Di: Marika De Vincenzi
Mentre la sfida per la filiera suinicola spagnola è quella di introdurre l’Intelligenza Artificiale per elaborare dati e migliorare ancora di più efficienza, produttività e sostenibilità, il 2026 secondo gli analisti di Rabobank si dipanerà all’insegna di prospettive caute.
Il taglio di un milione di scrofe in Cina e la crescita globale limitata del patrimonio di scrofe provoca inevitabilmente incertezza lungo la catena di approvvigionamento.
A livello di scambi internazionali, secondo Rabobank il commercio globale di carne suina ha registrato un aumento del 3% su base annua fino a giugno, con previsioni di chiusura del 2025 ai livelli precedenti o leggermente superiori. Il Brasile si distingue come uno dei principali beneficiari, pronto ad espandere la propria quota di mercato dal 12% al 15% del volume totale di carne suina globale entro il 2025.
Proprio il Brasile sta diventando un player di primo piano nel settore, con quantitativi di carne suina che sono passati da 3,7 milioni di tonnellate nel 2016 a 4,6 milioni stimati nel 2025.
Pesano gli aspetti sanitari, con Peste Suina Africana, febbre aftosa e la sindrome riproduttiva e respiratoria suina che preoccupano anche per il 2026, anche se le prospettive dovrebbero rivelarsi più stabili rispetto all’anno in corso.
Più che un rafforzamento della mandria sul piano numerico, il settore a livello globale sembra invece più rivolto a dare priorità al miglioramento della produttività, alla salute della mandria e all’ottimizzazione del peso delle carcasse per controbilanciare la crescita limitata della mandria.
Sul fronte dei mercati internazionali, i prezzi della carne suina dovrebbero mantenersi elevati, seppure con qualche fluttuazione, dal momento che la richiesta mondiale sopravanza l’offerta in molte aree del globo. Aspetti che hanno visto in questi mesi flettere gli stock di carne suina, in particolare in UE e Nord America, rimbalzando i listini verso l’alto.
Il consumo di carne di maiale dovrebbe mantenersi sostenuto anche per la prima fase del 2026, complici limitate forniture globali di carne bovina e di pollo. La pressione inflazionistica, però, potrebbe pesare sui tagli premium e sulle esportazioni globali.
A livello di scambi internazionali, la Cina e il Sud-Est Asiatico potranno influire sulle dinamiche di prezzo, rappresentando una delle aree di importazione più rappresentative su scala mondiale.










































































