L’innovazione delle tecnologie digitali in agricoltura
11 Aprile 2018

Le tecnologie digitali rappresentano l’ultimo stadio di innovazione in agricoltura, dopo la meccanizzazione, la chimica e l’agricoltura di precisione.

  • A partire dal ‘700 l’agricoltura è stata rivoluzionata prima dall’introduzione delle prime macchine tipo seminatrici e falciatrici trainate dagli animali, poi a vapore, successivamente dalla diffusione del trattore. 
  • Il secondo stadio di innovazione è stato l’introduzione della chimica a partire dagli anni ’40 del secolo scorso. L’uso dei fertilizzanti e dei pesticidi, accompagnato successivamente alle nuove tecniche irrigue, ha permesso di raggiungere livelli produttivi prima insperati, portando alla cosiddetta rivoluzione verde. 
  • Negli anni ’90 sono poi emersi i primi requisiti di una produzione sostenibile nel rispetto dell’ambiente, per cui è iniziata la cosiddetta agricoltura di precisione con la diffusione delle nuove tecniche di selezione e miglioramento genetico, l’uso dei sistemi GPS sui trattori e poi dei droni. 
  • La digitalizzazione rappresenta ora il quarto stadio di innovazione in agricoltura, con strumenti quali software basati sul Cloud o le combinazioni software/hardware smart. Algoritmi, intelligenza artificiale, analisi dei dati e modelli previsionali permettono  di mettere a disposizione dei moderni agricoltori delle indicazioni customizzate per operare in modo più efficace, sostenibile ed economicamente profittevole.

Per le coltivazioni questo significa sapere cosa, come, quando piantare, concimare e trattare. Gli allevatori possono invece avere precise indicazioni sulle modalità di alimentare gli animali, usare integratori o farmaci, su quando mungere o scartare gli animali.

L’innovazione è un processo continuo derivante dalla conoscenza nell’uso di strumenti moderni che aiutano nella gestione aziendale per aumentare la produttività nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali. Questo richiede formazione e flessibilità (adattamento) nell’uso consapevole e responsabile dei nuovi strumenti che la ricerca ed il mercato mettono a disposizione degli imprenditori agricoli.

Fonte: EdairyNews

TESEO – Confronto fra i prezzi dei Concimi Chimici

Soia: una guerra dei dazi conviene?
6 Aprile 2018

In base alle elaborazioni TESEO su dati WASDE – USDA, tre paesi producono l’82% della produzione mondiale di soia, pari a 340,9 milioni di tonnellate annui. I principali produttori sono, nell’ordine:

  • Stati Uniti (35% del totale),
  • Brasile (33%) e
  • Argentina (14 per cento).

Questi stessi tre paesi esportano l’89% della soia esportata a livello mondiale, i cui volumi commercializzati ogni anno sono pari a 150,6 milioni di tonnellate*.

Dal 2012 il Brasile è diventato il primo esportatore mondiale di soia (47% dell’export mondiale), superando gli Stati Uniti (37 per cento). Segue, con una quota globale del 5%, l’Argentina. Dal 2012 il trend delle esportazioni è sempre aumentato.

I principali paesi importatori sono: Cina (67%), UE-28 (9%) e Messico (3%). Nel 2012-2013 le importazioni mondiali annue erano al di sotto dei 100 milioni di tonnellate, oggi il volume globale degli scambi ha raggiunto i 151,3 milioni di tonnellate*.

Alla luce di questi trend mondiali, è naturale chiedersi: conviene una guerra dei dazi?

* I dati totali di export ed import possono differire leggermente, probabilmente per effetto del sistema doganale.

Migliorare la qualità dei foraggi per una maggiore performance aziendale
5 Aprile 2018

Una corretta alimentazione è il fattore determinante per sfruttare al meglio il potenziale genetico delle vacche. Se, a partire dal 1935, la produzione di latte è raddoppiata in media ogni 30 anni e negli ultimi 15 anni si è di nuovo raddoppiata, molto si deve al miglioramento nella qualità dei foraggi e della tecnica alimentare.

Il potenziale di miglioramento è però ancora notevole: basti pensare che negli USA la produzione media di latte è di quasi 90 quintali all’anno ma in diversi allevamenti raggiunge già i 120 quintali. Di conseguenza diventa essenziale utilizzare le moderne tecnologie informatiche ed elettroniche per la rilevazione dei parametri aziendali, dei dati relativi alle coltivazioni e delle macchine operatrici. Questi sono tutti elementi che influiscono sulla ottimizzazione dei processi produttivi dei foraggi e dunque sulla loro qualità.

Bisogna prestare attenzione alla dinamica vegetativa delle foraggere per raccoglierle nel momento giusto quando maggiore è il contenuto nutritivo per l’animale, riducendo il tenore in lignina che si accumula nel rumine provocando il senso di sazietà, ma riducendo la digestibilità. Dunque, diventa importante anche la scelta varietale.

Nel caso della medica esistono varietà transgeniche con un tenore di lignina inferiore del 15% rispetto a quelle tradizionali. Con le nuove varietà, è possibile ritardare l’epoca di sfalcio mantenendo la stessa digestibilità ed aumentando la resa di foraggio per ettaro. La qualità del foraggio dipende però, in gran misura, dalle modalità in cui è ottenuto, per cui bisogna operare per ridurre le perdite di amidi e zuccheri nella pianta durante il processo di fienagione e raccolta.

Bisogna minimizzare le manipolazioni e movimentazioni del foraggio, perché comportano una perdita di massa fogliare che impatta pesantemente sulla qualità. Se le nuove varietà di foraggio hanno un costo maggiore rispetto alle convenzionali, questo è compensato da una maggior produzione di latte grazie al contenuto nutritivo più alto.

Sui risultati aziendali, più che la razionalizzazione dei tempi e del lavoro, incidono la bassa produttività e la bassa qualità. A questi due elementi bisogna porre la massima attenzione.

Fonte: LancasterFarming

TESEO – Confronto fra i prezzi degli Alimenti per bestiame

Una coalizione per tutelare le risorse naturali
22 Marzo 2018

Il tema della sostenibilità, che ormai rappresenta il vero criterio qualitativo per ogni produzione, ha fatto emergere il valore fondamentale delle risorse naturali come capitale, cioè di un bene da mettere a frutto. Ecco allora parlare di Natural capital, cioè di tutto quel patrimonio di risorse rinnovabili e non rinnovabili come piante, aria, acqua, terreni, minerali, che forniscono condizioni benefiche alla gente ed a tutti gli esseri viventi.

Le condizioni vitali apportate dal “capitale naturale” comprendono una buona qualità dell’aria, del cibo e dell’acqua, ma anche l’energia, le abitazioni, la salute ed in genere tutte quelle materie prime e quelle condizioni sociali necessarie per ottenere i prodotti.

Risulta però ormai evidente che stiamo depauperando tali risorse ad una velocità ben superiore alla loro rigenerazione e dunque bisogna invertire la tendenza. Il primo passo consiste nel valutare l’impatto delle attività produttive, attraverso la misura dei gas effetto serra (GHG), l’uso (impronta) dell’acqua, i residui, per definire un progetto di sostenibilità.

Le grandi imprese alimentari, agendo a livello globale per il reperimento delle materie prime, la loro trasformazione e commercializzazione, hanno deciso di impegnarsi attivamente in questo contesto. Unilever ad esempio, ha identificato il Sustainable Living Plan (USLP) per misurare l’impatto di tutto il ciclo del prodotto, dalla materia prima alla sua trasformazione, fino al modo in cui giunge ad un consumatore che, nelle sue scelte d’acquisto, è sempre più attento alle tematiche della sostenibilità.

A livello agricolo, vengono prese in considerazione delle azioni specifiche per favorire la biodiversità, che comprendono aspetti legati innanzitutto alla fertilità del suolo ed alla gestione dei parassiti. Il tema dell’acqua come risorse idriche, loro utilizzo, depurazione e riciclo, per le imprese di trasformazione diventa sempre più il fattore fondamentale per l’identificazione del luogo dove costruire i nuovi stabilimenti e questo rappresenta sempre più un fattore di competitività.

TESEO | Acqua&Energia – Ripartizione delle risorse idriche rinnovabili

Ecco allora la ricerca per individuare nuove tecnologie per i lavaggi ed i risciacqui degli impianti. Resta poi il problema del reperimento delle materie prime nel crescente contesto di competizione con le coltivazioni destinate a biocarburanti, legname, prodotti tessili. Si tratta dunque di coltivare, produrre, trasformare, trasportare, distribuire e confezionare i prodotti, tenendo conto dell’impatto sul ciclo vitale, il che comporta anche il reperimento di risorse finanziarie appropriate.

Per questo si parla di “capitale naturale” di cui hanno bisogno i sistemi produttivi che dipendono da una organizzazione sempre più complessa ed articolata. Per questo é stata fondata una “coalizione per il capitale naturale” (natural capital coalition), che riunisce i settori della scienza, formazione, business, finanza e legislazione, per una visione comune del tema sostenibilità.

Le azioni produttive hanno un impatto ambientale e sociale, per cui vanno considerate nelle interrelazioni col mondo che le circonda, sia come azioni, sia come mercati. Globalizzazione e sostenibilità sono le due facce della stessa medaglia

TESEO | Acqua&Energia – Tendenza mondiale degli investimenti nell’energia pulita

Fonte: Unilever, Natural Capital Coalition

Capitale sociale e certificazione: il Veneto verso la Sostenibilità [VIDEO]
15 Marzo 2018

Il settore lattiero-caseario Veneto ha intrapreso un percorso di Sostenibilità, e vuole comunicarlo.

Da questo presupposto scaturisce l’incontro di mercoledì 7 Febbraio 2018 organizzato da CLAL / TESEO e CSQA. Allevatori, cooperative ed imprese industriali veneti si riuniscono presso Latterie VicentineBressanvido (Vicenza) per parlare di Sostenibilità, con un interlocutore d’eccezione a chiudere la filiera: la grande distribuzione.

Aprono i lavori Alessandro Mocellin, Presidente di Latterie Vicentine S.C.A. che ha ospitato l’evento nella propria sede, ed Angelo Rossi, Fondatore di CLAL.it e TESEO.

Introduce i temi della mattinata Luigino Disegna, Presidente del CSQA, che pone l’accento sull’immediata necessità, da parte delle imprese del settore, di intraprendere un percorso realistico ed oggettivo, quindi misurabile e dimostrabile, per rendere evidente ciò che viene fatto in termini di Sostenibilità:

[Sostenibilità:] stiamo parlando di un’utopia? No, io dico: stiamo parlando adesso di un prerequisito.

Le presentazioni iniziano con  Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore – CSQA, la quale illustra standard e certificazioni a supporto di una Sostenibilità efficace ed oggettiva. Portando l’esempio dell’olio extra-vergine, Maria Chiara auspica un lavoro collettivo della filiera lattiero-casearia:

Lavorare insieme per arrivare come Paese Italia ad uno standard da proporre all’esterno.

Interessante ed originale la presentazione di Aldo Galbusera, Cheese Marketing Manager EMEA Food Care – Sealed Air, che verte sullo spreco alimentare e sul ruolo che il confezionamento ha nella prevenzione di tale spreco.

Seguono cinque imprese lattiero-casearie che raccontano in prima persona le buone pratiche di Sostenibilità attuate in Veneto:

Luca Maroso, Responsabile Qualità – Latterie Vicentine S.C.A.

Alessandro Lazzarin, Responsabile Produzione – Latteria Montello S.P.A.

Emiliano Feller, Specialista in Scienza dell’alimentazione – Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.

Mario Dalla Riva, Marketing Manager – Latteria Soligo S.C.A.

Tatiana Dallo, Responsabile Produzione – Lattebusche S.C.A.

L’ultima presentazione, di più ampio respiro, è di Leonardo Becchetti, Economista e Professore all’Università di Roma Tor Vergata. Becchetti illustra come i mercati finanziari abbiano “votato per la Sostenibilità”, premiando fortemente le imprese attive su questi temi.
Tra gli SDGs, gli obiettivi dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, viene evidenziata una grande novità: la collaborazione con la cittadinanza attiva e con le imprese.
La sfida della Sostenibilità come può essere affrontata dalle imprese? “Il produttore deve cercare di diversificare, di innovare ed estrarre la massima disponibilità dai consumatori capendone i gusti.”
Becchetti ha poi individuato un segnale positivo, ovvero una nuova generazione di imprenditori che oltre al profitto vogliono avere un impatto:

C’è questo desiderio, oltre a far soldi, di fare e lasciare qualcosa di utile per il proprio territorio.

Viene dato rilievo ai due nuovi e crescenti temi della sostenibilità sociale e della sostenibilità fiscale, illustrando il grande valore del capitale sociale (cioè la cooperazione: l’unione fa la forza) e come questo capitale si può creare.

La capacità di mettersi insieme e la cooperazione sono le variabili di sopravvivenza di questo settore.

Il Prof. Becchetti conclude con l’augurio che il settore possa continuare a creare capitale sociale.

Le presentazioni sono state intervallate dai contributi di diversi attori della filiera lattiero-casearia e da imprese che offrono tecnologia e servizi:

È inoltre intervenuto Giorgio Garofolo, il Filosofo che ha dato la prima scintilla al progetto Sostenibilità in TESEO ed ha curato i contenuti della sezione Acqua del progetto Acqua&Energia.

Gli spunti sono tanti ed innescano un dibattito composto di molti brevi commenti, all’insegna della pluralità dei punti di vista. Hanno condiviso le proprie idee:

  • Flavio Furlani, CIA
  • Lorenzo Brugnera, Presidente di Latteria Soligo S.C.A.
  • Augusto GuerrieroPresidente di Lattebusche
  • Piercristiano BrazzaleBrazzale Spa e Responsabile Ambiente di FIL-IDF 
  • Mauro TonioloProprietario del Caseificio TONIOLO
  • Manuel Lugli, Allevatore conferente a Latteria Sociale Mantova
  • Francesco Pagiusco, Allevatore  conferente a Latterie Vicentine
  • Vincenzo Giuliani, CONAD
  • Claudio Truzzi, METRO
  • Fabio Ungarelli, COOP Italia
  • Fabrizio Stella, AVEPA
  • Alberto Negro, Veneto Agricoltura

La mattinata termina con le conclusioni di Alberto Andriolo, Direzione Agroalimentare Regione del Veneto, ed a seguire un ottimo buffet accompagna il proseguimento del dibattito.

Consulta le presentazioni dei relatori e delle imprese venete >

Scopri le interviste a fine evento (a cura di Matteo Bernardelli):

Biocarburanti e sostenibilità
6 Marzo 2018

UE-28, obbiettivo al 2030: il27% dei consumi energetici proverrà da fonti rinnovabili

L’obiettivo della UE per contrastare il cambiamento climatico, nel contesto della cosiddetta economia circolare, prevede che nel 2030 il 27% dei consumi energetici totali provenga da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, nel 2015 è stata modificata la direttiva UE che prevedeva come queste fonti nel settore dei trasporti dovessero rappresentare il 10% dei fabbisogni.

E’ stato invece indicato di ridurre l’uso dei biocarburanti convenzionali ad un massimo del 7% nel 2021 e del 3,8% nel 2030. Di conseguenza, questo cambio di direzione ha introdotto prospettive incerte riguardo alle coltivazioni ed in generale alle biomasse destinate a biocarburanti ed ha rimesso in questione i grandi investimenti effettuati in questo settore a partire dai primi anni duemila.

Le associazioni ambientaliste ritengono che i biocarburanti di prima generazione o convenzionali abbiano ricevuto un livello di contributi troppo elevato, il che non ha stimolato la ricerca di migliori alternative rispetto ai biocarburanti ottenuti dalle coltivazioni tradizionali. Ci sono anche riflessi internazionali su queste scelte, come ad esempio lo stimolo alle coltivazioni di olio di palma soprattutto nei paesi del sud-est asiatico, prodotto che rappresenta un terzo della quantità di biodiesel usato nella UE.

Queste tendenze, anche contrastanti, fanno capire come proprio per i biocarburanti il fattore della sostenibilità divenga fondamentale e debba essere considerato rispetto all’apporto od all’impatto che tali produzioni possono avere sulla economia del settore agricolo, così come sull’ambiente e sullo sviluppo rurale della UE.

Fonte: AgriLand

TESEO | Acqua&Energia – Trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia

Il benchmarking per l’analisi competitiva dell’azienda
2 Marzo 2018

Per migliorare l’efficacia della gestione aziendale, diventa necessario prestare grande attenzione alla metodica registrazione dei dati ed alla loro comparazione con gli indici di competitività, applicando la tecnica manageriale del benchmarking.

Si tratta del processo sistematico e continuo per la comparazione delle performance aziendali, allo scopo non solo di raggiungerne la media, ma di superarla. In Canada è stato dimostrato come i produttori che usano questa tecnica di comparazione delle performance hanno delle produzioni più alte e dunque un aumento delle redditività.

Canada: +11% nel peso dei vitelli allo svezzamento per chi utilizza il benchmarking

Ad esempio, i produttori che usano il benchmarking hanno avuto vitelli allo svezzamento con un peso dell’11% più elevato rispetto a quanti non lo usano. In termini monetari, per una mandria di 100 vacche, questo si traduce in un maggior guadagno di 13.200 dollari canadesi all’anno (circa 8432 €).  

Resta il fatto che uno dei maggiori problemi per gli allevatori è reperire, comprendere ed utilizzare i dati che determinano le spese e le entrate della loro azienda. Occorre dedicare del tempo a queste analisi che, se non vengono fatte direttamente, dovrebbero essere comunque eseguite con le indicazioni fornite dall’allevatore, secondo le sue necessità.

Reperire e registrare in modo meticoloso i dati diventa essenziale per capire il reale stato di salute finanziario dell’attività imprenditoriale e dunque per effettuare le migliori scelte manageriali. Per questo occorre identificare le informazioni che servono e catalogarle in funzione dei propri obiettivi.

TESEO – S/STEMA STALLA: Confronta le performance della tua Stalla!

Fonte: BCRC

Allevamento ed emissioni: il dilemma olandese
22 Febbraio 2018

L’Olanda è nota per la produzione di latte e formaggio. Il fatto che un paese così piccolo sia il quinto maggior esportatore mondiale di lattiero-caseari dimostra quanto efficiente ed organizzata sia la sua produzione, il cui incremento è stato reso possibile anche grazie alle importazioni a basso costo di soia, cereali ed altri alimenti per il bestiame.

Però la superficie del paese non è sufficiente per smaltire le deiezioni solide e liquide emesse dalle sue vacche, tant’è che i tenori di fosfati nel terreno superano i limiti posti dai regolamenti UE. Inoltre, l’Olanda, dopo Malta, ha la minore biodiversità fra i paesi europei e l’80% delle aziende agricole produce più letame di quanto può legalmente smaltirne, il che porta ad un sovra-spandimento che inquina il terreno e l’ambiente. 

Olanda
riduzione del numero di vacche del 40%entro 10 anni, richiesta dal WWF

Non deve sorprendere allora che la società civile punti il dito contro l’allevamento animale, fino a chiedere di ridurre del 40% il numero di vacche nei prossimi 10 anni. In un paese dove le condizioni medie di vita sono a livelli elevati, il rispetto dell’ambiente diventa un sentimento molto più sentito che in altri paesi ad economie più deboli.

Per reagire a tale situazione FrieslandCampina, la cooperativa che raccoglie l’80% del latte olandese ed i cui prodotti sono presenti un po’ in tutto il mondo, paga un premio agli allevatori che adottano il pascolo e collabora col WWF per migliorare i livelli di biodiversità nell’azienda agricola.

Anche un settore all’avanguardia nel mondo per organizzazione, ricerca, tecnica, efficienza produttiva, export, non può restare insensibile alla sostenibilità ambientale!

Olanda – Export di Manze da riproduzione
Olanda – Quadro triennale del numero di vacche macellate

Fonte: The Guardian

VENETO: una scelta di Sostenibilità [presentazioni]
15 Febbraio 2018

Ha riscosso un grande successo l’incontro “VENETO: una scelta di Sostenibilità” di Mercoledì 7 Febbraio, ospitato da Latterie Vicentine a Bressanvido (Vicenza) e organizzato da CLAL e CSQA, alla presenza di un nutrito gruppo di rappresentanti del mondo cooperativo ed industriale del settore lattiero-caseario veneto e nazionale.

Ad introdurre i lavori sono stati Alessandro Mocellin, Presidente di Latte Vicentine SCA, Angelo Rossi, Fondatore di CLAL e TESEO, e Luigino Disegna, Presidente di CSQA, che hanno sottolineato la necessità di comunicare al consumatore la qualità globale dei prodotti, incoraggiando il settore ad un’economia sempre più congiunta e finalizzata al principio della Sostenibilità.

Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore di CSQA, ha presentato il ruolo chiave degli standard e delle certificazioni a supporto di una sostenibilità efficace ed oggettiva.

Aldo Galbusera, Cheese Marketing Manager EMEA Food Care di Sealed Air, azienda leader nel settore degli imballaggi di protezione, ha illustrato il rapporto tra Packaging e Sostenibilità.

Le Buone Pratiche di Sostenibilità nel settore lattiero-caseario veneto sono state presentate da Luca Maroso, Responsabile Qualità di Latterie Vicentine SCA, Alessandro Lazzarin, Responsabile Produzione di Latteria Montello SpA, Emiliano Feller, Specialista in Scienza dell’alimentazione di Centrale del Latte di Vicenza SpA, Mario Dalla Riva, Marketing Manager di Latteria Soligo SCA e Tatiana Dallo, Responsabile Produzione di Lattebusche SCA.

Leonardo Becchetti, Economista e Professore dell’Università di Roma Tor Vergata, ha trattato il ruolo del capitale sociale in agricoltura e le nuove sfide dell’economia globale.

Il dibattito ha coinvolto operatori della filiera lattiero-casearia esperti a livello nazionale: produttori latte, imprese di trasformazione e grande distribuzione. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Andriolo, Direzione Agroalimentare della Regione Veneto.

Prossimamente saranno pubblicati i video della giornata, nel frattempo consulta le presentazioni:

Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
1 - Sostenibilità efficace ed oggettiva – Standard e certificazioni a supporto
Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
pdf 2 MB | 938 clicks
Aldo Galbusera – Cheese Marketing Manager EMEA Food Care, Sealed Air
2 - Packaging e Sostenibilità
Aldo Galbusera – Cheese Marketing Manager EMEA Food Care, Sealed Air
pdf 2 MB | 672 clicks
Luca Maroso – Responsabile Qualità, Latterie Vicentine S.C.A.
3 - Latterie Vicentine - Buone Pratiche di Sostenibilità
Luca Maroso – Responsabile Qualità, Latterie Vicentine S.C.A.
pdf 4 MB | 705 clicks
Alessandro Lazzarin – Responsabile Produzione, Latteria Montello S.P.A.
4 - Latteria Montello - Buone Pratiche di Sostenibilità
Alessandro Lazzarin – Responsabile Produzione, Latteria Montello S.P.A.
pdf 2 MB | 904 clicks
Emiliano Feller – Specialista in Scienza dell’alimentazione, Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.
5 - Centrale del Latte di Vicenza - Buone Pratiche di Sostenibilità
Emiliano Feller – Specialista in Scienza dell’alimentazione, Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.
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Mario Dalla Riva – Marketing Manager, Latteria Soligo S.C.A.
6 - Latteria Soligo - Buone Pratiche di Sostenibilità
Mario Dalla Riva – Marketing Manager, Latteria Soligo S.C.A.
pdf 3 MB | 1022 clicks
Tatiana Dallo – Responsabile Produzione, Lattebusche S.C.A.
7 - Lattebusche - Buone Pratiche di Sostenibilità
Tatiana Dallo – Responsabile Produzione, Lattebusche S.C.A.
pdf 2 MB | 793 clicks
Leonardo Becchetti – Economista e Professore, Università di Roma Tor Vergata
8 - Il ruolo del capitale sociale in agricoltura e le nuove sfide dell’economia globale
Leonardo Becchetti – Economista e Professore, Università di Roma Tor Vergata
pdf 3 MB | 679 clicks

Nel corso dell’evento sono intervenuti:

La rivoluzione per le macchine agricole nei prossimi anni
12 Febbraio 2018

I sistemi produttivi nei prossimi anni saranno caratterizzati da bruschi cambiamenti derivanti dalla necessità di produrre maggiori quantità di alimenti con minori consumi energetici e meno emissioni, facendo fronte ai cambiamenti climatici. Le macchine agricole dovranno dunque avere una maggiore capacità operativa con meno ore/uomo per ettaro, operare con precisione rispetto alle caratteristiche di suolo, coltivazioni, patogeni, utilizzare nuove tecnologie e materiali costruttivi.

La maggiore evoluzione sarà in elettronica, connettività, robotizzazione, poi nei sensori capaci di rilevare oggetti, piante, evapotraspirazione reale e potenziale, umidità e fertilità del suolo, variabili climatiche (umidità dell’aria, vento, pioggia), ma anche uniformità e profondità di semina, così come i livelli ormonali dei frutti per raccoglierli al giusto grado di maturazione.

Saranno poi sempre più presenti droni, satelliti ad alta risoluzione spaziale e temporale, nanosatelliti, per identificare la presenza di patogeni ed infestanti e dunque intervenire in tempo reale con trattamenti mirati.

Tali sensori permetteranno di raccogliere una mole di dati che verrà elaborata dal software installato sulla macchina operatrice o nella web cloud in modo da costituire vere e proprie banche dati di informazioni agronomche utili per elaborare delle diagnosi che modifichino in tempo reale il comportamento operativo delle macchine.

I motori a combustione interna a gasolio, biocarburanti, idrogeno, avranno minori potenze perché, come avviene nella tecnologia della F1, potranno alimentare motori elettrici e pompe idrauliche che trasmetteranno il movimento riducendo il numero di ingranaggi, pulegge, catene, cinghie, grazie ai sistemi di cavi intelligenti quali can bus (controller area network), autoguidati ed autoregolabili.

Ci saranno meno macchine per ettaro ma con maggior capacità operativa e minor dispendio energetico per accrescere la quantità di biomassa. Quella destinata alla trasformazione in proteine animali (carne, uova, latte) entrerà a far parte di processi integrati con i successivi processi di produzione alimentare che metteranno in circolo le bioenergie e le energie rinnovabili nel contesto delle buone pratiche agonomiche, zootecniche e di trasformazione industriale

TESEO – Consulta le ultime quotazioni del Mercato Agricolo e dei Concimi

Fonte:  Red Agricultura de Precisión