Il Brasile si afferma tra i leader mondiali nell’export di Carni Suine
14 Ottobre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Cambiano le rotte brasiliane dell’export di Carni Suine, che nei primi nove mesi del 2024 incrementa le vendite internazionali del 6,13% in quantità, grazie anche a un prezzo medio unitario dei prodotti in rallentamento.

Perde terreno la Cina che, pur rimanendo la prima destinazione di carni suine e salumi nel periodo Gennaio-Settembre 2024 con 181.000 tonnellate di prodotto ritirato (contro i 311.000 dello stesso periodo del 2023), nel trimestre Luglio-Settembre cede lo scettro degli acquisti dal Brasile alle Filippine, in forte crescita.

Solo nel mese di Settembre, il Brasile ha esportato 25.600 tonnellate di carne suina fresca e congelata verso le Filippine, registrando un aumento del 132,7% rispetto allo stesso mese del 2023. Questo incremento è in parte dovuto al fatto che le Filippine stanno intensificando le importazioni di carne suina per far fronte alle continue epidemie di Peste Suina Africana (PSA), in seguito alla quale la produzione locale di carne suina stenta a riprendersi.

Il Brasile conta su un tasso di Autoapprovvigionamento del 149,2% ed esporta in una novantina di Paesi. Osservando i numeri, anche Cile, Giappone e Singapore stanno emergendo come mercati chiave, con il Giappone che evidenzia una forte domanda di prodotti ad alto valore aggiunto. A breve, dopo l’autorizzazione sanitaria ad esportare carne suina e frattaglie, si aprirà anche il canale di vendita verso la Malesia, che conferma la centralità del maiale sulle tavole del Sud-Est Asiatico.

Il Brasile, grazie all’accelerazione compiuta negli ultimi anni e rafforzata ulteriormente nel 2024, con quasi 2,3 miliardi di dollari di export fra gennaio e settembre, si è affermato fra i principali esportatori mondiali.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Indicatori positivi per il Prosciutto San Daniele [Cichetti, Direttore Consorzio]
7 Ottobre 2024

Mario Cichetti – Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Gli indicatori che inquadrano gli smobilizzi nel segmento del Prosciutto San Daniele, una delle DOP simbolo della salumeria italiana, sono positivi. Lo dice Mario Cichetti, che è Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Manteniamo dall’inizio dell’anno un trend di uscita del 4% in volume, segno che il tendenziale di vendita si colloca su un terreno positivo, confermato anche dalla produzione di pre-affettato in vaschetta, che ha segnato un +2,5%, in un contesto che non sempre si colloca in ambiti incoraggianti”.

Quello che appare essere in atto è una sorta di rivisitazione generale del mercato, con incognite legate ai trasporti, all’energia, alla riduzione dei capi, a consumi non sempre regolari e continuativi per la carne suina e i salumi e per un rallentamento dell’export. Variabili che hanno contribuito ad avere quotazioni dei suini e dei tagli su livelli elevati. Con una tensione dei listini che il direttore Cichetti non esita a definire “non sempre spiegabile” e con l’ostacolo per la filiera che va dalla trasformazione in avanti di non essere in grado di riverberare al consumo l’inflazione che si è generata e che ha contribuito ad avere costi delle materie prime così elevati.

Nel contesto generale, “la grandissima problematica della Peste suina africana, a partire dalla questione gestionale”. Se, infatti, “per fortuna la PSA riguarda numeri apparentemente contenuti di animali, conseguentemente abbattuti, le implicazioni più significative si hanno nelle aree di riferimento, nelle zone che a vario titolo vengono circoscritte, alle difficoltà di approvvigionamento che hanno le DOP dei salumi, essendo state toccate alcune delle zone produttive più importanti per la salumeria italiana”.

Un ostacolo da superare attraverso misure di biosicurezza assennate e tramite una gestione “più prudente e consapevole”. Anche perché, sottolinea Cichetti, “la filiera suinicola era reduce da due anni particolarmente duri a causa della PRRS, che ha fatto crollare i numeri delle scrofe, dei suinetti e dei suini in Europa e in Italia, e si stava lentamente riprendendo, anche nel numero dei suini tatuati per la DOP”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Tensioni per calo broutard dalla Francia [Cremonini, INALCA]
2 Ottobre 2024

Gli aumenti in Borsa merci a Modena dei prezzi dei ristalli per il Presidente di Assocarni, Serafino Cremonini, sono la spia di “tensioni nell’approvvigionamento per il calo dei broutard che arrivano dalla Francia e, in proiezione, ci aspettiamo che i listini rimangano su questi livelli, se non addirittura in crescita”.

Serafino Cremonini – Vicepresidente di INALCA

Cremonini, Vicepresidente e Consigliere di INALCA Spa, sottolinea anche un altro rischio che potrebbe affacciarsi per la filiera zootecnica da carne italiana: “Al posto di inviarci i broutard per l’ingrasso, i francesi potrebbero scegliere la strada dell’ingrasso a livello locale e inviare in Italia direttamente la carne, al posto degli animali. In questo modo avremmo in casa nostra un indebolimento ulteriore del tasso di autoapprovvigionamento”.

Come risolverlo? “Dovremmo puntare con maggiore convinzione sulla linea vacca-vitello, individuando aree idonee per la crescita degli animali – invita Cremonini -. Vi sono zone come Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna che potrebbero prestarsi, avendo gli spazi per il pascolo, all’ingrasso dei bovini da carne, anche per non appesantire territori dove la presenza zootecnica è già forte”.

Altro punto sul quale concentrarsi, per il presidente di Assocarni, è la cura dei baliotti. “Un coinvolgimento degli Allevamenti da latte e una maggiore attenzione ai vitelli maschi potrebbe essere un aiuto fondamentale per incrementare il tasso di autosufficienza in Italia. Ci troviamo in alcuni casi a importare baliotti dall’estero, quando invece potremmo tranquillamente ingrassare i nostri capi”.

Fari accesi anche sui prezzi della carne bovina al Consumo. “I prezzi sono già elevati e non so, francamente, fino a che punto il Consumatore sia disposto a sostenere nuovi rincari – commenta Serafino Cremonini -. Quello che è certo è che la carenza di carne rossa si fa sentire su scala mondiale”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

I prezzi della Carne Suina in CINA hanno ripreso ad aumentare
30 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

I prezzi della Carne Suina in Cina hanno ripreso ad aumentare dallo scorso Maggio suggerendo un cambio di equilibrio nel mercato locale e stimolando tutta la filiera produttiva. Infatti, simultaneamente sono aumentati anche i prezzi dei Suini e dei Suinetti e le importazioni hanno rallentato. Questo sta portando i produttori a ripopolare le loro mandrie, dopo averle ridotte tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.  

È probabile che sia questa la ragione dietro all’aumento delle importazioni di Soia, che hanno caratterizzato il trimestre tra Giugno e Agosto. Solo in Agosto l’import di Soia ha registrato un aumento del +29,72% rispetto allo stesso mese del 2023. L’import di Mais rimane, invece, piuttosto debole (-64% ad Agosto), complici le produzioni record stimate a livello locale.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Calo delle importazioni Cinesi di Carne Suina dall’UE
23 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Scendono ancora (-7,9% tendenziale) le importazioni cinesi di Carne Suina dall’UE nel periodo Gennaio-Luglio 2024, per effetto di una maggiore produzione interna del Paese asiatico, che ha frenato la richiesta dall’estero (che segna un -25,9% di import complessivo di carni suine e salumi nei primi sette mesi del 2024 sullo stesso periodo dell’anno precedente). 

A rallentare gli acquisti della Cina ci sono tensioni di natura commerciale con l’UE per i dazi applicati da Bruxelles al settore delle auto elettriche, oltre a un rallentamento dell’economia del gigante asiatico, che inevitabilmente si ripercuote sui consumi interni.

In questo contesto, risultano ancora più rilevanti le importazioni cinesi di carne suina dalla Russia, iniziate ad Aprile 2024.

Essendo il primo esportatore di carne suina verso la Cina, la Spagna ha registrato un calo di 25.000 tonnellate nelle vendite fra Gennaio e Luglio (-7,4%) e sta, di conseguenza, rivedendo le proprie strategie con un rallentamento delle macellazioni di suini (-0,8% i capi macellati in Spagna nel primo semestre del 2024) e dirottando maggiori quantità di carne suina verso altri mercati, come Francia, Italia e Giappone.
In particolare, le esportazioni verso l’Italia fra Gennaio e Luglio 2024 ha toccato quota 161mila tonnellate, in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il segmento relativo alle Carni fresche, refrigerate e congelate, che vedono l’Italia come primo acquirente, ha registrato un aumento di 8.787 tonnellate (+6,35%), spinte dalla competitività dei prezzi.  

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: crescita del mercato della Carne Bovina e tensione sui ristalli [Andreghetti, CLAI]
17 Settembre 2024

Giancarlo Andreghetti – Direttore Commerciale del Macello di CLAI

Mercato della Carne Bovina in crescita e ristalli in tensione. Listini al rialzo sia per chi macella che per gli allevatori che devono acquistare i vitelli da ingrasso e la ragione, per Giancarlo ANDREGHETTI, Direttore Commerciale del Macello della Cooperativa CLAI, deve essere ricondotta ad una scarsità di prodotto.

“I rincari sui ristalli – afferma – sono dovuti anche alle restrizioni attuate in Francia per problemi sanitari che limitano i flussi in uscita. La conseguenza è che in Italia entrano pochi animali e quegli allevatori che hanno il bestiame pronto alla macellazione cercano di ottenere il massimo, sapendo che dovranno fare fatica per ristallare”.

La conseguenza è che nelle prossime settimane prevedo scarsità di animali da macellare.

Il quadro, spiega Andreghetti, si completa con una fiacca dei consumi di carne bovina. “Vuoi per il periodo, vuoi anche il prezzo elevato, la risposta del Consumatore a questa ondata di aumenti, che si sono inevitabilmente registrati anche al banco vendita, è stata un rallentamento della spesa. Le Famiglie mangiano meno carne bovina e con i prezzi alle stelle sia per la carne italiana che per quella estera, non credo che nelle prossime settimane assisteremo a una ripresa dei consumi”, dice il Direttore Commerciale di CLAI.

Uno scenario complicato per tutta la Catena di Approvvigionamento (CA): per gli Allevatori alle prese con ristalli col contagocce e a prezzi elevati, i Macelli con costi di gestione elevati e la prospettiva di dover rallentare le macellazioni per una minore diponibilità di prodotto, le Macellerie, la GDO e la Distribuzione per la frenata dei consumi. “Forse – valuta Andreghetti -, in questa fase chi se la passa peggio è il macello, che da una parte ha prezzi alti delle carcasse, dall’altro subisce le pressioni della GDO per proteggere il carrello della spesa”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Non serve l’Industria senza Allevatori, e viceversa [Giada Roi, Terremerse]
16 Settembre 2024

“Il boom di contagi negli allevamenti del Nord Italia e la conseguente riduzione del patrimonio suinicolo hanno sicuramente incentivato l’impennata, inattesa solo due mesi fa, del costo del vivo e dei tagli. Aumenti a ritmo serrato da diverse settimane, a colpi di 4 centesimi a seduta”.

Quella che descrive Giada Roi, Responsabile Acquisti e Commerciale carni per la GDO Italia di TERRE EMERSE, la Cooperativa Ravennate, è una “situazione alquanto preoccupante per l’intero comparto industriale”.

“Chi, come noi, è al centro della catena di approvvigionamento e si trova ad affrontare uno scenario di mercato fortemente rialzista, è esposto a fuochi incrociati: l’avanzare della PSA, con la relativa riduzione dei capi e l’aumento dei listini, il calo dei consumi e la conseguente richiesta da parte di GDO e DO di riduzione di prezzo o di optare per attività promozionali aggressive. Così lo scenario, già complicato, è ancor più imprevedibile”.

Per Giada Roi, “il calo dei volumi di vendita dovuto, in parte ad un fattore culturale, ma principalmente alla spinta inflattiva che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, procede in modo costante da inizio anno”. “Temo non si vedranno cambiamenti nel brevissimo periodo – dice -. Il forte aumento dei prezzi ha modificato le abitudini alimentari, tra cui l’acquisto di carne suina, fino a un anno fa considerata ‘salvaspesa’. Basti pensare a lombo e salsicce, prodotti dal costo ridotto, ma dall’uso culinario più svariato; referenze più che duplicate in termini di prezzo al consumo; motivo per cui la richiesta da parte di GDO, DO, Discount, di ridurre il prezzo di acquisto o di aderire ad attività promozionali molto aggressive si sta facendo più frequente”.

In un contesto di previsioni del mercato suinicolo “sempre meno rosee”, Giada Roi è convinta che “vi sia la necessità, di creare un progetto anti-PSA per salvaguardare la filiera e di convocare un tavolo in cui tutti gli anelli della Filiera partecipino per la sopravvivenza di ogni singolo componente, in quanto non serve l’industria se non c’è l’allevatore, ma anche viceversa”.

E forse “alcuni capisaldi come la quotazione settimanale devono essere rivisti a favore di listini più dilatati, per poter creare progetti di lungo periodo e far crescere tutti gli attori: allevatore, industria, GDO”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Quanto accaduto in Agosto non era previsto [Paolo Guzzardi, Galbani Salumi]
9 Settembre 2024

Paolo Guzzardi – Direttore Generale di Galbani Salumi

“Quanto accaduto nel mese di Agosto non era previsto e sta cambiando la prospettiva dell’intera filiera, con una maggiore sofferenza in capo ai Produttori di Salumi. Dopo il picco dei listini sembrava che si affacciasse una situazione di maggiore respiro nell’acquisto della materia prima, invece il dilagare della Peste suina africana ha rivoluzionato lo scenario. L’errore da non commettere in questa fase è peccare di scarsa lucidità”.

Lo dice Paolo Guzzardi, Direttore Generale della Divisione Galbani Salumi di Lactalis Italia, uno dei player della filiera suinicola in Italia. La recrudescenza della PSA ha creato una cesura in Italia rispetto al trend del mercato Ue. “Il tutto aggravato per i Produttori di Salumi, che nel primo semestre di quest’anno, a differenza del 2023, hanno dovuto fare i conti con una riduzione dei consumi e difficoltà a mantenere la stessa quota di esportazione”, specifica Guzzardi.

A fare le spese con il rimbalzo dei costi delle materie prime anche una realtà come la divisione Galbani Salumi di Lactalis Italia. “Non essendo un’azienda focalizzata sui prodotti Dop – prosegue Guzzardi – finora eravamo stati un po’ meno toccati dalla Psa, ma con l’impennata dei contagi di Agosto e la diminuzione dei suini in conseguenza all’abbattimento, i costi di produzione sono lievitati anche per tutte le categorie di prodotto anche non destinate alle Dop. Siamo dunque in tensione e nel settore c’è preoccupazione per il contesto che si è venuto a creare”.

In un mercato fortemente frammentato, con l’aumento delle zone di restrizione imposte dalla diffusione della Psa e, secondo Guzzardi, “con una salumeria italiana che in questa fase ha una capacità produttiva maggiore di quello che adesso serve, ci troviamo di fronte ad alcuni Imprenditori che preferiscono sopportare sulle loro spalle tali difficoltà, con il rischio che si venga ad acuire il fenomeno di instabilità. E nonostante il cambio del Commissario straordinario, non si possono fare miracoli”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: C’è moderato ottimismo nel settore della Carne Bovina [Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove]
4 Settembre 2024

Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove

C’è moderato ottimismo nel settore della Carne Bovina. “Il mercato si sta muovendo lentamente, ma in una direzione positiva”, spiega Daniele Bonfante, Direttore Commerciale di Azove. “Solitamente, fra Settembre e Ottobre si registra una stasi dei consumi, dopo la fine delle vacanze e la ripresa della scuola – dichiara Bonfante -. Ad oggi, invece, abbiamo segnali di una ripresa, anche se lenta, legata non tanto ai consumi quanto alla produzione. Dopo mesi che hanno visto rincari nei ristalli, con appunto la conseguenza di una flessione produttiva, ci aspettiamo un equilibrio fra domanda e offerta. E con la previsione del periodo Novembre-Gennaio in cui solitamente i consumi aumentano a fronte di un probabile ulteriore calo di produzione, dovremmo essere sulla buona strada”.

Bicchiere dunque mezzo pieno, senza lasciarsi trasportare da facili entusiasmi, ma con la consapevolezza che “i costi alimentari in zootecnia sono stabili e con il mais che ha segnato una lieve flessione: questo significa che potremmo recuperare ulteriori margini di produzione”.

Resta, invece, l’incognita sui ristalli di animali vivi dalla Francia, con la preoccupazione legata alla fiammata delle malattie da vettori, fra Blue Tongue (sierotipo 8 e sierotipo 3) e la malattia emorragica dei cervidi. “Gli animali da vita possono essere esportati in Italia solo se risultano negativi all’esame Pcr o se sono stati vaccinati – riassume Bonfante -. Tuttavia, solamente per il sierotipo 8 della Blue Tongue c’è una vaccinazione validata sia in Francia che in Italia, mentre per il sierotipo 3 il Ministero Francese ha concesso un’autorizzazione provvisoria per un nuovo vaccino, ma servono i tempi tecnici per la somministrazione. Per la malattia emorragica dei cervidi, invece, non esiste al momento alcun vaccino e solamente dal prossimo 15 settembre sarà impiegato un vaccino sperimentale, che dovrà essere tuttavia validato dall’autorità sanitaria europea e dal nostro Ministero della Salute. Se nel medio-lungo periodo le vaccinazioni potranno risolvere queste epidemie, purtroppo per almeno i prossimi tre mesi saremo nell’incertezza sugli approvvigionamenti di broutard”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine nella Home Page di TESEO

I Produttori di Maiali dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza…
2 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Con i prezzi dei suini da macello per il circuito tutelato a 2,14 €/kg (in aumento costante da inizio Luglio) e con costi indicativi di produzione a 1,82 €/kg (costo simulato da Teseo), i PRODUTTORI di MAIALI dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza che sta togliendo il sonno ai Suinicoltori e all’intera FILIERA è la Peste suina africana (PSA), che nelle ultime settimane ha avuto un’accelerazione preoccupante.

Rudy MILANI, Presidente della Federazione nazionale di prodotto di CONFAGRICOLTURA, ha descritto in questi termini la situazione: “In Lombardia oggi sono 620.000 gli animali in zona di restrizione, tra 180.000 e 200.000 quelli nella sola zona 3; il 55% delle Aziende suinicole di Confagricoltura PAVIA attualmente ha i capannoni vuoti. Ecco perché servono indennizzi immediati, oltre a un contenimento ancora più radicale della fauna selvatica”.

Alberto CAVAGNINI, Allevatore bresciano di COLDIRETTI, ha parlato di situazione “allarmante, che dura ormai da mille giorni e che ad oggi non ha visto interventi risolutivi a fronte di un grande sacrificio delle aziende colpite”.

Per CIA-AGRICOLTORI ITALIANI, con oltre due milioni di cinghiali sul territorio nazionale e operazioni di contenimento che procedono a rilento, non ci può essere freno alla PSA. “Lo scenario si è notevolmente complicato. Ora chiediamo celerità nelle risposte e ulteriori risorse per le misure di prevenzione, che ad oggi sono risultate insufficienti”, ha dichiarato il Presidente di CIA, Cristiano FINI.

Sul fronte delle istituzioni, il nuovo COMMISSARIO straordinario alla PSA, Giovanni FILIPPINI, in una riunione con 500 allevatori di Coldiretti ha indicato le future strategie: “Contenimento della diffusione della PSA, disponibilità sugli indennizzi agli allevamenti per la mancata produzione a causa della malattia e impegno per un’importante azione di contenimento della popolazione dei cinghiali, principali vettori del virus”. 

L’Assessore lombardo all’Agricoltura, Alessandro BEDUSCHI, ha specificato che “REGIONE LOMBARDIA ha agito con serietà, mettendo in campo meccanismi di controllo rigidi e iniziando un contenimento importante dei cinghiali: in un anno e mezzo ne abbiamo rimossi quasi 50.000. In questi mesi sono già stati spesi 30 milioni di euro di ristori diretti, oltre a quelli indiretti, ancora più alti”.

L’Assessore all’Agricoltura dell’EMILIA ROMAGNA, Alessio MAMMI, ha annunciato che “per l’autunno la Regione metterà a punto un ulteriore bando per rafforzare il contrasto alla PSA. Innalzare i livelli di biosicurezza permette di ridurre i rischi di contagio e può garantire il riconoscimento di particolari deroghe nella commercializzazione, per mantenere aperti i canali di vendita nel nostro Paese e di esportazione”.