Il Commento: Forte tensione prezzi, rischio problemi nella filiera [Rudy Milani, Suinicoltore]
24 Novembre 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

Il prezzo dei suini da macello da tre settimane – pur partendo da valori record – subisce un ridimensionamento che non si spiega con la legge della domanda e dell’offerta. “E questo perché, se guardiamo al mercato dei suini destinati al circuito tutelato – osserva Rudy Milani, Allevatore e responsabile della Federazione Nazionale di Prodotto (FNP) Suini di Confagricoltura – siamo di fronte a un’offerta scarsa e a una domanda elevata, dinamica che di per sé dovrebbe imprimere un’accelerazione ai listini e non il contrario”.

Certo, in questa fase sono entrati in gioco altri elementi: l’import animali vivi anche del peso di 160 chilogrammi dall’Ungheria e Carne Suina da Germania e Polonia, che hanno creato pressione sul mercato nazionale, calmierando i listini nazionali del suino.

Il ridimensionamento dei prezzi rappresenta una boccata d’ossigeno temporanea agli anelli della filiera a valle dell’allevamento, “che hanno difficoltà a ribaltare sulla distribuzione e sul consumatore finale i maggiori costi legati al prezzo dei suini e della carne suina”, prosegue Milani.

Le previsioni future possono partire, per l’Allevatore Trevigiano, “dalla prospettiva che a breve non vi saranno aumenti produttivi in termini di animali, anche per effetto della riforma dei disciplinari dei prosciutti DOP che fin da subito ha visto Confagricoltura esprimere una posizione critica, ma che non si è voluta ascoltare”.

Fra le criticità del settore, Milani menziona la Peste suina africana (PSA), tanto che “ad oggi il 10% dei Comuni che detengono suini in Italia è soggetto a restrizioni, il che significa fare riferimento a una superficie complessiva di circa 20-25mila chilometri quadrati per circa il 15% della mandria suina nazionale”. Il responsabile della FNP di Confagricoltura aggiunge altri numeri per delineare il quadro: “Nelle tre principali Regioni del Nord Italia per la suinicoltura, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, contiamo 488mila maiali in zona 1, che è la zona di restrizione più blanda, 92mila maiali in zona 2 e 360mila maiali in zona 3, che è l’area assoggetta alle maggiori restrizioni. Significa che lo scenario è complesso e non aiuta per niente”.

Serve attenzione e maggiore dialogo all’interno della filiera, “perché le situazioni di forte tensione sui prezzi rischia di scatenare situazioni problematiche”, conclude Rudy Milani.

Export Carne Bovina: Argentina e Brasile protagonisti
20 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

L’export di Carne Bovina continua a crescere, con Argentina e Brasile protagonisti assoluti.

Argentina: Tra Gennaio e Settembre 2024, le esportazioni hanno superato i 2,3 miliardi di dollari, con la Cina come principale destinazione (87% delle carni congelate). Crescono anche gli scambi di carne congelata con Stati Uniti (+56,4%) e Israele (+28,2%). Per le carni fresche e refrigerate, l’UE rimane il primo mercato, nonostante un leggero calo dell’1,4%, seguita dal Cile (+21,3%). Un segnale chiaro di come l’industria argentina stia diversificando i mercati e rispondendo a una domanda globale sempre più ampia.

Brasile: Il Brasile si conferma leader mondiale nel mercato della carne bovina, con una quota del 30% delle esportazioni globali. La produzione annuale supera i 10 milioni di tonnellate, di cui oltre 3,5 milioni di tonnellate sono destinate all’export. La Cina rimane il principale mercato di riferimento, assorbendo il 58% delle esportazioni di carne bovina congelata. Tuttavia, il settore brasiliano resta sotto pressione per l’adeguamento alle normative europee in materia di anti-deforestazione (EUDR), il cui termine è stato prorogato al 2025.

Questi numeri confermano il ruolo cruciale del Sud America nella fornitura globale di carne bovina, ma sottolineano anche l’importanza di una produzione sempre più sostenibile e conforme agli standard internazionali.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

L’UE resta leader nell’export di Carne Suina
18 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

L’Unione Europea ha mantenuto la leadership mondiale delle esportazioni di Carne Suina (davanti a Usa e Canada), seppure con un calo fra Gennaio e Agosto dello 0,9% in volume e dello 0,4% in valore, posizionandosi a 2,7 milioni di tonnellate, per un valore di 8,2 miliardi di euro.

A livello geografico, sono aumentate le esportazioni verso Stati Uniti e Sud-Est Asiatico, con Regno Unito, Cina e Giappone che si confermano fra le principali destinazioni della carne suina made in EU.

Il prezzo medio delle carcasse di suino nell’Ue resta fra i più alti a livello globale, ma sono in diminuzione, a causa di una domanda moderata e di un’offerta superiore alla domanda. La Cina, d’altronde, primo importatore mondiale, ha rallentato gli acquisti per sostenere la produzione interna e l’economia locale.

Il prezzo dei suinetti si sta mantenendo complessivamente su valori mediamente più alti rispetto agli ultimi cinque anni e a ottobre 2024 si è stabilizzato a 63,35 €/capo. Anche in questo caso si registra una flessione dell’1,2% rispetto al mese scorso e del 12,1% su base annua.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Export di Bovini Vivi dalla Francia
12 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Dal 2020 a oggi (Gennaio-Luglio 2024) le esportazioni di Bovini Vivi dalla Francia hanno seguito un trend decrescente: 498.682 tonnellate esportate nel 2020, 486.445 tonnellate esportate nel 2021, 476.047 tonnellate nel 2022, 446.110 tonnellate nel 2023, 247.779 tonnellate esportate fra Gennaio e Luglio 2024. 

Al contrario, la percentuale delle vendite verso l’Italia è andata via via crescendo: dal 77% del 2021 e del 2022 al 79% del 2023, fino all’80% dei primi sette mesi del 2024.

Complessivamente, le esportazioni di bovini vivi dalla Francia verso i Paesi dell’Unione Europea pesano per il 92-97% del totale. 

La parte residuale è indirizzata verso i Paesi del Maghreb (possono essere, alternativamente: Algeria, Tunisia, Marocco), e del Medio Oriente come Libano e Israele. Questa è la fotografia degli ultimi quattro anni dell’export di bovini vivi dalla Francia.

In futuro l’Italia avrà ancora un peso così rilevante? La domanda nasce osservando il prezzo medio dell’export dei bovini vivi superiori ai 300 kg (esclusi i capi da macello). I prezzi variano e vanno dai 4,80 €/kg degli animali venduti in Tunisia ai 3,92 €/kg del Marocco. In mezzo si collocano la Spagna (4 €/kg) e l’Italia (4,02 € al kg). I francesi vendono meglio agli allevatori africani.

Agli Allevatori francesi converrà incrementare i numeri di animali verso il Nord Africa? E quale sarà il riflesso sui prezzi dei bovini destinati agli ingrassatori italiani? Vi saranno ulteriori rialzi dei prezzi oppure il peso dell’export verso Medio Oriente e Nord Africa è ancora troppo basso per entrare in diretta competizione con l’Italia?

All’Italia non converrebbe ridurre la dipendenza dalla Francia e, magari, puntare su filiere nazionali e su animali nati, allevati e macellati in Italia? È lecito chiedersi se c’è effettivamente spazio per sostenere la linea vacca-vitello in Italia, coinvolgendo magari le aree appenniniche e montane e le isole come Sicilia e Sardegna, che possono contare su vaste aree a pascolo.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Quale futuro per la produzione mondiale di carne suina?
11 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Quale futuro per la produzione mondiale di carne suina? Uno sguardo rapido ai dati pubblicati su Teseo ci consente una breve panoramica dello scenario globale. È bene avvertire, però, che le tendenze previste potrebbero subire delle modifiche anche brusche per diversi fattori come la peste suina africana (PSA) o altre zoonosi, tensioni geopolitiche, improvvisi squilibri dei prezzi e dei mercati, nuove rotte commerciali, politiche di import/export dettate dai più diversi fattori.

L’Unione Europea, ad esempio, ha incrementato il numero di capi macellati fra Gennaio e Agosto di quest’anno (+0,7% rispetto allo stesso periodo del 2023), ma nel 2025 le produzioni dovrebbero diminuire sia in termini di capi allevati che di quantità di carne prodotta. Effetto della presenza della peste suina africana (PSA), ma anche di normative ambientali che dovrebbero portare a un alleggerimento dei numeri. Stimate in ribasso anche le produzioni italiane.

Il Nord America (Stati Uniti, Canada e Messico) dovrebbe incrementare la popolazione suina nel 2025 e in termini di bilancia commerciale sarà curioso vedere quali politiche adotterà Washington in favore delle filiere agroalimentari, tradizionalmente orientate all’export, e quali rotte commerciali andranno a rafforzarsi.

La Cina lo scorso Settembre ha aumentato le importazioni di carne suina (+4,8% tendenziale), ma nel complesso nei primi nove mesi del 2024 gli acquisti di carne suina dall’estero sono scesi del 20,72% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’Ue-27 resta il primo fornitore, ma le importazioni di Pechino segnano un rallentamento del 19,4% per la carne suina fresca e congelata europea e un calo del 42% per la carne suina fresca e congelata dal Brasile. Eppure, non si tratta di una questione economica, perché le quotazioni della carne suina cinese si collocano a 4,32 $/kg, contro i 2,34 $/kg della carne acquistata dal Brasile, i 2,09 $ della carne spagnola e 1,71 $/kg della carne proveniente dagli Usa. Significa che c’è la volontà del governo cinese di sostenere gli allevamenti interni.

Il Sud-Est Asiatico dovrebbe continuare ad importare anche nel 2025, tenuto conto che il tasso di autoapprovvigionamento di Filippine e Corea del Sud è, rispettivamente, del 67% e del 64%. L’export brasiliano di carne suina ha fatto rotta verso Manila, quello dell’Ue-27, invece, ha fatto rotta verso Tokio, tenuto conto che l’Europa è il primo fornitore del Giappone.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Mercato suinicolo in fase complessa e ripercussioni sulla filiera [Davide Calderone, Assica]
4 Novembre 2024

Davide Calderone – Direttore di ASSICA
Davide Calderone – Direttore di ASSICA

“Il mercato si trova in una fase complessa, dove il prezzo del suino non tende a calare e, per questo, vi sono ripercussioni forti su tutta la filiera”. La sentenza è di Davide Calderone, Direttore di ASSICA, che mette nel mirino il tema della Peste suina africana (PSA), una problematica che “sta influenzando anche da un punto di vista emotivo, perché il numero di animali abbattuti non è tale da spostare mercato”. 

Indubbiamente, aggiunge Calderone, “anche i problemi relativi alla gestione delle zone di restrizione sono complessi, così come i vincoli all’export, in particolare verso Stati Uniti e Canada”. Conti alla mano, Assica stima una perdita di 20 milioni al mese per mancate esportazioni.

Una botta che si ripercuote in maniera molto pesante sulle aziende. Eppure, aggiunge il Direttore di Assica, “parliamo di una tipologia di prodotto sanissimo, ma che in base alla normativa europea comporta regole per la macellazione separata e la gestione dei prodotti in lavorazione, situazioni che comportano difficoltà oggettive per macelli e salumifici”.

Poi c’è il tema legato alle quotazioni di mercato. “Prezzi così alti dei suini non li abbiamo mai visti – osserva -. Ci vorrebbe una presa di coscienza da parte delle imprese di allevamento, macellazione, trasformazione e grande distribuzione per rendersi conto che già oggi i margini per i produttori sono bassissimi e che la filiera rischia di lacerarsi. Dovremmo sostenere insieme la riduzione dell’aliquota Iva per carni e salumi, portandola dal 10 al 4%, sostenendo in tal modo i consumi e favorendo quindi la filiera tutta”. 

ASSICA invita a prevedere aiuti “non solo a sostegno degli allevatori, ma anche per gli anelli a valle, così da garantire un futuro alla filiera. Il punto principale – chiosa Calderone – è che venga assicurata una adeguata dotazione finanziaria per un piano pluriennale di eradicazione della PSA, attraverso il sostegno alle azioni messe in campo da questa nuova struttura commissariale, che ha iniziato il lavoro con il piede giusto”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Carne bovina, sfide globali [Fulvio Fortunati]
31 Ottobre 2024

Fulvio Fortunati – Amministratore di International Consulting Trading

Carne bovina, il punto lo fa Fulvio Fortunati, Amministratore di International Consulting Trading, Società di consulenza internazionale nelle carni e nel bestiame, e parte dalla Francia, serbatoio dei Broutard che vengono allevati in Italia. “Il mercato in Francia è lievitato in modo significativo non tanto per il calo delle vacche nutrici, che è nell’ordine dell’1-2 per cento – spiega Fortunati -, ma per l’entrata nel mercato francese ed europeo di alcuni attori nuovi come Turchia, Algeria e Marocco”.

Uno scenario inedito rispetto a qualche anno fa, dove il mercato di arrivo dei bovini vivi era prevalentemente in mano all’Italia e in misura minore alla Grecia.

“Oggi sono entrati nuovi attori e questo elemento ha destabilizzato la situazione – prosegue -. Inoltre, la Francia ha aumentato i ristalli interni, cercando di massimizzare l’impiego di cereali prodotti a livello locale, perché altrimenti dovrebbero venderli sul mercato a prezzi tutt’altro che remunerativi in questa fase”.

Con l’aumento dei prezzi degli animali vivi, gli Allevatori italiani sono costretti a spendere di più per ristallare, “ma chi ha deciso di continuare l’attività di ingrasso ha acquistato gli animali”. 

Quanto alle prospettive di mercato, difficile leggere il futuro, ma per Fortunati è difficile preconizzare dei cali di mercato. “Dal Sial di Parigi a Bruxelles, fino ad altre latitudini a livello mondiale ci sono segnali che la carne è aumentata dappertutto di prezzo e i listini dovrebbero restare sostenuti – prevede Fortunati -. Certo, potrebbero anche intervenire fattori esterni a cambiare il quadro complessivo: se ad esempio la Cina sospendesse le importazioni di carne bovina dal Brasile e il Brasile inviasse il prodotto in Europa, avremmo una situazione improvvisamente diversa, ma al momento non paiono esserci segnali in tal senso e, dunque, i prezzi della carne dovrebbero mantenersi sostenuti a livello globale”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Suinicoltura: quali previsioni attese a livello mondiale?
28 Ottobre 2024

Di: Marika De Vincenzi

Quali previsioni per la suinicoltura a livello mondiale? Secondo USDA, nel 2025 la produzione globale di Carne Suine dovrebbe essere in calo (-0,8%), raggiungendo 115,13 milioni di tonnellate.

Sono previsti cali produttivi, in particolare, in UE-27 (-1,6% tendenziale, che potrebbe essere un rallentamento più consistente, fino al -2%) e in Cina (-2,2%), che si conferma il primo produttore mondiale, nonostante l’arretramento dei volumi già nel terzo trimestre di quest’anno (-0,8%), dovuti a politiche di contenimento della mandria anche per la flessione dei consumi in seguito alla crisi dell’economia cinese.

Parallelamente, sono in crescita le produzioni di carne suina in USA (+2%), Brasile (+1,2%) e Vietnam (+3%, trainata dall’espansione degli allevamenti e dal miglioramento delle operazioni di contrasto alla Peste suina africana). Stimata in aumento anche la produzione di carne di maiale in Russia (+3,4%), una crescita che potrebbe orientare una parte delle produzioni verso la Cina, che potrebbe intensificare i rapporti commerciali con Mosca e saldare ulteriormente la vicinanza politica ed economica.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Prezzi dei Suini Grassi favoriscono la pianificazione degli investimenti [Marco Bompieri, Suinicoltore]
21 Ottobre 2024

Resta sempre l’incognita della Peste suina africana (PSA), ma gli attuali prezzi dei suini grassi da macello, che hanno raggiunto in CUN a Mantova la quotazione di 2,385 €/kg, consentono agli Allevatori di pianificare i propri investimenti aziendali.

Così sta facendo Marco Bompieri, Allevatore mantovano iscritto a Coldiretti. “Stiamo facendo investimenti rilevanti nelle scrofaie, per migliorare alcuni aspetti cruciali, dall’automazione per far fronte alle difficoltà di reperire manodopera specializzata, passando per il benessere animale e la sanità – spiega Bompieri -. Interventi che avevamo pianificato da tempo, ma che oggi il mercato ci consente di fare con maggiore serenità, visto il miglioramento dei margini, in questa fase di mercato”.

Sul piano del dialogo di filiera, la porta resta sempre aperta per un confronto fra i diversi anelli della catena di approvvigionamento. “Non abbiamo ancora ricevuto richieste in tal senso, ma il nostro caso è abbastanza singolare, in quanto abbiamo una struttura che ci porta ad avere confronti quasi quotidiani con i macelli e i salumifici – spiega Marco Bompieri -. Non ci limitiamo a fornire i maiali, ma privilegiamo il dialogo costruttivo con i nostri partner. Se il confronto dovesse assumere i contorni del tavolo istituzionale con le varie rappresentanze, saremmo come sempre disponibili a dare il nostro contributo”.

Le ultime elaborazioni di TESEO indicano un aumento del numero di suini tatuati, destinati per il circuito tutelato. “Non sarà nei primi mesi del 2025, ma ritengo di poter confermare l’incremento della disponibilità del numero degli animali nel corso del prossimo anno – valuta Bompieri -. Ma sono convinto che spazi per investire continueranno ad esserci. Il problema, semmai, per gli Allevatori è legato alla manodopera e al ricambio generazionale”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Questa congiuntura di difficile sostenibilità economica [Fortuna, Corte Scaligera]
16 Ottobre 2024

Marco Fortuna – Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera

“Siamo di fronte ad un vero tsunami che colpisce tutta la filiera ed il mercato italiano del Bovino da ingrasso”. A dirlo è Marco Fortuna Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera, con 40 soci allevatori nelle province di Verona, Vicenza, Mantova, Brescia, Cremona e Treviso con una produzione di più di 30.000 capi bovini all’anno.

“Da una parte registriamo, infatti, gli aumenti vertiginosi e continui dei prezzi del vitello da ristallo, dall’altro ad un aumento dei prezzi dei capi maturi, per minore disponibilità di carne bovina in virtù dei ridotti volumi importati in Italia a favore dei nuovi flussi di esportazione verso i paesi emergenti extra-Ue”, prosegue. 

La dipendenza dai mercati esteri, per quanto riguarda l’import di capi bovini da ristallo è significativa: su 1.356.759 bovini macellati di età 12–24 mesi in Italia nel 2023, 407.100 sono nati in Italia, e rappresentano solo il 30% del fabbisogno, mentre quelli provenienti dall’estero (quasi il 90% dalla Francia) sono 886.659, pari al restante 70 per cento.

“Questa congiuntura di difficile sostenibilità economica si assomma al trend, ormai anch’esso consolidato, di una contrazione dei consumi di carne rossa in Italia”, spiega Fortuna.

Tutti elementi di incertezza per il futuro, che portano ad un profondo ripensamento strutturale delle aziende zootecniche. “Ritengo – prosegue Fortuna – che in futuro la nostra filiera subirà un significativo mutamento, con la concentrazione degli allevamenti e dei macelli, oggi poco performanti se di piccole dimensioni. Come in altri comparti aziendali, anche il nostro avrà meno player, ma più grandi”.

Se sul lato della produzione c’è incertezza, le cose sul lato dei consumi non vanno certo meglio. “Gli aumenti dei prezzi al consumo determinano la percezione di un prodotto sempre più di nicchia, dove i volumi sono destinati ulteriormente a calare in coincidenza con l’aumento dei prezzi”, dichiara il Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera.

“Riuscire a creare efficienza tra i reparti diventa fondamentale – afferma -. Solo attraverso accordi siglati tra produzione e distribuzione possono ridare fiducia e equilibrio al sistema, evitando così inutili speculazioni, trasmettendo al consumatore finale la reale percezione di un prodotto di filiera assieme a campagne di informazione e alla riscoperta dei tagli e delle preparazioni più ottimali”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine