I prezzi della Carne Suina in CINA hanno ripreso ad aumentare
30 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

I prezzi della Carne Suina in Cina hanno ripreso ad aumentare dallo scorso Maggio suggerendo un cambio di equilibrio nel mercato locale e stimolando tutta la filiera produttiva. Infatti, simultaneamente sono aumentati anche i prezzi dei Suini e dei Suinetti e le importazioni hanno rallentato. Questo sta portando i produttori a ripopolare le loro mandrie, dopo averle ridotte tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.  

È probabile che sia questa la ragione dietro all’aumento delle importazioni di Soia, che hanno caratterizzato il trimestre tra Giugno e Agosto. Solo in Agosto l’import di Soia ha registrato un aumento del +29,72% rispetto allo stesso mese del 2023. L’import di Mais rimane, invece, piuttosto debole (-64% ad Agosto), complici le produzioni record stimate a livello locale.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Megastalle e Reflui zootecnici: un modello agricolo sostenibile?
24 Settembre 2024

Negli Stati Uniti i digestori per la produzione di biogas realizzati presso le grandi stalle (megadairies), allevamenti con centinaia o migliaia di vacche da latte, stanno sollevando un dibattito, soprattutto negli Stati lattieri più produttivi come California e Wisconsin, che comprende tematiche relative ad emissioni, rispetto ambientale, produzioni energetiche ma, soprattutto, modello di sviluppo aziendale orientato verso unità produttive di sempre maggiori dimensioni seguendo lo schema industriale.

Ormai da tempo la produzione di biogas dal letame è considerata essere un metodo virtuoso per ridurre le emissioni di metano e tra il 2010 e il 2020 il Dipartimento per l’agricoltura statunitense ha disposto 117 milioni di dollari di sovvenzioni per i digestori anaerobici. A livello internazionale, nel 2021 durante la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP26) è stato lanciato il Global Methane Pledge, sottoscritto anche dall’UE, che mira a ridurre le emissioni globali di metano del 30% entro il 2030, prendendo come base di riferimento i livelli del 2020. Gli Stati Uniti hanno pubblicato il proprio piano di riduzione del metano che mira a sviluppare ulteriormente il settore attraverso specifiche politiche e ricerche con risorse a favore della produzione di biogas da letame, cui si attribuisce circa il 9% delle emissioni di metano mentre il 27% deriva dalla fermentazione enterica dei ruminanti. Di conseguenza si sono diffusi i biodigestori presso le aziende da latte per trasformare i reflui zootecnici in modo virtuoso per l’ambiente ed anche profittevole per l’impresa. Le voci critiche sostengono però che il biogas usato come combustibile è essenzialmente equiparabile a quelli fossili e dunque non può essere considerata energia pulita per contrastare il cambiamento climatico. Solo per citarne un paio, una ricerca di Friends of the Earth sostiene che i digestori per la produzione di biogas possono costituire un incentivo per aziende con dimensioni sempre maggiori, radicando ulteriormente sistemi alimentari che impattano sia le persone che l’ambiente, mentre in California è stato rilevato che la biodigestione del letame comporta fino al 15% di perdite di metano in atmosfera.

Il dibattito però coinvolge più in generale la natura e la diffusione delle megastalle come modello di industria agricola che comporta molti reflui impattanti sull’ambiente. Quando si hanno troppi animali in un unico luogo si avranno troppi rifiuti in poco spazio, che diventano un problema che va oltre la finalità di un biodigestore. La questione si pone anche in Italia, dato che negli ultimi dieci anni a fronte di un calo del 26% di aziende da latte, quelle con oltre 500 vacche sia aumentato del 54%.

TESEO.clal.it – Italia: evoluzione delle Aziende da Latte

Fonti: Modern Farmer e Frontiers

Calo delle importazioni Cinesi di Carne Suina dall’UE
23 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Scendono ancora (-7,9% tendenziale) le importazioni cinesi di Carne Suina dall’UE nel periodo Gennaio-Luglio 2024, per effetto di una maggiore produzione interna del Paese asiatico, che ha frenato la richiesta dall’estero (che segna un -25,9% di import complessivo di carni suine e salumi nei primi sette mesi del 2024 sullo stesso periodo dell’anno precedente). 

A rallentare gli acquisti della Cina ci sono tensioni di natura commerciale con l’UE per i dazi applicati da Bruxelles al settore delle auto elettriche, oltre a un rallentamento dell’economia del gigante asiatico, che inevitabilmente si ripercuote sui consumi interni.

In questo contesto, risultano ancora più rilevanti le importazioni cinesi di carne suina dalla Russia, iniziate ad Aprile 2024.

Essendo il primo esportatore di carne suina verso la Cina, la Spagna ha registrato un calo di 25.000 tonnellate nelle vendite fra Gennaio e Luglio (-7,4%) e sta, di conseguenza, rivedendo le proprie strategie con un rallentamento delle macellazioni di suini (-0,8% i capi macellati in Spagna nel primo semestre del 2024) e dirottando maggiori quantità di carne suina verso altri mercati, come Francia, Italia e Giappone.
In particolare, le esportazioni verso l’Italia fra Gennaio e Luglio 2024 ha toccato quota 161mila tonnellate, in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il segmento relativo alle Carni fresche, refrigerate e congelate, che vedono l’Italia come primo acquirente, ha registrato un aumento di 8.787 tonnellate (+6,35%), spinte dalla competitività dei prezzi.  

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: crescita del mercato della Carne Bovina e tensione sui ristalli [Andreghetti, CLAI]
17 Settembre 2024

Giancarlo Andreghetti – Direttore Commerciale del Macello di CLAI

Mercato della Carne Bovina in crescita e ristalli in tensione. Listini al rialzo sia per chi macella che per gli allevatori che devono acquistare i vitelli da ingrasso e la ragione, per Giancarlo ANDREGHETTI, Direttore Commerciale del Macello della Cooperativa CLAI, deve essere ricondotta ad una scarsità di prodotto.

“I rincari sui ristalli – afferma – sono dovuti anche alle restrizioni attuate in Francia per problemi sanitari che limitano i flussi in uscita. La conseguenza è che in Italia entrano pochi animali e quegli allevatori che hanno il bestiame pronto alla macellazione cercano di ottenere il massimo, sapendo che dovranno fare fatica per ristallare”.

La conseguenza è che nelle prossime settimane prevedo scarsità di animali da macellare.

Il quadro, spiega Andreghetti, si completa con una fiacca dei consumi di carne bovina. “Vuoi per il periodo, vuoi anche il prezzo elevato, la risposta del Consumatore a questa ondata di aumenti, che si sono inevitabilmente registrati anche al banco vendita, è stata un rallentamento della spesa. Le Famiglie mangiano meno carne bovina e con i prezzi alle stelle sia per la carne italiana che per quella estera, non credo che nelle prossime settimane assisteremo a una ripresa dei consumi”, dice il Direttore Commerciale di CLAI.

Uno scenario complicato per tutta la Catena di Approvvigionamento (CA): per gli Allevatori alle prese con ristalli col contagocce e a prezzi elevati, i Macelli con costi di gestione elevati e la prospettiva di dover rallentare le macellazioni per una minore diponibilità di prodotto, le Macellerie, la GDO e la Distribuzione per la frenata dei consumi. “Forse – valuta Andreghetti -, in questa fase chi se la passa peggio è il macello, che da una parte ha prezzi alti delle carcasse, dall’altro subisce le pressioni della GDO per proteggere il carrello della spesa”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Non serve l’Industria senza Allevatori, e viceversa [Giada Roi, Terremerse]
16 Settembre 2024

“Il boom di contagi negli allevamenti del Nord Italia e la conseguente riduzione del patrimonio suinicolo hanno sicuramente incentivato l’impennata, inattesa solo due mesi fa, del costo del vivo e dei tagli. Aumenti a ritmo serrato da diverse settimane, a colpi di 4 centesimi a seduta”.

Quella che descrive Giada Roi, Responsabile Acquisti e Commerciale carni per la GDO Italia di TERRE EMERSE, la Cooperativa Ravennate, è una “situazione alquanto preoccupante per l’intero comparto industriale”.

“Chi, come noi, è al centro della catena di approvvigionamento e si trova ad affrontare uno scenario di mercato fortemente rialzista, è esposto a fuochi incrociati: l’avanzare della PSA, con la relativa riduzione dei capi e l’aumento dei listini, il calo dei consumi e la conseguente richiesta da parte di GDO e DO di riduzione di prezzo o di optare per attività promozionali aggressive. Così lo scenario, già complicato, è ancor più imprevedibile”.

Per Giada Roi, “il calo dei volumi di vendita dovuto, in parte ad un fattore culturale, ma principalmente alla spinta inflattiva che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, procede in modo costante da inizio anno”. “Temo non si vedranno cambiamenti nel brevissimo periodo – dice -. Il forte aumento dei prezzi ha modificato le abitudini alimentari, tra cui l’acquisto di carne suina, fino a un anno fa considerata ‘salvaspesa’. Basti pensare a lombo e salsicce, prodotti dal costo ridotto, ma dall’uso culinario più svariato; referenze più che duplicate in termini di prezzo al consumo; motivo per cui la richiesta da parte di GDO, DO, Discount, di ridurre il prezzo di acquisto o di aderire ad attività promozionali molto aggressive si sta facendo più frequente”.

In un contesto di previsioni del mercato suinicolo “sempre meno rosee”, Giada Roi è convinta che “vi sia la necessità, di creare un progetto anti-PSA per salvaguardare la filiera e di convocare un tavolo in cui tutti gli anelli della Filiera partecipino per la sopravvivenza di ogni singolo componente, in quanto non serve l’industria se non c’è l’allevatore, ma anche viceversa”.

E forse “alcuni capisaldi come la quotazione settimanale devono essere rivisti a favore di listini più dilatati, per poter creare progetti di lungo periodo e far crescere tutti gli attori: allevatore, industria, GDO”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Mais: danni in Italia, ma il mercato è mondiale
11 Settembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Piogge intense hanno colpito la Lombardia ed il Piemonte durante il periodo di semina del Mais, causando ritardi nella semina e richiedendo l’impiego di varietà con periodi di crescita più brevi. In particolare, le Aziende Agricole da Latte situate nelle zone colpite stanno fronteggiando questa “minaccia” per l’auto-approvvigionamento di alimenti zootecnici e potrebbero essere indotte ad acquistare mais sul mercato.

Cosa attendersi dunque per le produzioni italiane ed i prezzi del Mais?

È plausibile che i danni derivati dalle piogge intense comportino una riduzione sulle produzioni, che ISTAT aveva stimato a 5,45 Milioni di tonnellate a fronte di aree coltivate stabili e una resa valutata in leggero aumento. Ciò può influire sui prezzi locali, ma è fondamentale che facciamo parte di un mercato mondiale.

Nel Mondo la produzione di questa stagione è prevista sostanzialmente stabile (-0,3%). Le quantità sono diminuite in USA ed UE-27, dove il caldo eccessivo ha ridotto le rese in Ungheria, Romania, Bulgaria e Grecia. Questo calo dovrebbe però essere compensato da una maggiore produzione in Brasile, Argentina e Cina. 

La domanda mondiale dovrebbe invece rafforzarsi, stimolata dalla riduzione del prezzo, pur senza erodere gli stock, prospettando prezzi globali tendenzialmente stabili per i prossimi mesi.

La Resistenza Antimicrobica interessa gli investitori mondiali
10 Settembre 2024

L’importanza della gestione degli antibiotici si inserisce in un contesto più ampio: quello degli antimicrobici.

Il prossimo 26 settembre in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite si terrà a New York l’incontro di rappresentanti ad alto livello sulla resistenza antimicrobica (AMR), una problematica equiparabile agli effetti disastrosi della pandemia  Covid o della crisi finanziaria del 2008. Si calcola che l’AMR nel 2019 abbia causato 1,3 milioni di decessi nel mondo, cioé più di quelli di Aids e malaria insieme, con una tendenza che potrebbe portare a 10 milioni di morti all’anno entro il 2050.

La resistenza antimicrobica non è solo una minaccia per la salute, ma rappresenta anche un danno economico. Si prevede infatti che con l’andamento attuale, i costi per il sistema sanitario potrebbero ammontare a 412 miliardi di dollari e le perdite produttive 443 miliardi di dollari. 

Azioni concrete lungo tutta la catena agroalimentare

Diversi provvedimenti sono stati messi in atto per affrontare questo grave problema, dichiarato dall’OMS emergenza sanitaria prioritaria. Nell’Unione Europea fra il 2018 ed il 2022 l’uso di antimicrobici in campo zootecnico è diminuito del 28%, con l’impegno degli Stati membri di ridurlo del 50% entro il 2030. Dato l’impatto economico e finanziario, l’antimicrobico resistenza è divenuta un serio fattore di rischio anche per gli investitori che attraverso varie rappresentanze a livello mondiale propongono azioni concrete per ridurre l’uso degli antimicrobici, in particolare lungo tutta la catena agroalimentare.

La prima proposta è di costituire un gruppo indipendente di esperti simile a quello sul cambiamento climatico (IPCC) in modo da fornire ai governi riferimenti scientifici certi per adottare opportuni provvedimenti legislativi.
Poi impegnare i Paesi a ridurre l’uso degli antibiotici ed altri antimicrobici negli allevamenti, fissare dei livelli massimi di residui nei reflui delle produzioni, realizzare un sistema internazionale di controllo e sorveglianza in campo umano, animale ed ambientale.
Gli investitori sottolineano poi l’importanza dei programmi di ricerca per ottenere nuove formulazioni antimicrobiche e nuove molecole in grado di bloccare le infezioni.

La cooperazione globale è essenziale

Ci sono emergenze mondiali che richiedono un approccio a livello mondiale. Fra queste rientra il grave problema della resistenza antimicrobica, per cui emerge più che mai sottolineando la necessità di una cooperazione globale, di finanziamenti sostanziali sia pubblici che privati e di soluzioni innovative per garantire un futuro più sano per tutti ed ovunque.

Fonte: Investor Action on AMR

Il Commento: C’è moderato ottimismo nel settore della Carne Bovina [Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove]
4 Settembre 2024

Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove

C’è moderato ottimismo nel settore della Carne Bovina. “Il mercato si sta muovendo lentamente, ma in una direzione positiva”, spiega Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove. “Solitamente, fra Settembre e Ottobre si registra una stasi dei consumi, dopo la fine delle vacanze e la ripresa della scuola – dichiara Bonfante -. Ad oggi, invece, abbiamo segnali di una ripresa, anche se lenta, legata non tanto ai consumi quanto alla produzione. Dopo mesi che hanno visto rincari nei ristalli, con appunto la conseguenza di una flessione produttiva, ci aspettiamo un equilibrio fra domanda e offerta. E con la previsione del periodo Novembre-Gennaio in cui solitamente i consumi aumentano a fronte di un probabile ulteriore calo di produzione, dovremmo essere sulla buona strada”.

Bicchiere dunque mezzo pieno, senza lasciarsi trasportare da facili entusiasmi, ma con la consapevolezza che “i costi alimentari in zootecnia sono stabili e con il mais che ha segnato una lieve flessione: questo significa che potremmo recuperare ulteriori margini di produzione”.

Resta, invece, l’incognita sui ristalli di animali vivi dalla Francia, con la preoccupazione legata alla fiammata delle malattie da vettori, fra Blue Tongue (sierotipo 8 e sierotipo 3) e la malattia emorragica dei cervidi. “Gli animali da vita possono essere esportati in Italia solo se risultano negativi all’esame Pcr o se sono stati vaccinati – riassume Bonfante -. Tuttavia, solamente per il sierotipo 8 della Blue Tongue c’è una vaccinazione validata sia in Francia che in Italia, mentre per il sierotipo 3 il Ministero Francese ha concesso un’autorizzazione provvisoria per un nuovo vaccino, ma servono i tempi tecnici per la somministrazione. Per la malattia emorragica dei cervidi, invece, non esiste al momento alcun vaccino e solamente dal prossimo 15 settembre sarà impiegato un vaccino sperimentale, che dovrà essere tuttavia validato dall’autorità sanitaria europea e dal nostro Ministero della Salute. Se nel medio-lungo periodo le vaccinazioni potranno risolvere queste epidemie, purtroppo per almeno i prossimi tre mesi saremo nell’incertezza sugli approvvigionamenti di broutard”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine nella Home Page di TESEO

I Produttori di Maiali dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza…
2 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Con i prezzi dei suini da macello per il circuito tutelato a 2,14 €/kg (in aumento costante da inizio Luglio) e con costi indicativi di produzione a 1,82 €/kg (costo simulato da Teseo), i PRODUTTORI di MAIALI dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza che sta togliendo il sonno ai Suinicoltori e all’intera FILIERA è la Peste suina africana (PSA), che nelle ultime settimane ha avuto un’accelerazione preoccupante.

Rudy MILANI, Presidente della Federazione nazionale di prodotto di CONFAGRICOLTURA, ha descritto in questi termini la situazione: “In Lombardia oggi sono 620.000 gli animali in zona di restrizione, tra 180.000 e 200.000 quelli nella sola zona 3; il 55% delle Aziende suinicole di Confagricoltura PAVIA attualmente ha i capannoni vuoti. Ecco perché servono indennizzi immediati, oltre a un contenimento ancora più radicale della fauna selvatica”.

Alberto CAVAGNINI, Allevatore bresciano di COLDIRETTI, ha parlato di situazione “allarmante, che dura ormai da mille giorni e che ad oggi non ha visto interventi risolutivi a fronte di un grande sacrificio delle aziende colpite”.

Per CIA-AGRICOLTORI ITALIANI, con oltre due milioni di cinghiali sul territorio nazionale e operazioni di contenimento che procedono a rilento, non ci può essere freno alla PSA. “Lo scenario si è notevolmente complicato. Ora chiediamo celerità nelle risposte e ulteriori risorse per le misure di prevenzione, che ad oggi sono risultate insufficienti”, ha dichiarato il Presidente di CIA, Cristiano FINI.

Sul fronte delle istituzioni, il nuovo COMMISSARIO straordinario alla PSA, Giovanni FILIPPINI, in una riunione con 500 allevatori di Coldiretti ha indicato le future strategie: “Contenimento della diffusione della PSA, disponibilità sugli indennizzi agli allevamenti per la mancata produzione a causa della malattia e impegno per un’importante azione di contenimento della popolazione dei cinghiali, principali vettori del virus”. 

L’Assessore lombardo all’Agricoltura, Alessandro BEDUSCHI, ha specificato che “REGIONE LOMBARDIA ha agito con serietà, mettendo in campo meccanismi di controllo rigidi e iniziando un contenimento importante dei cinghiali: in un anno e mezzo ne abbiamo rimossi quasi 50.000. In questi mesi sono già stati spesi 30 milioni di euro di ristori diretti, oltre a quelli indiretti, ancora più alti”.

L’Assessore all’Agricoltura dell’EMILIA ROMAGNA, Alessio MAMMI, ha annunciato che “per l’autunno la Regione metterà a punto un ulteriore bando per rafforzare il contrasto alla PSA. Innalzare i livelli di biosicurezza permette di ridurre i rischi di contagio e può garantire il riconoscimento di particolari deroghe nella commercializzazione, per mantenere aperti i canali di vendita nel nostro Paese e di esportazione”.

Indagine anti-dumping sulla Carne Suina UE
26 Agosto 2024

Formalmente si chiama “indagine sui prodotti anti-dumping sulla carne suina” condotta da Pechino, di fatto è l’anticamera di possibili dazi sulle esportazioni comunitarie di carne suina (e, a quanto pare, anche dei prodotti lattiero caseari). Logico che le filiere europee che producono carne suina – a partire dagli allevatori – siano alquanto preoccupate, alla luce di esportazioni che verso la Cina hanno toccato nei primi sette mesi del 2024 le 284.000 tonnellate nel segmento delle carni fresche e congelate e 1.017 tonnellate nel settore dei salumi. Volumi inferiori, in verità, rispetto agli anni precedenti (1.535.000 tonnellate di carni fresche e congelate nel periodo record fra gennaio-luglio 2021 e 1.833 tonnellate di salumi fra gennaio e luglio 2023), ma un’eventuale imposizione di dazi da parte di Pechino decreterebbe a tutti gli effetti un ulteriore calo dell’export dall’Ue-27.

I numeri elaborati da Teseo evidenziano, infatti, una flessione del 45,24% tendenziale nell’import cinese di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE nei primi sette mesi del 2024. Complessivamente, è in calo l’import complessivo di carne suina e salumi da parte di Pechino (-25,94% rispetto a gennaio-luglio 2023); tutti i fornitori, dal Brasile agli Stati Uniti, stanno registrando contrazioni dell’export, complice anche un calo della domanda dei Consumatori cinesi con ogni probabilità dipesa da prezzi di mercato in crescita e che per il prodotto locale hanno superato lo scorso luglio i 4 dollari al chilogrammo.

In un contesto di import negativo, colpisce la nuova rotta commerciale stabilita con la Russia, che punta nel giro di tre o quattro anni a coprire circa il 10% dell’import cinese di carne suina

CLAL.it – Cina: importazioni di Carni Suine (inclusi Salumi)

Il mercato in Italia

Nel frattempo, il mercato in Italia ha reagito con un aumento dei prezzi dei suini in CUN a MANTOVA (2,110 €/kg il prezzo dei grassi da macello nel circuito tutelato) e una crescita dei principali tagli di carne fresca. La coscia fresca per crudo, con l’ultima quotazione alla CUN di PARMA, ha nuovamente superato il tetto dei 6 euro al chilogrammo (6,010 €/kg).

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi