzo dei suini e della carne suina”, prosegue Milani.

Le previsioni future possono partire, per l’Allevatore Trevigiano, “dalla prospettiva che a breve non vi saranno aumenti produttivi in termini di animali, anche per effetto della riforma dei disciplinari dei prosciutti DOP che fin da subito ha visto Confagricoltura esprimere una posizione critica, ma che non si è voluta ascoltare”.

Fra le criticità del settore, Milani menziona la Peste suina africana (PSA), tanto che “ad oggi il 10% dei Comuni che detengono suini in Italia è soggetto a restrizioni, il che significa fare riferimento a una superficie complessiva di circa 20-25mila chilometri quadrati per circa il 15% della mandria suina nazionale”. Il responsabile della FNP di Confagricoltura aggiunge altri numeri per delineare il quadro: “Nelle tre principali Regioni del Nord Italia per la suinicoltura, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, contiamo 488mila maiali in zona 1, che è la zona di restrizione più blanda, 92mila maiali in zona 2 e 360mila maiali in zona 3, che è l’area assoggetta alle maggiori restrizioni. Significa che lo scenario è complesso e non aiuta per niente”.

Serve attenzione e maggiore dialogo all’interno della filiera, “perché le situazioni di forte tensione sui prezzi rischia di scatenare situazioni problematiche”, conclude Rudy Milani.

Export Carne Bovina: Argentina e Brasile protagonisti
20 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

L’export di Carne Bovina continua a crescere, con Argentina e Brasile protagonisti assoluti.

Argentina: Tra Gennaio e Settembre 2024, le esportazioni hanno superato i 2,3 miliardi di dollari, con la Cina come principale destinazione (87% delle carni congelate). Crescono anche gli scambi di carne congelata con Stati Uniti (+56,4%) e Israele (+28,2%). Per le carni fresche e refrigerate, l’UE rimane il primo mercato, nonostante un leggero calo dell’1,4%, seguita dal Cile (+21,3%). Un segnale chiaro di come l’industria argentina stia diversificando i mercati e rispondendo a una domanda globale sempre più ampia.

Brasile: Il Brasile si conferma leader mondiale nel mercato della carne bovina, con una quota del 30% delle esportazioni globali. La produzione annuale supera i 10 milioni di tonnellate, di cui oltre 3,5 milioni di tonnellate sono destinate all’export. La Cina rimane il principale mercato di riferimento, assorbendo il 58% delle esportazioni di carne bovina congelata. Tuttavia, il settore brasiliano resta sotto pressione per l’adeguamento alle normative europee in materia di anti-deforestazione (EUDR), il cui termine è stato prorogato al 2025.

Questi numeri confermano il ruolo cruciale del Sud America nella fornitura globale di carne bovina, ma sottolineano anche l’importanza di una produzione sempre più sostenibile e conforme agli standard internazionali.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

L’UE resta leader nell’export di Carne Suina
18 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

L’Unione Europea ha mantenuto la leadership mondiale delle esportazioni di Carne Suina (davanti a Usa e Canada), seppure con un calo fra Gennaio e Agosto dello 0,9% in volume e dello 0,4% in valore, posizionandosi a 2,7 milioni di tonnellate, per un valore di 8,2 miliardi di euro.

A livello geografico, sono aumentate le esportazioni verso Stati Uniti e Sud-Est Asiatico, con Regno Unito, Cina e Giappone che si confermano fra le principali destinazioni della carne suina made in EU.

Il prezzo medio delle carcasse di suino nell’Ue resta fra i più alti a livello globale, ma sono in diminuzione, a causa di una domanda moderata e di un’offerta superiore alla domanda. La Cina, d’altronde, primo importatore mondiale, ha rallentato gli acquisti per sostenere la produzione interna e l’economia locale.

Il prezzo dei suinetti si sta mantenendo complessivamente su valori mediamente più alti rispetto agli ultimi cinque anni e a ottobre 2024 si è stabilizzato a 63,35 €/capo. Anche in questo caso si registra una flessione dell’1,2% rispetto al mese scorso e del 12,1% su base annua.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Export di Bovini Vivi dalla Francia
12 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Dal 2020 a oggi (Gennaio-Luglio 2024) le esportazioni di Bovini Vivi dalla Francia hanno seguito un trend decrescente: 498.682 tonnellate esportate nel 2020, 486.445 tonnellate esportate nel 2021, 476.047 tonnellate nel 2022, 446.110 tonnellate nel 2023, 247.779 tonnellate esportate fra Gennaio e Luglio 2024. 

Al contrario, la percentuale delle vendite verso l’Italia è andata via via crescendo: dal 77% del 2021 e del 2022 al 79% del 2023, fino all’80% dei primi sette mesi del 2024.

Complessivamente, le esportazioni di bovini vivi dalla Francia verso i Paesi dell’Unione Europea pesano per il 92-97% del totale. 

La parte residuale è indirizzata verso i Paesi del Maghreb (possono essere, alternativamente: Algeria, Tunisia, Marocco), e del Medio Oriente come Libano e Israele. Questa è la fotografia degli ultimi quattro anni dell’export di bovini vivi dalla Francia.

In futuro l’Italia avrà ancora un peso così rilevante? La domanda nasce osservando il prezzo medio dell’export dei bovini vivi superiori ai 300 kg (esclusi i capi da macello). I prezzi variano e vanno dai 4,80 €/kg degli animali venduti in Tunisia ai 3,92 €/kg del Marocco. In mezzo si collocano la Spagna (4 €/kg) e l’Italia (4,02 € al kg). I francesi vendono meglio agli allevatori africani.

Agli Allevatori francesi converrà incrementare i numeri di animali verso il Nord Africa? E quale sarà il riflesso sui prezzi dei bovini destinati agli ingrassatori italiani? Vi saranno ulteriori rialzi dei prezzi oppure il peso dell’export verso Medio Oriente e Nord Africa è ancora troppo basso per entrare in diretta competizione con l’Italia?

All’Italia non converrebbe ridurre la dipendenza dalla Francia e, magari, puntare su filiere nazionali e su animali nati, allevati e macellati in Italia? È lecito chiedersi se c’è effettivamente spazio per sostenere la linea vacca-vitello in Italia, coinvolgendo magari le aree appenniniche e montane e le isole come Sicilia e Sardegna, che possono contare su vaste aree a pascolo.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine