Nel mondo c’è richiesta di Proteine nobili di origine Animale
9 Gennaio 2025

Partenza positiva per il mercato delle carni bovine di Modena (quotazioni in rialzo dopo l’Epifania per Scottona, Vitellone, e Vitello, stabili solo i listini legati alle vacche da macello), in linea con un’onda verde dei prezzi che ha accomunato un po’ tutta Europa alla fine del 2024. 

A mantenere vivace i listini sono due fattori: la disponibilità limitata di animali e una domanda interna e internazionale positiva, a conferma che nel mondo c’è richiesta di proteine nobili di origine animale.

In Unione Europea rimangono tuttavia alcuni fattori sui quali è opportuno riflettere: cala il numero di capi e aumenta il peso medio alla macellazione, con la proiezione di una riduzione graduale ma incessante del numero di animali anche in futuro, come pubblicato nel recente Outlook al 2035 della Commissione Agricoltura dell’Ue.

Al momento, i dati dei primi nove mesi del 2024 sono testimoni di una produzione di carne bovina in aumento in termini di peso (+3,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Vivace il commercio internazionale: +23,3% le esportazioni tendenziali dell’Ue di carni bovine fresche o refrigerate nei primi dieci mesi del 2024. Regno Unito, Turchia, Nord Africa, ma anche Africa Centrale sono i principali mercati di destinazione, con Turchia e Algeria in forte crescita fra i mercati di destinazione.

In crescita (+4,6%) anche le importazioni, ma rotte di approvvigionamento più brevi (dal Brasile acquisti giù del 6%, +2,9% quelli dal Regno Unito). Brasile e Australia, due fra i principali produttori mondiali di carne bovina, si orientano verso mercati più grandi, come Stati Uniti e Cina. 

Cina, Giappone e Stati Uniti si confermano mercati più dinamici e una domanda globale sostenuta, accompagnata da una disponibilità limitata dei capi, dovrebbe mantenere i prezzi su un quadrante positivo anche per i prossimi mesi.

TESEO.clal.it – Prezzi delle carni bovine

Mercato del Gas: monitoraggio attento per gestire la volatilità
3 Gennaio 2025

Di: Alberto Lancellotti

Cresce la tensione sul gas? Negli ultimi giorni, il prezzo del gas sul mercato TTF di Amsterdam ha superato i 50 euro per Megawattora, avvicinandosi alle quotazioni raggiunte nel 2023.

Tale incremento è attribuibile principalmente alla cessazione del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, in vigore dal 1° gennaio 2025, che ha sollevato qualche preoccupazione sulla sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, benché le scorte attuali dei Paesi Ue siano ritenute adeguate alle necessità attuali del fabbisogno energetico. Inoltre, la Commissione Europea ha identificato quattro rotte alternative per garantire la continuità delle forniture.

Parallelamente, la domanda globale di gas naturale ha continuato a crescere, trainata principalmente dai Paesi asiatici come Cina e India. Uno scenario che ha innescato una maggiore pressione sui prezzi.

In questo contesto, gli Operatori del settore sono chiamati a monitorare attentamente l’evoluzione del mercato e a valutare strategie di approvvigionamento diversificate per mitigare i rischi associati alla volatilità dei prezzi e alle dinamiche geopolitiche in corso. Politiche maggiormente convinte verso le energie rinnovabili potrebbero rappresentare una delle soluzioni percorribili.

TESEO.clal.it – Prezzo del Gas Naturale

La tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione
30 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

La riscossa del Prosciutto Crudo DOP va in scena nel trimestre fra Settembre e Novembre 2024: aumentano i consumi tendenziali dell’1,8% (a “peso imposto” il dato raggiunge il +2,9%), mentre diminuiscono i consumi di Prosciutto crudo NON DOP (-0,3%).

Scenario in crescita anche per la Carne suina fresca, che nel periodo Settembre-Novembre 2024 registra un incremento delle vendite nel Retail dello 0,3%, con un +4,7% nel segmento del “peso imposto”.

Difficile affermare se si tratta di una ripresa più strutturata oppure solo un lampo. Sicuramente le tendenze future legate ai prezzi, all’andamento dell’inflazione e al potere di acquisto delle famiglie saranno variabili da considerare. Così come l’immagine della carne rosa e dei salumi.

Demonizzare il mondo del suino anche nel futuro, come purtroppo è già avvenuto, sarebbe un grave errore, perché la tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione e la qualità organolettica dei prodotti è di gran lunga migliorata rispetto al passato (a partire dalla riduzione delle percentuali di sale). 

Volumi in crescita anche per la Carne Bovina e quella Avicunicola nel trimestre Settembre-Novembre 2024, con incrementi a volumi rispettivamente dell’1,2% e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Un Natale tra inflazione e ricerca di stabilità [Giada Roi, Terremerse]
23 Dicembre 2024

“Sarà un Natale sotto tono dal punto di vista dei consumi. Non credo ci saranno impennate improvvise, anche perché i suini avevano raggiunto un prezzo assurdo. Siamo reduci da prezzi di mercato dei suini e della carne suina che hanno corso per buona parte dell’anno, mettendo sotto pressione la parte industriale e con le famiglie in difficoltà per gli effetti dell’inflazione. La conseguenza è stata una progressiva crescita delle importazioni di carne suina, che difficilmente si ridurranno, almeno in tempi brevi”.

Così GIADA ROI, Responsabile acquisti e commerciale carni per la Gdo Italia di Terremerse, la Cooperativa Ravennate che si occupa anche di carni suine, riassume gli ultimi mesi di mercato e valuta le tendenze dell’imminente Natale.

La catena di approvvigionamento, per Giada Roi, “deve sforzarsi per ritrovare equilibrio, individuare un target price che si traduca in un prezzo giusto e accettabile a tutti i livelli della filiera”.

Difficile, secondo le previsioni di Giada Roi, che nelle prossime settimane si assista ad una nuova impennata dei prezzi dei maiali e delle carni suine, così come c’è stata in passato.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Cereali: il mercato UE fa i conti con il contesto mondiale
19 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.clal.it – UE: Export mensile di Cereali

La produzione di cereali nell’Unione Europea quest’anno è stata influenzata negativamente dalle condizioni meteorologiche: nel centro-ovest del continente si sono registrate piogge abbondanti, mentre nell’area orientale si è verificata una carenza di precipitazioni. L’eccesso di pioggia ha compromesso anche la qualità del raccolto, con significativi cali nella quantità e nella qualità di frumento tenero e orzo, in particolare in Francia. Questi diminuiti volumi stanno incidendo sull’export comunitario di cereali, che tra agosto e ottobre ha registrato una flessione rispetto agli anni precedenti, anche a causa del blocco delle importazioni di frumento francese da parte dell’Algeria, scaturito da recenti tensioni politiche.

Tuttavia, la spinta al rialzo dei prezzi derivante dalle ridotte produzioni è mitigata dall’offerta mondiale. Per quanto riguarda il Mais, si prevedono raccolti abbondanti in Brasile, il che dovrebbe mantenere stabili i prezzi.

Nel caso del Frumento Tenero, la riduzione della produzione nell’UE e il rallentamento dell’export russo dovrebbero essere bilanciati da un aumento della produzione in Argentina e Australia, mentre la semina dei cereali vernini nell’UE sta procedendo bene. Anche in questo caso, i prezzi sono destinati a rimanere stabili.

Per quanto riguarda l’Orzo, la produzione nell’UE è diminuita in Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo produttore, ma complessivamente è aumentata grazie ai buoni raccolti in paesi come Spagna, Danimarca e Polonia. Nonostante ciò, i prezzi dell’orzo continuano a registrare aumenti e non sembra abbiano raggiunto ancora il picco.

TESEO.Clal.it – Frumento: Produzioni mondiali

Il Commento: Pesa il fattore ‘costo’… [Lorenzo Levoni, Alcar Uno]
16 Dicembre 2024

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

“Non è facile prevedere l’andamento del mercato delle prossime settimane, ma dopo il non formulato della settimana scorsa, il calo di 8 centesimi al chilogrammo registrato ieri in CUN a Mantova significa una flessione media di 4 centesimi alla settimana. Quello che è certo è che il prezzo dei suini aveva raggiunto livelli elevatissimi, trascinando verso l’alto anche i listini delle carni fresche, che hanno toccato valori pressoché invendibili”.

La cronaca degli ultimi mesi è riassunta magistralmente in poche frasi da Lorenzo Levoni, Amministratore Delegato dell’azienda emiliana ALCAR Uno, che non nasconde le preoccupazioni per consumi in calo e delinea le ultime evoluzioni in termini di aumento delle importazioni dall’estero di carne suina.

“In questa fase stiamo vedendo che il mercato si sta ridimensionando molto rapidamente – prosegue Levoni – e in parte è la conseguenza del fatto che molti utilizzatori finali, retailer e operatori del food service hanno iniziato a utilizzare carne estera per contenere i costi. E quando i player finali cominciano a rivolgersi all’estero non è così automatico tornare a utilizzare carne di suino nato, allevato e macellato in Italia”.

Anche la prevista carenza di maiali allevati in Italia, paventata da più parti, a conti fatti non si è verificata. “Ci sono stati dei cali dei ristalli, anche in conseguenza alle misure strategiche per il contenimento e l’eradicazione della Peste suina africana, ma l’aumento della biosicurezza ha ridotto la mortalità negli allevamenti e portato ad un maggiore incremento di peso e una maggiore produzione. Anche la Prrs ha ridotto la propria virulenza, portando ad un aumento delle produzioni”.

Resta il nodo dei Consumi, che sono come detto in diminuzione. “Pesa il fattore costo, che ha una corrispondenza inversamente proporzionale alla diminuzione dei consumi, con un’aggravante, data dal diminuito potere di acquisto delle famiglie italiane ed europee – afferma Levoni -. Tutto questo sta pesando anche nel segmento della ristorazione e una società melting-pot sta cambiando le abitudini di consumo, che frenano le vendite di salumi e carne suina”.

Anche l’opinione pubblica, spesso schierata contro la zootecnia, “porta a pensare che vi sia la volontà di produrre meno in Italia, cosa che ad oggi non avviene perché è migliorata la resa, ma a vantaggio di una importazione che sembra vada bene a tutti”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Brasile, tra attese positive per la Soia e le sfide della Deforestazione
12 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.Clal.it – Brasile: Produzioni di Soia

Il Brasile si prepara a registrare una produzione record di Soia nella nuova stagione (è in corso la semina), con una stima di 169 milioni di tonnellate, secondo l’USDA. Questo risultato è attribuibile all’ampliamento delle superfici coltivate, alle condizioni meteorologiche favorevoli che hanno fatto seguito alla siccità di agosto e settembre, e al miglioramento dei fattori produttivi come semi e fertilizzanti.

La Soia brasiliana continua a essere destinata prevalentemente alla Cina, verso la quale, tra Gennaio e Novembre 2024, ha esportato più di 71 milioni di tonnellate. L’Unione Europea rappresenta il secondo maggiore acquirente con 6 milioni di tonnellate nello stesso periodo, di cui 947.149 tonnellate destinate all’Italia. Complessivamente, l’export brasiliano di soia è rimasto stabile nel 2024 rispetto al 2023, nonostante un rallentamento delle esportazioni negli ultimi due mesi. Tale calo, unito alle prospettive di un’ampia offerta, ha contribuito a un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi.

La domanda cinese, infatti, rappresenta un punto critico per l’export brasiliano. Nel mese di Novembre, la Cina ha acquistato il 50% in meno di Soia rispetto allo stesso periodo del 2023, mostrando anche una crescente preferenza per prodotti certificati sostenibili e non provenienti da aree deforestate. È atteso che simili requisiti siano adottati  anche dall’Unione Europea con l’entrata in vigore dell’accordo UE-Mercosur e prossimamente anche del Regolamento Europeo sulla Deforestazione (EUDR).

A questo proposito, però, in Brasile emergono tensioni interne. Una parte significativa della produzione proviene da territori deforestati, sebbene una moratoria impedisca alle multinazionali di acquistare soia da terreni disboscati dopo il 2008. Recentemente è stata avanzata la proposta di indebolire questa moratoria per permettere a più produttori di accedere al mercato. Questa iniziativa, però, contrasterebbe con gli sforzi globali e nazionali per limitare la deforestazione.

La sfida per il Brasile sarà quindi bilanciare la crescita produttiva con le crescenti richieste di sostenibilità da parte dei mercati internazionali, in un contesto dove la pressione per preservare le foreste tropicali è sempre più rilevante.

TESEO.Clal.it – Brasile: Export di Soia

Il futuro dell’agroalimentare tra UE e MERCOSUR
10 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’accordo commerciale in fase di definizione fra Unione Europea e Mercosur arriva dopo anni di negoziati e liberalizza le esportazioni dall’America Latina all’Europa in alcuni settori dell’agroalimentare, fra i quali carni bovine, pollame e carni suine.

Carni Bovine: il peso del Mercosur nell’UE

Nel 2023 l’Import UE-27 di Carni Bovine dai Paesi Mercosur ha rappresentato il 50,7% del totale complessivo importato dai 27 Stati Membri. Fra Gennaio e Settembre di quest’anno, le importazioni hanno perso il 4% in volume, avvicinandosi alle 114 mila tonnellate, con il Brasile primo fornitore, seguito da Argentina e Uruguay.

L’Italia, nel gruppo Ue, è il secondo Paese importatore di Carne Bovina (30mila tonnellate), alle spalle dei Paesi Bassi (oltre 36.800 tons) nei primi nove mesi del 2024. In prevalenza si tratta di Carni bovine fresche o refrigerate disossate e di carni bovine congelate disossate.

Soia e Mais: export brasiliano in evidenza

Quanto all’export di Soia dal Brasile, l’Unione Europea con 6,76 milioni di tonnellate ritirate fra Gennaio e Novembre 2024 (+25,3% tendenziale) riveste una quota residuale della rotta brasiliana (appena il 7% del market share), che per il 73% è diretto verso la Cina (oltre 71 milioni di tonnellate).

Ancora inferiore l’export brasiliano di Mais verso l’Ue-27, che con 1,59 milioni di tonnellate inviate nei primi 11 mesi del 2024 costituisce appena il 4% dell’export. Inferiori i volumi di mais esportati (35,5 milioni di tonnellate contro i 96,8 milioni di soia), con destinazioni più frammentate e guidate da Egitto, Vietnam, Iran, Corea del Sud, Giappone, Cina, Algeria, Taiwan e Unione Europea.

Farina di Soia in Argentina: un mercato in crescita

L’Argentina esporta in Ue Farina di Soia, che rappresenta il 29% del mercato in uscita, per volumi vicini ai 4 milioni di tonnellate. Quantità all’export che sono schizzate nei primi dieci mesi del 2024 in alto del 240%.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: L’estero resterà strategico [Tramelli, Consorzio del Prosciutto di Parma]
9 Dicembre 2024

Paolo Tramelli – Direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma

Parte dal valore alla produzione del PROSCIUTTO di PARMA (951 milioni di euro, +2% sul 2022), calcolato da Ismea e Qualivita presentato pochi giorni fa a Roma per ricordare la storicità del Consorzio e dalla forza del prodotto, “che è cresciuto, nonostante il calo in volume, trascinato dall’aumento generalizzato dei prezzi”.

Così Paolo Tramelli, Direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma, celebra il valore di un prodotto e di un marchio che è leader in ITALIA (dove si registrano il 65% dei consumi) e ha margini di crescita interessanti all’estero.

“Per il 2025 l’auspicio – continua Tramelli – è che si tenda verso un maggiore equilibrio, con uno scenario che sarà comunque caratterizzato da costi delle cosce fresche e prezzi finali al consumo che si manterranno su valori alti”.

Nel 2024, prosegue Tramelli, “il numero di cosce avviate alla lavorazione è diminuito e i prosciutti che costituiranno l’offerta della nostra DOP sul mercato nel 2025 saranno inferiori, aspetto che contribuirà a mantenere i prezzi elevati sul mercato finale”. Situazione diversa a monte della filiera, dove nel 2025 si prevede una maggiore disponibilità di suini e, quindi, di cosce, che dovrebbe portare a un recupero del livello produttivo”.

A livello di promozione, l’estero resterà strategico (“quest’anno le vendite di pre-affettato hanno ripreso quota”, dichiara Tramelli) per il Consorzio del Prosciutto di Parma, così come il mercato nazionale. “Continueremo a investire sia sui mercati internazionali, anche nel canale ristorazione, che in Italia, dove continueremo le collaborazioni con la GDO per comunicare i valori del nostro prodotto”, conclude il direttore Marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Rilanciare la filiera nazionale della carne bovina [Ruggenenti, ClpCab]
4 Dicembre 2024

Massimilano Ruggenenti – Presidente ClpCab

Se i prezzi della carne bovina oscillano fra la stabilità per vacche e scottone e la crescita per vitelli e vitelloni, a preoccupare Massimiliano Ruggenenti, Presidente del Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina (ClpCab), sono i rincari registrati per i broutard.

Oggi non solo le quotazioni dei vitelli per il ristallo sono alle stelle (si parla di 4,70 €/kg per un animale di razza Limousine, ndr), ma in Italia stiamo subendo la concorrenza degli allevatori spagnoli, che acquistano animali da ingrassare e che, nei prossimi mesi, esporteranno carne refrigerata o congelata”, afferma Ruggenenti.

A favorire la rotta verso la Penisola Iberica è anche la mancanza in Spagna di obbligo di controlli sulla Blue tongue, analisi invece necessaria per gli allevatori francesi che vendono i broutard in Italia.

Reduce da un tour fra Lombardia, Piemonte e Sardegna per incontrare gli allevatori soci del Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina, Ruggenenti mette in luce la possibilità di rilanciare la filiera nazionale, partendo da vitelli nati, allevati e macellati in Italia, potenziando le vaste aree a pascolo in Sardegna e Sicilia. 

Esportazioni francesi di bovini vivi >

Dobbiamo ridurre la dipendenza dalla Francia per l’approvvigionamento di vitelli e puntare sugli incroci e valorizzare le vacche da latte a fine carriera, sostenuti da un piano di rilancio su scala nazionale”, dice Ruggenenti.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Vedi la presentazione di Marika De Vincenzi “Il Mercato dei Bovini da Carne nel contesto internazionale” esposta il 2 dicembre 2024 presso Confagricoltura Mantova >