Cina: cresce la domanda di Cereali
28 Maggio 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Da Settembre 2023, la Cina è tornata ad accelerare gli acquisti nei mercati dei Cereali (+26,3% tra Gennaio e Aprile 2024). Pur essendo una crescita che coinvolge diversi prodotti, sono tre quelli che spiccano in particolar modo: l’Orzo, il Sorgo e il Frumento Duro. 

Le importazioni di Orzo (non per semina) ammontano a più di 6 milioni di tonnellate. Di questi, il 48% è fornito dall’Australia, la quale ha ricominciato ad esportare Orzo in Cina dopo che quest’ultima ha rimosso le tariffe lo scorso Agosto dopo tre anni di blocco. Gli altri principali fornitori sono Argentina, Canada, Ucraina e Francia. 

Il Sorgo viene acquistato quasi totalmente dagli USA (93%). Le quantità sono in crescita nonostante le produzioni locali siano elevate rispetto alla media storica, sottolineando una ripresa della domanda Cinese. Infatti, il primo quadrimestre 2023 aveva visto un rallentamento degli acquisti di Sorgo che ora stanno tornando ai livelli degli anni precedenti. 

Il Frumento Duro registra un aumento delle quote importate del +78,47% rispetto al primo quadrimestre del 2023, raggiungendo quasi 2,5 milioni di tonnellate. Questo mercato è fornito per la maggior parte da Canada (55%) e Australia (35%). L’aumento della domanda di Grano Duro sarebbe associato a COFCO, azienda alimentare dello stato, che ha iniziato a trasformare la materia prima, anziché acquistare farina e pasta già lavorate.

Per quanto riguarda il settore delle Carni, si mantiene il trend già evidenziato negli ultimi mesi: un rallentamento della domanda di Carne Suine estera e una crescita per le Carni Bovine. Nel primo quadrimestre del 2024, le Carni Suine hanno registrato un calo dei volumi importati del -29,7% riducendo soprattutto la quota delle Carni fresche, refrigerate e congelate. Nello stesso periodo, i volumi importati di Carni Bovine sono aumentati del +22% trainati da una maggiore domanda di Carni congelate, provenienti da tutti i principali Paesi fornitori.

Il Commento: Come interpreto il ‘non quotato’ [Rudy Milani, Suinicoltore]
27 Maggio 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

Come interpretare il non quotato alla CUN Tagli Freschi di Venerdì 24 maggio?

Rudy Milani, Allevatore e referente della Federazione nazionale di prodotto Suini di Confagricoltura, offre la propria interpretazione. “La Filiera è alle prese con un aumento generalizzato dei costi di produzione a tutti i livelli – analizza Milani -. I costi di produzione si mantengono elevati, i costi fissi sono cresciuti. Vale per l’allevamento e, appunto, vale anche per gli altri anelli della catena di approvvigionamento.
Il non quotato di Venerdì 24 maggio in CUN non è altro che il tentativo di richiamare l’attenzione su una situazione complessivamente tesa e credo che non vi siano alternative al fatto che, per poter stare a galla, bisogna ad ogni passaggio pagare qualcosa di più, maiale compreso”.
I costi di produzione, aumentati anche in stalla, “sono arrivati a livelli impensabili solo qualche anno fa”, calcola Rudy Milani.

E poi si assiste al paradosso nel segmento dei Suinetti, che possono contare, grazie a una mancanza di materia prima, su quotazioni remunerative. “Nonostante oggi gli allevatori di suinetti stiano guadagnando, le Scrofaie continuano a chiudere, a conferma di una crisi innescata da diversi fattori e che a volte il prezzo da solo non basta per invertire – invita a riflettere il referente nazionale per la suinicoltura di Confagri -.

Siamo di fronte a una mancanza di reperibilità di manodopera professionale, a questioni sanitarie aperte, come la PRRS, che sta facendo danni su scala europea, dobbiamo come Allevatori fronteggiare anche l’incertezza sul piano normativo, fra benessere animale e legislazioni ambientali.

Su tutto, poi, si stende il manto nero della PSA, che è un moltiplicatore di incognite e il problema più grande che abbiamo non solo come Allevatori, ma come Filiera”.

Prezzi dell’Energia e delle Materie Prime
27 Maggio 2024

Di: Ester Venturelli e Mirco De Vincenzi

Il prezzo dell’Energia Elettrica in UE sta mantenendo una tendenza in diminuzione e nel mese di Maggio ha riportato il valore a livelli coerenti con la media storica antecedente al 2020. La stessa cosa non si può dire per l’Italia, dove il prezzo dell’Energia Elettrica, pur essendosi ridimensionato rispetto ad un anno fa, è molto più elevato e rimane stabile su valori significativamente superiori rispetto alla media storica.

Il prezzo del Gas Naturale, invece, è aumentato tra Marzo e Aprile sia in UE che in Italia, sostenuto dalla competizione con la domanda asiatica. Al momento gli stock accumulati sono elevati, considerandone la stagionalità, elemento che dovrebbe generare delle dinamiche di rilassamento del mercato UE del Gas Naturale.

Il prezzo del Petrolio, a causa delle tensioni geopolitiche globali, rimane elevato. Sembra ci siano, tuttavia, alcuni segnali che portano a ipotizzare un ridimensionamento del prezzo nelle prossime settimane. Parliamo, in particolare, delle spinte ribassiste legate a un aumento degli stock e allo spostamento su livelli record della capacità produttiva degli Emirati Arabi, anche se lo scenario internazionale e la ripresa cinese potrebbero imprimere parabole differenti.

Altre materie prime da considerare di interesse per il settore dairy sono la Plastica e la Carta. In entrambi i casi le ultime rilevazioni dei prezzi (Aprile 2024) indicano una ripresa dei prezzi rispetto al mese precedente, dopo un periodo di ridimensionamento. Gli ultimi valori registrati, risultano comunque inferiori ai picchi raggiunti nel corso del 2022 e allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Costo dell’energia e delle materie prime

Il Commento: Lo sguardo è rivolto al futuro [Emore Magni, Consorzio del Prosciutto Toscano]
20 Maggio 2024

Emore Magni – Direttore del Consorzio del Prosciutto Toscano

“Il prossimo Giugno parteciperemo a New York al Fancy Food, rassegna agroalimentare di riferimento Oltreoceano, e cercheremo di capire il sentiment degli Operatori in due mercati di grande importanza come quello statunitense e quello canadese. Nel frattempo, stiamo collaborando con diversi istituti per confermare che con oltre 400 giorni di stagionatura non vi sono problemi connessi alla Peste suina africana”. Così Emore Magni, Direttore del Consorzio del Prosciutto Toscano, una delle grandi DOP della salumeria italiana con 18 Produttori consorziati e una produzione intorno ai 330mila pezzi all’anno, con una crescita nel 2023 del 6% in volume.

“L’obiettivo – prosegue Magni – è quello di crescere, anche grazie all’attrazione di grandi aziende che stanno investendo in Toscana”. L’export, inevitabilmente, è una leva strategica per affermarsi.

Il periodo, tuttavia, è da montagne russe, con incognite che il linguaggio automobilistico definirebbe da “stop-and-go”. “Stiamo attraversando un momento storico particolare – puntualizza Magni -. Veniamo da un periodo in cui il costo della materia prima è stato molto alto, in cui abbiamo raggiunti picchi storici, e che ora si stanno lentamente abbassando. Mentre le produzioni, dopo un’ottima crescita tra la fine 2023 e l’inizio del 2024, oggi stanno leggermente calando”.

Ora pesa l’incognita della PSA, che – incrociando le dita – ad oggi non è approdata in Toscana. “Non sappiamo, però, con quale mercato ci andremo a confrontare, perché quando si creano incognite su un grande player come il Prosciutto di Parma, di colpo si potrebbe erodere qualsiasi marginalità”.

Inoltre, c’è il tema dei Consumi strettamente collegato. “Abbiamo segnali positivi su export e banco taglio, mentre abbiamo riscontrato qualche rallentamento nel pre-affettato – commenta il Direttore del Consorzio del Prosciutto Toscano -. Nelle prossime settimane esploreremo da vicino il mercato nordamericano e nel complesso restiamo fiduciosi”.

La forza propulsiva dell’Export Brasiliano
15 Maggio 2024

Di: Marika De Vincenzi, Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Nelle ultime due annate agricole, il Brasile ha prodotto quantità elevate di Cereali e Semi Oleosi, soprattutto Mais e Soia. L’abbondanza dei prodotti ha fatto sì che i prezzi Brasiliani rimanessero competitivi rispetto agli USA, principale Paese concorrente, e questo ha incentivato le esportazioni. 

L’export di Cereali, principalmente Mais e Frumento Tenero, è cresciuto del +25% nel 2023. Nel primo quadrimestre del 2024 ha registrato un ridimensionamento del -21,4%, ma si tratta comunque di quantità elevate rispetto allo storico. Tra gli acquirenti, aumentano gli acquisti da parte di Vietnam, Cina, Filippine, Iran ed Egitto. 

L’export di Semi Oleosi, quasi totalmente composto da Soia (prezzo medio unitario nel primo quadrimestre: 438$/Ton) e Farina di Soia (454$/Ton), è aumentato del +25,5%, mentre nel primo quadrimestre la crescita si attesta a +11,7%. Ad acquistare maggiori quantità sono soprattutto la Cina per quanto riguarda la Soia e l’UE per quanto riguarda la Farina di Soia.

La maggiore disponibilità di prodotti agricoli ha ridotto i costi per l’alimentazione zootecnica e, di conseguenza, ha incentivato la produzione di carne Suina e Bovina nel Paese. Le stime USDA indicano, per il 2024, una crescita del +4,2% delle produzioni di Carni Suine e del +2,4% delle produzioni di Carni Bovine, mantenendo per entrambe il trend in aumento che ha caratterizzato gli ultimi anni. Per questo, i prezzi per entrambe le categorie hanno registrato una diminuzione, rendendo il Paese maggiormente competitivo e supportando le esportazioni.

Le esportazioni di Carni Suine sono aumentate complessivamente del 4,3% nel primo quadrimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023. Nonostante la quota destinata alla Cina sia crollata (-36,8%), il calo dei prezzi ha permesso di ampliare e differenziare maggiormente il portfolio degli acquirenti. Ad esempio, le Carni fresche, refrigerate e congelate (79,1% del totale), sono state vendute ad un prezzo medio unitario di 2,26$/Kg e hanno registrato una variazione di +1,73%, nonostante la perdita di quasi un 40% verso la Cina, grazie a maggiori quantità spedite nelle Filippine, in Cile e in Giappone.

L’export di Carni Bovine registra una crescita del 45,7% tra Gennaio e Aprile 2024, rispetto a Gennaio-Aprile 2023. In questo caso, l’aumento è determinato principalmente da maggiori acquisti da parte della Cina di Carni Bovine congelate, vendute dal Brasile ad un prezzo unitario medio di 4,43$/Kg. Le vendite di Carni bovine congelate risultano in forte aumento anche verso gli Emirati Arabi Uniti (+45.362 tonnellate).

Questi dati ci spingono a INTERROGARE LA FILIERA
13 Maggio 2024

Di: Marika De Vincenzi

I dati relativi allo share dei consumi retail di carne e dei principali salumi nel periodo compreso fra Aprile 2023 e Marzo 2024 evidenziano che la carne suina fresca rappresenta il 18% del totale dei consumi in volume e il 12% dei consumi a valore. In termini di volumi, al primo posto si colloca la carne avicunicola fresca (48% di share), mentre in valore precedono il maiale tre voci: la carne avicunicola fresca (28% dello share a valore), la carne bovina fresca (17%) e il prosciutto cotto (16%).

Se spostiamo l’attenzione sulla variazione dei consumi domestici di carni fresche, nell’anno terminale mobile considerato (ricordiamo: Aprile 23/Marzo 24) la carne suina fresca è cresciuta dello 0,4% in quantità e del 7,1% in valore, contro una crescita del 4,5% dei consumi e del 4,6% in valore per la carne avicunicola fresca e dell’1% in quantità e del 4,2% in valore per la carne bovina fresca.
Guardando più specificatamente la salumeria, crescono in volume solamente i consumi di prosciutto cotto (+2,4%), mortadella (+2,4%), salame (+3,1%). Trend negativi per il prosciutto crudo Dop (-4,6%), per il prosciutto crudo non Dop (-3,1%) e per la pancetta a cubetti (-1%).

I prezzi settimanali dei suini da macello destinati al circuito tutelato sono in diminuzione rispetto ai picchi segnati nei mesi scorsi e sono scesi sotto i 2 €/kg dopo quattro ribassi consecutivi in CUN.
Anche le macellazioni dei maiali per la DOP sono in diminuzione, mentre il peso medio di macellazione degli animali è in crescita.
Questi dati ci spingono a interrogare la filiera. Entriamo in una fase in cui la disponibilità di suini potrebbe essere in parte inferiore alla domanda e con consumi non entusiasmanti, seppure la salumeria di qualità conservi un grande appeal, con qualche difficoltà legata al boom inflattivo.

Come evolveranno i prezzi al consumo?
Con quali effetti sugli acquisti di carne suina e, soprattutto, di salumi?
Come la catena di approvvigionamento potrà riequilibrare i prezzi e i margini di guadagno?

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Crescita significativa dei salari agricoli
10 Maggio 2024

Di: Elisabetta Viari

Un recente rapporto sulla Nuova Zelanda ha svelato un trend positivo nei salari agricoli, dimostrando che gli Imprenditori Agricoli stanno investendo sempre più nel loro personale.

Secondo il Rapporto sugli Stipendi Agricoli 2024 di Federated Farmers-Rabobank, i salari medi per i lavoratori agricoli sono in forte aumento rispetto al 2022. Lo stipendio medio di un responsabile di un allevamento di vacche da latte è aumentato del 19%, e di un allevamento di ovini/bovini del 22%, rispetto a due anni fa.

Questi aumenti salariali sono particolarmente significativi considerando le molteplici sfide affrontate dagli agricoltori, tra cui Covid, eventi meteorologici estremi e inflazione.

Ma non è tutto: il rapporto evidenzia anche una crescita nei Total Package Values (TPV) per i dipendenti agricoli, che includono una vasta gamma di benefici come l’uso del veicolo, carne, legna da ardere e molto altro ancora.

Fonte: Rabobank

Fertilizzanti: il calo dei prezzi stimola il trade
9 Maggio 2024

Di: Elisa Donegatti, Ester Venturelli

Nel 2022, l’UE ha prodotto 54,4 milioni di tonnellate di fertilizzanti, in calo del -7% rispetto al 2021, a causa del costo elevato del Gas Naturale. Secondo le stime di Eurostat, nel 2023 la produzione sarebbe diminuita di un ulteriore -3,4%. I principali produttori sono Francia e Germania, seguiti dalla Polonia. L’export dell’UE nel 2022 e nel 2023 è stato stabile con 12,4 milioni di tonnellate, mentre l’import è stato di 17,6 milioni di tonnellate nel 2022 e 16,3 nel 2023. 

Nel 2024, sia l’import che l’export dell’UE di fertilizzanti sono in aumento, probabilmente stimolati dai prezzi in diminuzione.

L’import UE è cresciuto complessivamente del +10% raggiungendo un totale di 3,4 milioni di tonnellate. Si è registrato un calo degli acquisti dei concimi azotati, di cui il principale è l’Urea (importata ad un prezzo medio unitario di 347€/ton), più che compensato da aumenti sia per i concimi potassici, principalmente Cloruro di Potassio (364€/Ton), che misti. Il principale Paese fornitore è la Russia, con 969 mila tonnellate tra Gennaio e Febbraio 2024, più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2023. Importanti quantità vengono fornite anche da Paesi del Nord Africa, quali Egitto, Marocco e Algeria, che in parte producono e in parte rivendono fertilizzanti Russi.

L’export UE registra un aumento del +7,4%, arrivando a 2 milioni di tonnellate nel primo bimestre, con quantità in crescita per i concimi azotati e misti, mentre calano i concimi potassici. Le destinazioni sono varie e le principali sono USA, Ucraina e Regno Unito. 

In particolare, la domanda USA di concimi è in crescita (+20,7% Gennaio-Marzo 2024) e, confrontando i primi tre mesi degli ultimi anni, ha raggiunto quantità record non solo dall’UE, ma anche da altri importanti fornitori come il Canada, la Russia e l’Arabia Saudita.

A fronte di una probabile CONTRAZIONE del numero dei capi allevati…
6 Maggio 2024

Di: Marika De Vincenzi

Con oltre 34,4 milioni di capi allevati, la Spagna rappresenta il 26% dell’intero patrimonio suinicolo dell’Unione Europea ed è il primo Paese esportatore tra i 27 dell’Ue.
Nei primi due mesi del 2024 la Spagna ha incrementato l’export del 4,65% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Cina è il primo paese di destinazione per l’export di carni suine, inclusi i salumi, seguita da Italia, Francia, Giappone e Filippine.

Se, invece, restringiamo il focus sul solo export di Salumi (-1,4% nei primi due mesi del 2024 su base tendenziale), i primi tre Paesi di destinazione sono Francia, Germania e Portogallo. L’Italia si colloca al sesto posto, un dato che non deve essere sottovalutato e che conferma quanto la salumeria made in Italy sia radicata nel nostro territorio per tradizione, artigianalità, cultura. Un’arma che dobbiamo sfruttare anche sul piano internazionale (temporanee limitazioni permettendo).

Anche la Germania nel mese di Gennaio parte col piede giusto: +5,21 le quantità esportate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita in valore del 12,29%. Un segnale positivo, dopo quattro stagioni – fra il 2020 e il 2023 compresi – caratterizzati da vendite al di fuori dei propri confini nazionali al ribasso, con l’export 2023 in frenata del 13,3% rispetto all’anno precedente. Molto “local” l’export tedesco, orientato prevalentemente ai Paesi limitrofi: in ordine di volume, Paesi Bassi, Italia, Polonia, Austria.

Anche Olanda e Danimarca, due Paesi leader nelle esportazioni di carni suine – tanto che il rapporto fra export e macellazioni è del 95,3% per i Paesi Bassi e del 90,2% per la Danimarca (per dare un’idea, la percentuale della Spagna si ferma al 48,8%) – nel 2023 hanno tirato il freno sul fronte delle esportazioni.
In particolare, l’export di carni suine e salumi dei Paesi Bassi è diminuito del 4,22% in quantità e del 19,63% per la Danimarca.
L’Olanda, però, è riuscita a incrementare (+11,90%) le esportazioni in valore, superando i 4,5 miliardi di euro, vale a dire quasi 1,1 miliardi di euro in più rispetto alla Danimarca.

Nel 2024, a fronte di una probabile contrazione del numero dei capi allevati in tutta Europa, è probabile che l’export si mantenga su volumi sostanzialmente stabili. Molto dipenderà dalla Cina, dal Giappone, e complessivamente, dall’Asia.

Continua il ridimensionamento dei prezzi delle principali materie prime
29 Aprile 2024

Di: Ester Venturelli e Mirco De Vincenzi

Continua il ridimensionamento sulle piazze italiane dei prezzi delle principali materie prime, che, eccetto il Gasolio, sono tutti in rosso rispetto ad un anno fa, pur rimanendo a valori superiori a quelli registrati prima del 2020.

I Cereali, dopo un recupero a fine 2023, hanno ripreso una tendenza in leggero calo dovuta alla buona disponibilità sui mercati mondiali e favorita anche dal prodotto ucraino che entra massicciamente in UE. Ci sono preoccupazioni per la produzione di Mais in Argentina, mentre le condizioni climatiche in Europa, per il momento, sono favorevoli.

Il prezzo della Farina di Soia ha tardato a diminuire rispetto agli altri input, ma da Gennaio si è ridimensionato in modo significativo. Il prezzo della Soia (Camera di Commercio di Bologna) ha recuperato nelle ultime rilevazioni, ma le prospettive di una buona produzione in Argentina e un ritmo di semina più veloce rispetto alla media negli USA creano forze al ribasso in questo mercato.

Per quanto riguarda gli input energetici, il prezzo dell’Energia Elettrica in Europa da Gennaio ha ripreso il trend in diminuzione, nonostante i carburanti siano invece spinti verso l’alto dalle tensioni geopolitiche. Il Gasolio Agricolo e il Petrolio, infatti, registrano valori molto superiori allo storico.

Infine, i Fertilizzanti stanno seguendo un trend in diminuzione, che risulta più accentuato per l’Urea e il Cloruro Potassico, e più lento per il Perfosfato granulare.