Prezzo del latte: gli allevatori Neozelandesi rimproverano i colleghi Europei
22 Febbraio 2016

Agli eventi Global Dairy Trade (GDT) di febbraio, piattaforma quindicinale di vendite all’asta retta dal leader mondiale nell’esportazione dairy, la coop neozelandese Fonterra, i prezzi delle commodity lattiero-casearie sono calati del 7,4% (2 Febbraio) e successivamente del 2.8% (16 Febbraio). Anche nelle due aste precedenti, le quotazioni sono state al ribasso. Il calo è stato ancora maggiore per la polvere di latte intero (Whole Milk Powder – WMP), di cui la nuova Zelanda è l’incontrastato leader all’export: – 10,4% (2 Febbraio) e -3.7% (16 Febbraio).

Questo ha messo in agitazione gli allevatori, che affermano come la colpa di questa situazione sia da imputare ai loro colleghi europei. Affermano infatti che, mentre in Nuova Zelanda nel 2015 la produzione è stata tagliata, nell’Unione Europea, senza più i vincoli delle quote latte, è stata notevolmente aumentata. Agli allevatori europei è imputato il fatto di poter essere competitivi sul prezzo del latte per i sussidi che ricevono, poiché senza tali aiuti sarebbero costretti a chiudere.

Ad onor del vero, la Nuova Zelanda è coinvolta in questa situazione di ingolfamento sul mercato mondiale del latte: nel 2014 aveva aumentato in modo considerevole la produzione, nell’euforia di acquisti cinesi senza fine e nell’attesa di prezzi ancor superiori ai picchi elevati già raggiunti.

Comunque, l’andamento dell’asta GDT rappresenta un indice di riferimento per i prezzi del latte a livello mondiale, dunque anche europeo. Il 2016 inizia come anno di quotazioni in calo e produzioni sostenute, con una domanda mondiale contrastata dalle turbolenze finanziarie.

Se la Nuova Zelanda soffre una concorrenza europea senza più quote, l’Italia rischia di soffrire molto di più data la sua debolezza competitiva.

In ogni caso, biasimare l’altro per le proprie difficoltà non è la soluzione. Occorre definire una strategia per competere. Le “guerre del latte” servono solo a mietere vittime.

 

CLAL.it – Produzioni di Latte in UE e Nuova Zelanda
Clal.it - GlobalDairyTrade: Quantità offerte e prezzi medi ponderati mensili
CLAL.it – Andamento dell’Asta GDT

 

Fonte: stuff

Sostenibilità, ovvero produrre in modo durevole
18 Febbraio 2016

Dopo gli sforzi posti sul tema della qualità, ora il tema centrale dell’attività produttiva è la sostenibilità. In entrambi i casi si tratta di concetti olistici, cioè dei sistemi che vanno presi nel loro insieme e non come la semplice somma delle parti che le compongono.

Negli ultimi anni la tecnologia applicata alla produzione lattiera ha permesso di fare notevoli progressi in questo campo, basti pensare alla produzione di energia, biogas o fotovoltaico, al ricircolo dell’acqua od ai GPS sui trattori per razionalizzare i percorsi. Ciononostante il lavoro da fare per rendere sostenibili le produzioni zootecniche è ancora molto e deve essere compiuto in tempi rapidi.

Negli USA dal 2008 opera il centro per l’innovazione della produzione lattiero-casearia (Innovation Center for US Dairy), che ha riassunto in otto punti l’impegno verso la sostenibilità:

  • gli animali – allevare e gestire animali in modo responsabile, assicurando il benessere e ricercando una elevata qualità nel latte prodotto;
  • l’ innovazione – investire in ricerca, tecnica e formazione per rendere sostenibili i sistemi agricoli;
  • le comunità rurali – assicurare la continuità a quanti operano in agricoltura e renderli pienamente inseriti nei luoghi in cui vivono;
  • il business – operare con una prospettiva trasparente di continuità lungo tutta la filiera produttiva, dal campo alla tavola;
  • i consumatori – garantire prodotti di alta qualità e sicuri per mantenere la fiducia dei consumatori a livello globale;
  • il pianeta – tutelare gli ecosistemi e la biodiversità. Preoccuparsi per l’impatto su aria, acqua, terra, attraverso l’oculata gestione delle risorse naturali;
  • il personale – valorizzare i collaboratori assicurando condizioni di lavoro eque e rispettose;
  • la produzione lattiero-casearia – sviluppare ed adottare attività responsabili sotto l’aspetto economico, sociale, ambientale, per assicurare salute e benessere;

Da questi principi di riferimento, derivano delle linee guida per rendere misurabili le azioni atte a rendere sostenibili le produzioni. Questo per quantificare le risorse da investire verso la sostenibilità e poterle valorizzare per un mercato che è sempre più sensibile a questo tema.

Produrre in modo responsabile e duraturo è un dovere, oltre che un impegno.

Acqua&Energia: Processo fondamentale di trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia
Acqua&Energia: Processo fondamentale di trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia
Acqua&Energia: Produzione mondiale di Energia
Acqua&Energia: Produzione mondiale di Energia

Fonte: The Guardian

Semi di palma da olio per le vacche in Nuova Zelanda
15 Febbraio 2016

La palma da olio produce dei frutti composti da una polpa che racchiude all’interno un gheriglio. Il palmisto che residua dall’estrazione dell’olio, viene largamente impiegato nell’alimentazione del bestiame da latte in Nuova Zelanda.

La sua importazione è in continuo, rapido aumento ed a novembre ha raggiunto le 223.413 tonnellate, in crescita rispetto alle 138.763 tonnellate in ottobre ed alle 178.381 tonnellate a novembre 2014.

L’uso del palmisto come ingrediente nella razione del bestiame si è diffuso a seguito della siccità che colpì l’isola del nord nel 2007, costringendo gli allevatori a ricercare sottoprodotti e da allora il suo impiego  si è continuamente diffuso, anche a causa della notevole disponibilità di prodotto nei paesi del sud est asiatico, Malesia in primo luogo.

L’uso di questo ingrediente solleva però le preoccupazioni sia da parte della trasformazione che da parte dei gruppi ambientalisti, seppur per ragioni diverse. Infatti, Fonterra a settembre ha lanciato una azione per convincere gli allevatori a ridurne la quantità nella razione delle vacche, in quanto può portare ad una modifica nella composizione del grasso del latte. La cooperativa neozelandese, che si vuole paladina di un latte ottenuto da vacche pascolanti,  ne raccomanda un impiego massimo di 3 kg per capo/giorno. Greenpeace invece si fa portabandiera dell’opposizione ai prodotti derivati dalla palma da olio per gli effetti sulla deforestazione provocati da queste coltivazioni nei paesi tropicali.

Di certo, stante l’immagine di isola verde con cui  la Nuova Zelanda si presenta come primo esportatore mondiale di prodotti lattiero-caseari, anche l’attenzione verso i prodotti per l’alimentazione animale deve essere massima. Soprattutto in questo tempo di attenzione per l’ambiente.

Costo delle razioni bovine da latte in tempo reale
Costo delle razioni bovine da latte in tempo reale

Fonte: NZHerald

Latte: perla di filiera – Riflessione di Angelo Rossi
9 Febbraio 2016

Proponiamo i punti principali di una riflessione scritta da Angelo Rossi nel 2003, che appare quanto mai attuale.

Penso sia importante interrogarsi su cosa dà valore al latte, cosa ne determina un apprezzamento, in termini di pregio e di valore remunerativo.

A dare valore al latte è la sua destinazione a prodotti prestigiosi.

[…]

Più guadagna mercato il Made in Italy, più circolano i buoni prodotti italiani nel mondo, in un mondo sempre più largo e “spalancato”, più si rafforza la filiera e vengono premiati tutti i suoi attori: Produttori e Trasformatori.

Io credo che il valore del latte si formi attraverso un processo simile a quello della formazione della perla.

Una perla nasce attorno ad un nucleo vivo, nel mantello di un’ostrica: non è la grandezza del nucleo a dare valore, ma gli strati che l’avvolgono, si sovrappongono e le danno l’ultima, finale brillantezza.

Il latte è il nucleo vivo di ogni prodotto derivato: è il punto di partenza necessariamente ottimo per garantire la riuscita delle successive trasformazioni.

A loro volta le successive trasformazioni, se avverranno all’insegna di saperi ben collaudati, di norme di sicurezza, di buone fatture aggiungeranno valore alla materia prima di partenza.

Ma se questo patrimonio non verrà galvanizzato da un mercato vivace, ampio, fruttuoso come si potrà difendere il valore economico del latte?

A dar valore al latte, come alla perla, è il ciclo dei passaggi.

E l’ultimo indispensabile passaggio, per il latte, è il mercato dei prodotti lattiero caseari, che va necessariamente incrementato e orientato nella direzione della qualità e dell’innovazione.

E’ il valore aggiunto assegnato dal mercato l’elemento essenziale!

[…]

La filiera deve produrre partecipazione comune all’impresa economica, in forme che vedano Produttori e Trasformatori impegnati sullo stesso fronte di potenziamento del mercato.

Vanno inventate  forme di reciproca apertura, organismi misti, rappresentativi di interessi che non siano vissuti come contrapposti.

Occorrono sempre più Produttori in Cooperative di trasformazione proiettate al mercato, Cooperative che percorrano, a loro volta, la strada della aggregazione per la conquista di spazi economici e di altre avanzate collaborazioni industriali.

Occorrono sempre più Produttori in Partecipazioni Industriali.

Occorrono sempre più Industriali “illuminati”, disposti a incrociare i destini dell’industria con le strade della produzione.

Del valore aggiunto creato dal mercato è l’intera filiera a beneficiare.

 

Rafforzamento della filiera
Schema per il rafforzamento della filiera

Leggi la riflessione completa scritta da Angelo Rossi nel mese di Maggio 2003 >

Scopri in CLAL.it gli altri articoli e monografie scritti a partire dal 2001 >

Aumentare l’efficienza energetica e ridurre i consumi di acqua
4 Febbraio 2016

I temi ambientali che mai come in questo periodo sono venuti alla ribalta, pongono il tema dell’efficientamento energetico ed idrico anche nella produzione agricola.

Diventa allora interessante il cammino fatto nel Regno Unito da una iniziativa presa nel 2008, definita  Dairy Roadmap, per ridurre l’impatto ambientale (environmental footprint).  Costituita da 25 organizzazioni della filiera lattiero-casearia per sensibilizzare i diversi portatori di interesse (rappresentanti politici, associazioni, consumatori), verso la credibilità del settore produttivo nel sostenere le tematiche ambientali.  Questo avviene definendo obiettivi  precisi ed adottando pratiche adeguate  per migliorare l’efficientamento. Il percorso ed i risultati ottenuti lungo tutta la filiera produttiva sono comunicati regolarmente, in modo da accrescere la credibilità del sistema.  

I risultati ottenuto dal 2008, attraverso l’adozione di tecnologie e tecniche innovative,  si possono così riassumere:

– 16%  di aumento nell’efficienza energetica;

– 15% di riduzione nei consumi idrici;

– 78% di allevatori impegnati per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra (greenhouse gas – GHG)

– 4% delle acque reflue di caseificio immesse nell’ambiente rispetto al 32% del 2008.

Queste azioni sono ormai imprescindibili per trasmettere ai consumatori l’immagine di un settore produttivo non solo attento alla qualità ma anche sensibile alle tematiche ambientali. Aumentare l’efficienza energetica e ridurre  i consumi di acqua si può e si deve fare.

Mappa concettuale relativa all'energia
Mappa concettuale relativa all’energia
Mappa concettuale relativa all'impronta idrica in agricoltura
Mappa concettuale relativa all’impronta idrica in agricoltura

Fonte: Dairyuk

La nuova visione agricola mondiale
28 Gennaio 2016

L’agricoltura deve rispondere alla sfida di produrre il 60% in più per alimentare una popolazione di 9,5 miliardi di persone nel 2050. Questo comporta nuovi cambiamenti ed importanti ricadute, ad esempio sull’ambiente, dato che il settore agroalimentare emette il 30% di gas effetto serra (GHG).

Il Forum economico mondiale (World Economic Forum) ha affermato già nel 2009 che la produzione agricola deve contemporaneamente essere in grado di  assicurare  sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, opportunità economica. L’obiettivo è di ottenere miglioramenti pari al 20%  in ognuna di queste tre aree entro il 2050. Questo comporta una trasformazione del settore agricolo, con un diverso approccio ai mercati da parte di tutti: agricoltori, enti pubblici, società civile. Occorre agire per leadership, strategia e modelli di investimento, che intervengano attraverso opportune ed adeguate leve finanziarie, strategiche ed  istituzionali.

In questa New Vision sono coinvolte 450 organizzazioni mondiali che rappresentano i vari portatori di interesse (stakeholders). Con questo obiettivo sono stati realizzati progetti su piattaforme regionali in 18 paesi di Africa, Asia ed America Latina, che hanno coinvolto 9,3 milioni di piccoli agricoltori.

Per ottenere i risultati previsti, sono state individuate tre aree strategiche:

  1. facilitare il dialogo e lo scambio fra i leaders a livello globale;
  2. sostenere l’evoluzione produttiva nei diversi paesi con collaborazioni a livello delle diverse regioni mondiali;
  3. promuovere innovazione e buone pratiche, monitorandone l’effetto e l’impatto.

Il mondo é uno e globale!

Acqua&Energia : Ripartizioni delle emissioni gas effetto serra (GHG) da agricoltura
Acqua&Energia : Ripartizioni delle emissioni gas effetto serra (GHG) da agricoltura

Fonte: World Economic Forum

Italia Export: Record formaggio Gorgonzola
21 Gennaio 2016

Le esportazioni dell’Italia nel mese di Ottobre 2015 confrontate con Ottobre 2014
sono aumentate in volume relativamente a Formaggi (+6.5%), mentre sono diminuite quelle di Burro (-8.2%), Polvere di Siero (-11.7%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di Ottobre 2015 confrontate con Ottobre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+16.6%), Gorgonzola (+14.0%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+10.5%), Provolone (+6.6%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+5.9%), mentre sono diminuite quelle di Pecorino e Fiore Sardo (-30.0%).

I principali Paesi Importatori nei primi 10 mesi del 2015 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 0.7%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 27.7%

Per Formaggi grattugiati o in polvere:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 6.6%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 53.2%

Per Pecorino e Fiore Sardo:

  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 63% della quota di mercato – sono aumentate del 9.3%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.9%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 7%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 4.5%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

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ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Ott)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2014 2015 ± su 2014 2014 2015 ± su 2014
Formaggi 275.808 301.560 +9,3% 1.806.948 1.875.862 +3,8%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
66.810 70.971 +6,2% 643.056 631.947 -1,7%
– Formaggi grattug. o in polv. 22.033 26.322 +19,5% 188.965 215.390 +14,0%
– Pecorino e Fiore Sardo 13.505 14.610 +8,2% 111.215 136.842 +23,0%
– Gorgonzola 13.476 15.149 +12,4% 82.594 90.790 +9,9%
– Provolone 4.304 4.571 +6,2% 27.658 28.193 +1,9%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
1.588 1.701 +7,1% 11.362 11.892 +4,7%
Polvere di Siero 392.446 372.392 -5,1% 159.282 107.866 -32,3%
Burro 5.187 7.823 +50,8% 24.113 30.973 +28,5%
SMP Polvere di Latte Scremato 5.266 9.141 +73,6% 20.022 29.868 +49,2%
Lattosio uso farmaceutico 23.883 23.405 -2,0% 22.781 16.791 -26,3%
Latte in imballaggi > 2 L 16.460 18.144 +10,2% 12.779 15.020 +17,5%
Latte in imballaggi <= 2 L 8.419 17.639 +109,5% 6.448 12.168 +88,7%
Altri prodotti* 8.051 10.031 +24,6% 17.326 20.329 +17,3%
EXPORT TOTALE 735.520 760.134 +3,3% 2.069.699 2.108.878 +1,9%
* Altri prodotti: Latte per l’infanzia, WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2012 2013 2014 Anno corrente (Gen-Ott)
2014 2015 ± su 2014
Export (E) 2.220 2.362 2.464 2.070 2.109 +1,9%
Import (I) 3.223 3.615 3.562 3.048 2.571 -15,6%
Bilancio (E – I) -1.004 -1.253 -1.098 -978 -462 -52,8%

Le esportazioni dell’Italia nel mese di Ottobre 2015 confrontate con Ottobre 2014
sono aumentate in volume relativamente a Formaggi (+6.5%), mentre sono diminuite quelle di Burro (-8.2%), Polvere di Siero (-11.7%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di Ottobre 2015 confrontate con Ottobre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+16.6%), Gorgonzola (+14.0%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+10.5%), Provolone (+6.6%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+5.9%), mentre sono diminuite quelle di Pecorino e Fiore Sardo (-30.0%).

I principali Paesi Importatori nei primi 10 mesi del 2015 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 0.7%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 27.7%

Per Formaggi grattugiati o in polvere:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 6.6%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 53.2%

Per Pecorino e Fiore Sardo:

  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 63% della quota di mercato – sono aumentate del 9.3%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.9%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 7%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 4.5%

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CLAL.it – Principali paesi acquirenti di Gorgonzola
CLAL.it – Principali paesi acquirenti di Gorgonzola

CLAL.it – Italia: Export Totale di Gorgonzola (intra ed extra UE)
CLAL.it – Italia: Export Totale di Gorgonzola (intra ed extra UE)

Sfruttare le proteine del siero
13 Gennaio 2016

Gli ingredienti del siero sono stati una delle principali innovazione del comparto lattiero-caseario negli ultimi anni. Il mercato è in continua crescita e questa tendenza si prevede che continui a lungo. Fra tali ingredienti, le proteine sono particolarmente importanti per la nutrizione e possono essere impiegate in una vasta gamma di alimenti e bevande mirati per bisogni nutrizionali molto diversificati: dall’alimentazione sportiva, a quella per la vita moderna, per l’uso nello sport, nell’alimentazione infantile, così come per quella della popolazione anziana.

Grazie alle acquisizioni della ricerca ed  alle applicazioni tecnologiche, le imprese possono sviluppare nuovi prodotti, mirati ai diversi segmenti di consumatori sul mercato.  Fra questi, il pubblico femminile ha un ruolo rilevante:  rappresenta la maggior parte dei responsabili d’acquisto ed è molto attento ad esaminare le etichette dei prodotti, la loro composizione e contenuti. Molte donne ritengono poi di avere  bisogni nutrizionali specifici che le motivano nella scelta alimentare associando il prodotto da acquistare con il beneficio atteso.

Diventa dunque essenziale per i produttori capire e seguire le  tendenze di consumo del pubblico femminile. Pur nelle differenze derivanti dall’età o dagli stili di vita, le donne hanno un  comune desiderio per alimenti sani e di alta qualità.  Un importante segmento di mercato è pertanto costituito dagli ingredienti derivati dal latte per produrre alimenti tailor-made (su misura) destinati alla alimentazione materna, a quella per le diete che mirano a controllare il peso corporeo, agli snacks da consumare durante l’attività lavorativa, ai prodotti per mantenersi in forma nella terza età.

Le proteine del siero rappresentano un ingrediente prezioso per realizzare prodotti adatti a tali esigenze.  Offrono una grande versatilità come naturalità, benefici alimentari e facilità d’uso nei processi produttivi, hanno un sapore neutro e dunque non influenzano il gusto di cibi e bevande  in cui rientrano.

Tali ingredienti permettono di valorizzare il siero e dunque la produzione casearia, di cui l’Italia è particolarmente ricca: perché non sfruttarli a fondo?

CLAL.it - Italia: Siero ricavabile per tipologia di Formaggi (calcolo teorico)
CLAL.it – Italia: Siero ricavabile per tipologia di Formaggi (calcolo teorico)

Fonte: Ingredients Insight

Effetto “el Niño”: siccità e temperature elevate
23 Dicembre 2015

Gli effetti atmosferici identificati col termine el Niño si stanno manifestando in modo evidente. Tecnicamente el Niño si manifesta quando la temperatura delle acque dell’oceano Pacifico equatoriale aumenta di oltre 0,5°C durante almeno cinque periodi successivi. Si tratta dunque di una fase atmosferica calda. Attualmente siamo in una fase di piena manifestazione di el Niño, definita come ‘forte’.

I fenomeni sono particolarmente evidenti in sud America, con siccità in Bolivia (compresa la zona del lago Titicaca), nel sud del Perù, in Venezuela, sulla costa caraibica e la parte della Colombia sulla costa pacifica.

Ne verranno influenzate numerose coltivazioni, come canna da zucchero, banana, mais, riso, ma anche la pesca e l’allevamento. In Colombia le precipitazioni sono la metà del normale ed i fiumi che forniscono acqua al 79% della popolazione presentano un livello idrico pari ad un terzo di quello normale. In Venezuela, gli effetti sugli allevamenti zootecnici sono pesanti e si stima che il 20% delle produzioni siano a rischio.

Fenomeni altrettanto pesanti si stanno manifestando anche in sud Africa, in particolare per le coltivazioni di mais, ed in India.

Dunque, purtroppo, non deve sorprendere questo clima mite e senza precipitazioni di casa nostra. Stessa situazione in nord Europa, dove però piove e di conseguenza ci sono buone condizioni per la produzione di latte.

Prelievo d’acqua per settore e per area geografica
Prelievo d’acqua per settore e per area geografica

Fonte: IICA

 

Italia: Export Pecorino Romano e Fiore Sardo vs USA +20%
23 Dicembre 2015

Le esportazioni dell’Italia nel mese di Settembre 2015 confrontate con Settembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Burro (+31.1%), Formaggi (+7.7%), mentre sono diminuite quelle di Polvere di Siero (-12.5%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di Settembre 2015 confrontate con Settembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+20.8%), Gorgonzola (+19.1%), Formaggi grattugiati o in polvere (+17.5%), Pecorino e Fiore Sardo (+5.8%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+1.6%), mentre sono diminuite quelle di Provolone (-0.8%).

I principali Paesi Importatori nei primi 9 mesi del 2015 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 0.6%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 15% della quota di mercato – sono aumentate del 25.6%

Per Formaggi grattugiati o in polvere:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 6.4%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 54.6%

Per Pecorino e Fiore Sardo:

  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 64% della quota di mercato – sono aumentate del 20.1%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.4%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 23% della quota di mercato – sono aumentate del 9.1%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 2.6%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

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ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Set)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2014 2015 ± su 2014 2014 2015 ± su 2014
Formaggi 247.190 271.089 +9,7% 1.617.065 1.680.598 +3,9%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
59.299 62.801 +5,9% 573.143 557.971 -2,6%
– Formaggi grattug. o in polv. 19.581 23.463 +19,8% 168.243 192.204 +14,2%
– Pecorino e Fiore Sardo 11.632 13.299 +14,3% 95.400 124.563 +30,6%
– Gorgonzola 11.999 13.464 +12,2% 73.462 80.777 +10,0%
– Provolone 3.790 4.023 +6,1% 24.352 24.870 +2,1%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
1.373 1.473 +7,3% 9.761 10.181 +4,3%
Polvere di Siero 359.377 343.196 -4,5% 146.249 100.384 -31,4%
Burro 4.248 6.961 +63,9% 19.738 27.386 +38,8%
SMP Polvere di Latte Scremato 4.802 7.019 +46,2% 18.160 23.306 +28,3%
Lattosio uso farmaceutico 21.477 21.005 -2,2% 20.574 15.326 -25,5%
Latte in imballaggi > 2 L 14.837 17.549 +18,3% 11.692 14.506 +24,1%
Latte in imballaggi <= 2 L 7.249 15.155 +109,1% 5.611 10.563 +88,3%
Altri prodotti* 7.371 9.636 +30,7% 16.065 19.030 +18,5%
EXPORT TOTALE 666.551 691.611 +3,8% 1.855.153 1.891.100 +1,9%
* Altri prodotti: Latte per l’infanzia, Latte condensato, WMP Polvere di Latte Intero, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2012 2013 2014 Anno corrente (Gen-Set)
2014 2015 ± su 2014
Export (E) 2.220 2.362 2.464 1.855 1.891 +1,9%
Import (I) 3.223 3.615 3.562 2.740 2.313 -15,6%
Bilancio (E – I) -1.004 -1.253 -1.098 -885 -422 -52,3%

Le esportazioni dell’Italia nel mese di Settembre 2015 confrontate con Settembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Burro (+31.1%), Formaggi (+7.7%), mentre sono diminuite quelle di Polvere di Siero (-12.5%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di Settembre 2015 confrontate con Settembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+20.8%), Gorgonzola (+19.1%), Formaggi grattugiati o in polvere (+17.5%), Pecorino e Fiore Sardo (+5.8%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+1.6%), mentre sono diminuite quelle di Provolone (-0.8%).

I principali Paesi Importatori nei primi 9 mesi del 2015 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 0.6%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 15% della quota di mercato – sono aumentate del 25.6%

Per Formaggi grattugiati o in polvere:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 6.4%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 54.6%

Per Pecorino e Fiore Sardo:

  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 64% della quota di mercato – sono aumentate del 20.1%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.4%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 23% della quota di mercato – sono aumentate del 9.1%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 2.6%

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CLAL.it - Principali paesi acquirenti di Pecorino Romano e Fiore Sardo
CLAL.it – Principali paesi acquirenti di Pecorino Romano e Fiore Sardo

CLAL.it – Italia: Export Totale di Pecorino Romano e Fiore Sardo (intra ed extra UE)
CLAL.it – Italia: Export Totale di Pecorino Romano e Fiore Sardo (intra ed extra UE)