Pronto… consumatore?
15 Novembre 2024

Nella mattinata del 29 Novembre 2024, dalle 10:00 alle 13:00 nella Sala Ponchielli presso le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona prenderà vita un incontro che coinvolge tutta la Catena di Approvvigionamento Lattiero-Casearia.

L’obiettivo principale dell’incontro, organizzato da CLAL in collaborazione con CremonaFiere, sarà comprendere come si comunica l’Allevamento da Latte al Consumatore.

Di seguito l’agenda dell’incontro:

  • 10:00 Introduzione – Angelo Rossi e Francesco Branchi, CLAL
  • 10:20 Evoluzione delle Aziende Agricole da Latte in Europa – Il Team di CLAL
  • 10:30 La prospettiva delle Allevatrici Latte italiane
  • 10:40 La sfida di comunicare l’Allevamento al Consumatore – Francesca Checchinato, Università Ca’ Foscari di Venezia
  • 11:00 Comunicare il valore dell’Allevamento: esperienze in Lactalis – Vittorio Fiore, Gruppo Lactalis Italia
  • 11:15 Il Percorso del Benessere Animale – Francesco Branchi, CLAL
  • 11:20 SQNBA: certificare il Benessere Animale – Francesca Ceola, CSQA
  • 11:35 Filiere Integrate: il valore per Allevatori e Consumatori – Renata Pascarelli, Coop Italia
  • 11:50 Mercato Lattiero-caseario e Costi – Mirco De Vincenzi e  Alberto Lancellotti, CLAL
  • 12:15 Dibattito con il pubblico
  • 13:00 Termine dei lavori

La platea sarà per prima cosa aggiornata dal Team di CLAL sulla consistenza di Aziende Agricole e Capi da Latte in Europa (Italia, Germania, Francia e Olanda) offrendo lo spunto per l’intervento di alcune Allevatrici italiane, che trasmetteranno al pubblico il loro punto di vista circa l’evoluzione della stalla da latte ed il loro prezioso ruolo in azienda, ancor più strategico in un momento in cui effettuare un ricambio generazionale e reperire personale preparato risulta particolarmente difficile.

Si entrerà nel vivo della comunicazione dell’Allevamento con la Professoressa Francesca Checchinato, Dipartimento di Management – Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha elaborato per i partecipanti alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona uno studio dedicato. Con la Professoressa Checchinato cercheremo dunque di capire chi dovrebbe comunicare l’Allevamento al Consumatore, con che modalità e quali sono i temi più importanti ed efficaci da veicolare. 

Un esempio pratico di comunicazione al Consumatore verrà illustrato da Vittorio Fiore, Italy Corporate Communication and Sustainability Director del Gruppo Lactalis Italia, che spiegherà la visione di Lactalis del tratto d’unione tra Consumatore e Allevamento.

Il Benessere Animale non è un traguardo, ma un percorso, ed oggi in Italia si sta compiendo un nuovo passo col Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA). Una certificazione che può apparire in etichetta, e alla quale tutte le certificazioni ed i claim di benessere animale dovranno convergere entro un anno. Ma cosa comporta per gli Allevatori? E cosa significa per la Filiera? Lo spiegherà con chiarezza Francesca Ceola, Responsabile di schema SQNBA del CSQA.

Il futuro del settore lattiero-caseario dipende anche da quanto la Catena di Approvvigionamento saprà dialogare e condividere progetti comuni, come nel modello della Filiera Integrata. La sequenza di punti vista sulla comunicazione si concluderà dunque con Renata Pascarelli, Direttrice Qualità e Sostenibilità presso Coop Italia, che spiegherà ai partecipanti come funziona una filiera integrata, quali elementi positivi vi coglie il Consumatore e qual è il ruolo dell’Allevatore.

Il Mercato lattiero caseario e le sue prospettive saranno il grande protagonista dell’ultima presentazione dell’incontro, con l’analisi internazionale e nazionale del Team di CLAL e un attento focus sull’andamento dei costi alla stalla.

A seguire, la sala si animerà di un dibattito con la platea, dove ascolteremo altri punti di vista dalla Filiera.

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 La corsa dell’Olio di Palma
15 Novembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Clal.it – Confronto del prezzo dell’Olio di Palma e del Petrolio

Il prezzo del Petrolio e quello dell’Olio di Palma hanno tendenze generalmente correlate: ciò avviene per effetto del Biodiesel, la cui produzione utilizza gli oli vegetali. Tuttavia, da Luglio, il prezzo del Petrolio è diminuito per poi stabilizzarsi, mentre il prezzo dell’Olio di Palma ha iniziato un aumento protrattosi sino ad oggi. 

Il mercato dell’olio di Palma sta registrando alcune tensioni rialziste nonostante la produzione mondiale sia stimata a livelli record nella stagione 2024/25. La ragione principale è da ricercare, quindi, dal lato della domanda. Infatti, l’Indonesia, primo produttore mondiale, sta attuando politiche per un maggiore utilizzo di olio di Palma nella produzione domestica di biodiesel con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica da altri Paesi. In Malesia, secondo produttore mondiale, gli stock sono ai minimi a causa di una forte domanda sia domestica che estera per il consumo alimentare e come carburante. 

Spinte rialziste arrivano anche dai mercati dei prodotti sostitutivi quali l’olio di Girasole e di Colza che hanno visto minori produzioni in UE, Ucraina e Russia. Inoltre, anche l’olio di Soia ha registrato aumenti dei prezzi, soprattutto in Argentina, primo produttore mondiale, per effetto di un rallentamento delle produzioni, una maggiore domanda dal settore dei biocarburanti brasiliano e una riduzione delle scorte USA.

È possibile che i prezzi dell’olio di Palma abbiano raggiunto un picco: si registrano infatti segnali di discesa dovuti ad un rallentamento della domanda e all’elevato differenziale con i più bassi prezzi del Petrolio. Dall’altro lato le regolamentazioni sulla deforestazione, come l’EUDR, potrebbero invece generare tensioni e spinte rialziste sui prezzi.

Export di Bovini Vivi dalla Francia
12 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Dal 2020 a oggi (Gennaio-Luglio 2024) le esportazioni di Bovini Vivi dalla Francia hanno seguito un trend decrescente: 498.682 tonnellate esportate nel 2020, 486.445 tonnellate esportate nel 2021, 476.047 tonnellate nel 2022, 446.110 tonnellate nel 2023, 247.779 tonnellate esportate fra Gennaio e Luglio 2024. 

Al contrario, la percentuale delle vendite verso l’Italia è andata via via crescendo: dal 77% del 2021 e del 2022 al 79% del 2023, fino all’80% dei primi sette mesi del 2024.

Complessivamente, le esportazioni di bovini vivi dalla Francia verso i Paesi dell’Unione Europea pesano per il 92-97% del totale. 

La parte residuale è indirizzata verso i Paesi del Maghreb (possono essere, alternativamente: Algeria, Tunisia, Marocco), e del Medio Oriente come Libano e Israele. Questa è la fotografia degli ultimi quattro anni dell’export di bovini vivi dalla Francia.

In futuro l’Italia avrà ancora un peso così rilevante? La domanda nasce osservando il prezzo medio dell’export dei bovini vivi superiori ai 300 kg (esclusi i capi da macello). I prezzi variano e vanno dai 4,80 €/kg degli animali venduti in Tunisia ai 3,92 €/kg del Marocco. In mezzo si collocano la Spagna (4 €/kg) e l’Italia (4,02 € al kg). I francesi vendono meglio agli allevatori africani.

Agli Allevatori francesi converrà incrementare i numeri di animali verso il Nord Africa? E quale sarà il riflesso sui prezzi dei bovini destinati agli ingrassatori italiani? Vi saranno ulteriori rialzi dei prezzi oppure il peso dell’export verso Medio Oriente e Nord Africa è ancora troppo basso per entrare in diretta competizione con l’Italia?

All’Italia non converrebbe ridurre la dipendenza dalla Francia e, magari, puntare su filiere nazionali e su animali nati, allevati e macellati in Italia? È lecito chiedersi se c’è effettivamente spazio per sostenere la linea vacca-vitello in Italia, coinvolgendo magari le aree appenniniche e montane e le isole come Sicilia e Sardegna, che possono contare su vaste aree a pascolo.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Quale futuro per la produzione mondiale di carne suina?
11 Novembre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Quale futuro per la produzione mondiale di carne suina? Uno sguardo rapido ai dati pubblicati su Teseo ci consente una breve panoramica dello scenario globale. È bene avvertire, però, che le tendenze previste potrebbero subire delle modifiche anche brusche per diversi fattori come la peste suina africana (PSA) o altre zoonosi, tensioni geopolitiche, improvvisi squilibri dei prezzi e dei mercati, nuove rotte commerciali, politiche di import/export dettate dai più diversi fattori.

L’Unione Europea, ad esempio, ha incrementato il numero di capi macellati fra Gennaio e Agosto di quest’anno (+0,7% rispetto allo stesso periodo del 2023), ma nel 2025 le produzioni dovrebbero diminuire sia in termini di capi allevati che di quantità di carne prodotta. Effetto della presenza della peste suina africana (PSA), ma anche di normative ambientali che dovrebbero portare a un alleggerimento dei numeri. Stimate in ribasso anche le produzioni italiane.

Il Nord America (Stati Uniti, Canada e Messico) dovrebbe incrementare la popolazione suina nel 2025 e in termini di bilancia commerciale sarà curioso vedere quali politiche adotterà Washington in favore delle filiere agroalimentari, tradizionalmente orientate all’export, e quali rotte commerciali andranno a rafforzarsi.

La Cina lo scorso Settembre ha aumentato le importazioni di carne suina (+4,8% tendenziale), ma nel complesso nei primi nove mesi del 2024 gli acquisti di carne suina dall’estero sono scesi del 20,72% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’Ue-27 resta il primo fornitore, ma le importazioni di Pechino segnano un rallentamento del 19,4% per la carne suina fresca e congelata europea e un calo del 42% per la carne suina fresca e congelata dal Brasile. Eppure, non si tratta di una questione economica, perché le quotazioni della carne suina cinese si collocano a 4,32 $/kg, contro i 2,34 $/kg della carne acquistata dal Brasile, i 2,09 $ della carne spagnola e 1,71 $/kg della carne proveniente dagli Usa. Significa che c’è la volontà del governo cinese di sostenere gli allevamenti interni.

Il Sud-Est Asiatico dovrebbe continuare ad importare anche nel 2025, tenuto conto che il tasso di autoapprovvigionamento di Filippine e Corea del Sud è, rispettivamente, del 67% e del 64%. L’export brasiliano di carne suina ha fatto rotta verso Manila, quello dell’Ue-27, invece, ha fatto rotta verso Tokio, tenuto conto che l’Europa è il primo fornitore del Giappone.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Prezzo del Grano Tenero: i due pesi sulla bilancia
8 Novembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

La Russia, primo esportatore di Grano Tenero, ha adottato strategie che limitano l’esportazione di tale prodotto, quali un prezzo minimo, tasse all’export e limitazioni di quantità vendibili da parte di società straniere. Tale scelta è mirata a contrastare l’inflazione interna che colpisce farina e pane, spinta dalle scarse produzioni (-10,4% nella stagione 2024-25), dalla forte domanda estera e dagli elevati costi militari. Questa dinamica, insieme alla scarsa disponibilità di Grano di buona qualità in Francia, sprona i prezzi internazionali verso l’alto e favorisce le esportazioni Ucraine, che diventano ora maggiormente convenienti. Tuttavia, è atteso che anche l’Ucraina fisserà un prezzo minimo per le esportazioni di Grano a partire da inizio dicembre.

Nel panorama globale si evidenziano d’altra parte anche forze ribassiste nel mercato. Si sta avvicinando il periodo di raccolta nell’Emisfero Sud e le prospettive sono di buone quantità in Australia, ma soprattutto in Argentina, che dovrebbe realizzare la seconda produzione record consecutiva.
Anche in Ucraina le aspettative per il futuro raccolto sono di crescita, dato l’aumento delle aree seminate rispetto all’anno scorso.
Quanto al Nord America, la semina negli USA procede ad un buon ritmo: più dell’80% del Grano è già stato seminato, e circa il 40% si trova in buone o ottime condizioni. Le previsioni meteo dei prossimi giorni lasciano sperare in condizioni climatiche positive, in particolare nello stato chiave del Kansas.

Le forze in gioco appaiono dunque in equilibrio, suggerendo prospettive di sostanziale stabilità dei prezzi del Grano Tenero per i prossimi mesi.

TESEO.Clal.it – Produzioni mondiali di Grano Tenero

Il Commento: Mercato suinicolo in fase complessa e ripercussioni sulla filiera [Davide Calderone, Assica]
4 Novembre 2024

Davide Calderone – Direttore di ASSICA
Davide Calderone – Direttore di ASSICA

“Il mercato si trova in una fase complessa, dove il prezzo del suino non tende a calare e, per questo, vi sono ripercussioni forti su tutta la filiera”. La sentenza è di Davide Calderone, Direttore di ASSICA, che mette nel mirino il tema della Peste suina africana (PSA), una problematica che “sta influenzando anche da un punto di vista emotivo, perché il numero di animali abbattuti non è tale da spostare mercato”. 

Indubbiamente, aggiunge Calderone, “anche i problemi relativi alla gestione delle zone di restrizione sono complessi, così come i vincoli all’export, in particolare verso Stati Uniti e Canada”. Conti alla mano, Assica stima una perdita di 20 milioni al mese per mancate esportazioni.

Una botta che si ripercuote in maniera molto pesante sulle aziende. Eppure, aggiunge il Direttore di Assica, “parliamo di una tipologia di prodotto sanissimo, ma che in base alla normativa europea comporta regole per la macellazione separata e la gestione dei prodotti in lavorazione, situazioni che comportano difficoltà oggettive per macelli e salumifici”.

Poi c’è il tema legato alle quotazioni di mercato. “Prezzi così alti dei suini non li abbiamo mai visti – osserva -. Ci vorrebbe una presa di coscienza da parte delle imprese di allevamento, macellazione, trasformazione e grande distribuzione per rendersi conto che già oggi i margini per i produttori sono bassissimi e che la filiera rischia di lacerarsi. Dovremmo sostenere insieme la riduzione dell’aliquota Iva per carni e salumi, portandola dal 10 al 4%, sostenendo in tal modo i consumi e favorendo quindi la filiera tutta”. 

ASSICA invita a prevedere aiuti “non solo a sostegno degli allevatori, ma anche per gli anelli a valle, così da garantire un futuro alla filiera. Il punto principale – chiosa Calderone – è che venga assicurata una adeguata dotazione finanziaria per un piano pluriennale di eradicazione della PSA, attraverso il sostegno alle azioni messe in campo da questa nuova struttura commissariale, che ha iniziato il lavoro con il piede giusto”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Carne bovina, sfide globali [Fulvio Fortunati]
31 Ottobre 2024

Fulvio Fortunati – Amministratore di International Consulting Trading

Carne bovina, il punto lo fa Fulvio Fortunati, Amministratore di International Consulting Trading, Società di consulenza internazionale nelle carni e nel bestiame, e parte dalla Francia, serbatoio dei Broutard che vengono allevati in Italia. “Il mercato in Francia è lievitato in modo significativo non tanto per il calo delle vacche nutrici, che è nell’ordine dell’1-2 per cento – spiega Fortunati -, ma per l’entrata nel mercato francese ed europeo di alcuni attori nuovi come Turchia, Algeria e Marocco”.

Uno scenario inedito rispetto a qualche anno fa, dove il mercato di arrivo dei bovini vivi era prevalentemente in mano all’Italia e in misura minore alla Grecia.

“Oggi sono entrati nuovi attori e questo elemento ha destabilizzato la situazione – prosegue -. Inoltre, la Francia ha aumentato i ristalli interni, cercando di massimizzare l’impiego di cereali prodotti a livello locale, perché altrimenti dovrebbero venderli sul mercato a prezzi tutt’altro che remunerativi in questa fase”.

Con l’aumento dei prezzi degli animali vivi, gli Allevatori italiani sono costretti a spendere di più per ristallare, “ma chi ha deciso di continuare l’attività di ingrasso ha acquistato gli animali”. 

Quanto alle prospettive di mercato, difficile leggere il futuro, ma per Fortunati è difficile preconizzare dei cali di mercato. “Dal Sial di Parigi a Bruxelles, fino ad altre latitudini a livello mondiale ci sono segnali che la carne è aumentata dappertutto di prezzo e i listini dovrebbero restare sostenuti – prevede Fortunati -. Certo, potrebbero anche intervenire fattori esterni a cambiare il quadro complessivo: se ad esempio la Cina sospendesse le importazioni di carne bovina dal Brasile e il Brasile inviasse il prodotto in Europa, avremmo una situazione improvvisamente diversa, ma al momento non paiono esserci segnali in tal senso e, dunque, i prezzi della carne dovrebbero mantenersi sostenuti a livello globale”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Colza: le forze che sostengono il prezzo
31 Ottobre 2024

di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

La differenza dei prezzi tra semi di Soia (443 €/Ton sulla piazza di Bologna il 24 Ottobre) e semi di Colza (458 €/Ton media Europea nel mese di Ottobre) si è ampliata negli ultimi mesi per via dell’aumento dei prezzi della Colza. Tale aumento è dovuto principalmente alle minori produzioni di Colza in Europa (dove il tasso di autoapprovvigionamento è intorno all’80%), in particolare in Francia, dove sono state ridotte le aree dedicate alla produzione e le principali aree produttive sono state colpite da piogge elevate e successivamente da siccità. 

Allo stesso modo, anche la produzione in Ucraina è diminuita a causa del meteo sfavorevole. A questo si aggiungono le stime al ribasso per la produzione in Australia. Un quadro complessivo che lascia prevedere un’offerta mondiale in calo rispetto alla stagione passata.

Allo stesso tempo, la domanda di Colza continua a essere sostenuta, grazie all’impiego del prodotto nell’industria mangimistica, ma soprattutto per la produzione di biocarburanti. Questo squilibrio tra domanda e offerta genera tensioni nel mercato, contribuendo all’aumento dei prezzi della Colza.

A sostenere il prezzo della Colza contribuiscono anche le controversie in corso sul mercato della Canola tra Canada e Cina, l’indagine anti-dumping che quest’ultima ha dichiarato di voler avviare nei confronti del Canada.

Visto l’aumento dei consumi per biocarburanti, in particolare in Europa, e che i principali fornitori sono Ucraina e Australia, dove potrà l’Europa acquistare la Colza? La Soia potrà essere un valido prodotto alternativo? E con quali riflessi sui mercati internazionali?

In questa fase il mercato mondiale della Soia presenta un surplus di offerta rispetto alla domanda e questa dinamica favorisce una tendenza ribassista dei listini, che continuano a risentire di una minore pressione rispetto a quelli della Colza.

TESEO.clal.it – World: Differenza tra Produzioni e Consumi di Semi di Colza

Suinicoltura: quali previsioni attese a livello mondiale?
28 Ottobre 2024

Di: Marika De Vincenzi

Quali previsioni per la suinicoltura a livello mondiale? Secondo USDA, nel 2025 la produzione globale di Carne Suine dovrebbe essere in calo (-0,8%), raggiungendo 115,13 milioni di tonnellate.

Sono previsti cali produttivi, in particolare, in UE-27 (-1,6% tendenziale, che potrebbe essere un rallentamento più consistente, fino al -2%) e in Cina (-2,2%), che si conferma il primo produttore mondiale, nonostante l’arretramento dei volumi già nel terzo trimestre di quest’anno (-0,8%), dovuti a politiche di contenimento della mandria anche per la flessione dei consumi in seguito alla crisi dell’economia cinese.

Parallelamente, sono in crescita le produzioni di carne suina in USA (+2%), Brasile (+1,2%) e Vietnam (+3%, trainata dall’espansione degli allevamenti e dal miglioramento delle operazioni di contrasto alla Peste suina africana). Stimata in aumento anche la produzione di carne di maiale in Russia (+3,4%), una crescita che potrebbe orientare una parte delle produzioni verso la Cina, che potrebbe intensificare i rapporti commerciali con Mosca e saldare ulteriormente la vicinanza politica ed economica.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Prezzi dei Suini Grassi favoriscono la pianificazione degli investimenti [Marco Bompieri, Suinicoltore]
21 Ottobre 2024

Resta sempre l’incognita della Peste suina africana (PSA), ma gli attuali prezzi dei suini grassi da macello, che hanno raggiunto in CUN a Mantova la quotazione di 2,385 €/kg, consentono agli Allevatori di pianificare i propri investimenti aziendali.

Così sta facendo Marco Bompieri, Allevatore mantovano iscritto a Coldiretti. “Stiamo facendo investimenti rilevanti nelle scrofaie, per migliorare alcuni aspetti cruciali, dall’automazione per far fronte alle difficoltà di reperire manodopera specializzata, passando per il benessere animale e la sanità – spiega Bompieri -. Interventi che avevamo pianificato da tempo, ma che oggi il mercato ci consente di fare con maggiore serenità, visto il miglioramento dei margini, in questa fase di mercato”.

Sul piano del dialogo di filiera, la porta resta sempre aperta per un confronto fra i diversi anelli della catena di approvvigionamento. “Non abbiamo ancora ricevuto richieste in tal senso, ma il nostro caso è abbastanza singolare, in quanto abbiamo una struttura che ci porta ad avere confronti quasi quotidiani con i macelli e i salumifici – spiega Marco Bompieri -. Non ci limitiamo a fornire i maiali, ma privilegiamo il dialogo costruttivo con i nostri partner. Se il confronto dovesse assumere i contorni del tavolo istituzionale con le varie rappresentanze, saremmo come sempre disponibili a dare il nostro contributo”.

Le ultime elaborazioni di TESEO indicano un aumento del numero di suini tatuati, destinati per il circuito tutelato. “Non sarà nei primi mesi del 2025, ma ritengo di poter confermare l’incremento della disponibilità del numero degli animali nel corso del prossimo anno – valuta Bompieri -. Ma sono convinto che spazi per investire continueranno ad esserci. Il problema, semmai, per gli Allevatori è legato alla manodopera e al ricambio generazionale”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi