Il tema del Benessere Animale è sempre più rilevante
26 Maggio 2025

Il tema del Benessere Animale è sempre più rilevante. Gli animali non sono finalmente più considerati degli oggetti da sfruttare (concetto dell’animale macchina introdotto dal filosofo Cartesio) e le questioni etiche sul loro trattamento coinvolgono tanto gli Allevatori quanto la Società intera.

La Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti risale al 1978 e da allora le normative sono divenute sempre più stringenti. Basti pensare alla strategia Farm to Fork od alle regole per il trasporto degli animali ed a quelle sulla sanità animale.

Dal momento che è sempre più raro che i Consumatori sappiano da dove provengono i prodotti animali che utilizzano, le uniche informazioni disponibili sono quelle riportate in etichetta.

ll Sistema Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA), introducendo standard certificati, sembra rispondere alle crescenti sensibilità attuando un passo determinante per migliorare e comunicare il benessere animale nel nostro Paese.

Fondamentale diventa dunque il coinvolgimento fattivo e la collaborazione di tutta la Filiera, così da attuare l’SQNBA in modo virtuoso e fissare obiettivi futuri di miglioramento della normativa, anche  in funzione  della grande variabilità produttiva, socio-economica ed ambientale del nostro Paese.

Granaio Italia: Il grano vale meno del sudore di chi lo coltiva [Il Commento di Bartolini, CIA]
20 Maggio 2025

Matteo Bartolini – Vicepresidente nazionale di CIA

“Il grano vale meno del sudore di chi lo coltiva: serve subito un Tavolo di Filiera”. È l’invito di Matteo Bartolini, vicepresidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani e Presidente regionale umbro.

“Il prezzo di mercato del Grano Duro sta scivolando ben al di sotto dei costi reali di produzione, mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende cerealicole italiane – afferma Bartolini -. È una contraddizione inaccettabile: in un Paese dove la pasta è simbolo identitario e pilastro dell’agroalimentare, chi produce la materia prima viene sistematicamente penalizzato”. 

La situazione, prosegue Bartolini, “è grave e non può essere affrontata con la logica del mercato lasciato a se stesso. Per questo avevamo, già un anno fa, richiesto l’istituzione di un sistema di controllo delle produzioni ‘Granaio Italia’ e nei giorni scorsi abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un Tavolo di Filiera al Masaf.

Serve trasparenza, responsabilità condivisa e una nuova visione del valore agricolo, che non può continuare a essere schiacciato tra dinamiche speculative e logiche di importazione al ribasso”. 

Se non si interviene ora, conclude il vicepresidente di Cia, “il rischio è che a coltivare grano duro in Italia restino solo le memorie storiche. E senza grano, non c’è filiera”.

TESEO.clal.it – Bologna: prezzo del Frumento Duro

Il Commento: Suinicoltura DOP, ora più che mai serve un nuovo patto di filiera [Antenore Cervi, Suinicoltore]
19 Maggio 2025

“Con i prezzi attuali dei suini grassi da macello per il circuito DOP non vi sono problemi di marginalità, ma questo non significa che non vi sia apprensione per il futuro: i costi di produzione dovrebbero aumentare, ma soprattutto vi sono altri fattori che impensieriscono: la PSA e il rischio di altre patologie, l’applicazione dei dazi, gli scenari incerti sul fronte internazionale”.
Per Antenore Cervi, Responsabile della Suinicoltura per Cia-Agricoltori Italiani, è il mix di fattori che rende incerto il futuro.

Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA
Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA

“Ci auguriamo sul fronte del mercato che si possano replicare gli andamenti che vedono un rimbalzo dei listini nella fase di passaggio dall’estate all’autunno, solitamente un traino per le produzioni destinate alle DOP – afferma Cervi -. Tuttavia, è venuta a mancare la serenità nel programmare
investimenti che per i produttori sono ineluttabili: la biosicurezza, il benessere animale, l’adeguamento delle strutture”.
Altro elemento che non depone a favore delle certezze di mercato, come anticipato, è il tema dei dazi. Momentaneamente congelati fino ai primi di luglio, almeno così parrebbe, non si sa se USA e UE raggiungeranno un accordo e con quali risvolti concreti.

“Abbiamo bisogno di instaurare un dialogo di filiera reale, con obiettivi di crescita, perché non possiamo rischiare di perdere ulteriore produzione sul fronte delle DOP, siamo già al limite con i numeri – incalza Cervi -. E la catena di approvvigionamento non so se possa assorbire i colpi di un andamento di mercato dove storicamente qualche anello guadagna e gli altri soffrono.

Bisogna individuare soluzioni in grado di dare equilibrio e rilanciare il comparto nel suo insieme, altrimenti il sistema rischia di saltare”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Ottimismo cauto per l’estate [Giada Roi, Terremerse]
5 Maggio 2025

Il calendario con i tre ponti di fila lo commenta Giada Roi, Responsabile Acquisti della Business Unit Carni di Terremerse e key account manager Gdo Italia.

“Pasqua è andata discretamente bene, così come è andato abbastanza bene anche il ponte del 25 Aprile, mentre quello del 1° Maggio, nonostante il bel tempo diffuso c’è stata una leggera flessione, considerando anche che si è macellato un giorno in meno e che, quindi, c’era meno merce disponibile, almeno sulla carta”. Come spiegare i motivi del calo delle vendite dei tagli di carne suina? Semplice, a mio parere, questione di calendario. “Il 1° maggio arriva dopo una fine del mese e da almeno un anno nel periodo fine mese/inizio mese le vendite ne risentono molto”, spiega Giada Roi.
Chiamiamola inflazione, scarsa liquidità, diminuito potere d’acquisto delle famiglie, fatto sta che i consumi si contraggono.

Cosa accadrà dopo questo ultimo ponte?
“Difficile dare un responso certo, ma prevedo che dalla prossima settimana i prezzi tenderanno a scendere, anche se non in maniera vertiginosa – afferma -. Ritengo che i tagli delle carni si assesteranno sui valori precedenti la Pasqua. Sarà, dunque, una flessione lieve, non accentuata”. Naturalmente, “qualora dovessero contrarsi i listini per i triti e i tagli da macelleria, potrebbero calare leggermente anche i prezzi dei suini da macello, benché i numeri indichino una disponibilità di animali dal mese di Giugno in avanti per nulla in eccesso”.

Il settore potrebbe vivere “un’estate in altalena, con il trend dei consumi a fare da ago della bilancia. Se i consumi saranno sostenuti, l’offerta ridotta di maiali potrebbe far schizzare i prezzi verso l’alto, mentre se i consumi saranno più tiepidi, avremo una tendenza ad afflosciarsi delle quotazioni”.

Da un anno a questa parte, a seguito dell’impennata delle quotazioni passata, avverte Giada Roi, “sugli scaffali italiani della Gdo si nota la presenza di tagli di suini europei e non solo italiani. E questa è una dinamica da tenere ben presente anche in fase di formazione dei prezzi settimanali, in particolare alla CUN della carne suina fresca”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Consumi tiepidi ma prospettive stabili all’orizzonte [Roberto Pini, Gruppo Pini]
28 Aprile 2025

Roberto Pini, Amministratore unico del Gruppo Pini

Parla di “situazione incerta per il mercato dei suini”, Roberto Pini, Amministratore Unico del Gruppo Pini, e divide il calendario in una prima fase, fino al ponte lungo del Primo Maggio e una seconda dove si tornerà ad una sorta di normalità dopo il periodo delle festività in fila di Pasqua, 25 aprile e, appunto, Primo Maggio.

“Oggi i Consumi non sono entusiasmanti – osserva Pini -, la situazione è incerta e i Prezzi delle carni suine sono aumentati, principalmente per i tagli da macelleria legati alle festività. Questo significa che non siamo di fronte ad aumenti strutturali, ma connessi ai ponti festivi”.

La prova del nove sarà una volta terminato il weekend lungo che si chiuderà il prossimo 4 Maggio. “Vedremo allora quale sarà la richiesta dei tagli legati all’industria, ai salumifici e ai prosciuttifici e quale sarà l’offerta”, preconizza.

Troppo complesso sbilanciarsi, anche se Pini ad oggi prevede per i Macelli “una situazione tutto sommato stabile, con l’andamento dei consumi che andrà effettivamente a influenzare le dinamiche di mercato”. Vale per la Carne Fresca, naturalmente, ma anche per le cosce. “I prezzi di queste ultime hanno segnato un ribasso, ma dovremo capire come andranno le prossime settimane, quale sarà il numero reale dei maiali macellati, perché se in estate la macellazione si posizionerà su ritmi scarsi, allora anche le cosce torneranno ad aumentare di prezzo”, dice Roberto Pini.

L’estate sarà anche il banco di prova della Peste Suina Africana. “Il Commissario ha impartito una svolta e portato buoni risultati di contrasto – commenta l’amministratore unico del Gruppo Pini – ma si è visto che l’estate rappresenta un momento particolarmente delicato per la diffusione della malattia”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Il mondo della carne bovina guarda avanti [Fulvio Fortunati]
24 Aprile 2025

Fulvio Fortunati – Amministratore di International Consulting Trading

È un quadro con diverse sfumature quello che descrive Fulvio Fortunati, Amministratore di International Consulting Trading, società di consulenza internazionale nelle Carni e nel Bestiame, descrivendo i diversi scenari internazionali.

“Se guardiamo i numeri – osserva Fortunati – comprendiamo che il bestiame da ristallo è in calo. Siamo entrati nel periodo in cui sia in Francia che in Irlanda gli animali vanno al pascolo. Minore disponibilità di bovini anche sulla rotta dell’Europa Centro Orientale, in quanto l’Afta Epizootica limita gli scambi. E proprio per questioni sanitarie e il rischio afta, la Polonia ha incrementato l’offerta di animali, cercando così di incrementare le vendite e ridurre l’alea del contagio”.

A livello di quotazioni di mercato, prosegue Fortunati, “i prezzi in Germania si mantengono su una soglia elevata, così come in Irlanda, dal momento che non c’è una grande disponibilità di carne bovina e per una richiesta pressante del Regno Unito: fenomeni che hanno innescato la corsa dei listini”.

Prezzi vivaci anche in Francia, “con un’offerta scarsa e macelli che cercano di mantenere in equilibrio domanda e offerta per evitare fiammate dei prezzi; una posizione di sostanziale stabilità che mostra analogie con l’Italia”.

Tutt’altro che semplice decifrare i trend dei prossimi mesi. “Le dinamiche attuali suggeriscono come lettura una potenziale crescita dei prezzi – precisa Fortunati -. La catena di approvvigionamento, fin dalle stalle per l’ingrasso, si trova a fronteggiare un ristallo e un ciclo di crescita più costoso, aspetti che non escludono in proiezione un ulteriore aumento dei prezzi, forse già a partire da giugno”. Sullo sfondo, un elemento di preoccupazione è rappresentato “dal potere d’acquisto dei consumatori, che non ha subìto incrementi e potrebbe portare o a un calo dei consumi di carne oppure a una riduzione degli acquisti di beni non primari a favore del cibo”.

Sarà cruciale per il mercato anche la situazione francese, dove si è stimata negli ultimi anni, “una perdita di 970.000 capi bovini tra il patrimonio da carne e da latte, con probabili tensioni future per carenza di offerta”. Listini sostenuti anche in America Latina, analizza Fortunati, “in particolare per la forte domanda cinese”. Costi di mercato elevati anche negli Stati Uniti, dove si sta per inaugurare la stagione dei barbecue, “appuntamento irrinunciabile per gli americani, fattore che dovrebbe mantenere i prezzi alti”. Una panoramica che ad oggi ci porta a dire che “non si prevedono flessioni delle mercuriali delle carni bovine a livello mondiale, salvo eventi straordinari”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Un 2025 diverso, ma ancora premiante per chi produce [Montanari, AIA]
22 Aprile 2025

Massimo Montanari – Direttore Mercato Carni Suine di AIA Spa
Massimo Montanari – Direttore Mercato Carni Suine di AIA Spa

Le dinamiche di mercato sul vivo sono indubbiamente diverse rispetto al 2024, ma potrebbero dare risultati simili nel corso dell’anno, portando cioè a risultati soddisfacenti per la parte allevatoriale e prezzi medi relativamente elevati, anche se inferiori se confrontati con l’anno scorso, che fu una fila di record per i suini grassi da macello.

Legge così i primi mesi del 2025 Massimo Montanari, Direttore Mercato Carni Suine di AIA Spa.

“Il 2024 – ricorda Montanari – partì con valori di poco sopra i 2 euro al chilogrammo calando e risalendo a circa 2,10 euro a Pasqua. Successivamente, dopo un fisiologico ribasso, i prezzi ripartirono, mettendo a segno nel secondo semestre dei valori molto alti, tanto che il prezzo massimo si è attestato a 2,38 nella settimana 42, generando una media annuale di € 2,108, leggermente inferiore al 2023, quando raggiunse la media di 2,19 euro”.

Il 2025 ha evidenziato dinamiche differenti. “Partiti a inizio anno sopra i 2 euro al chilo, dopo che da Ottobre il prezzo era in fase discendente – dice Montanaru – vi è stata sul mercato una progressione del calo per arrivare a 1,765 euro al chilogrammo alla settimana 11, che significa un differenziale di 33 centesimi al chilo sullo stesso periodo del 2024. Anche oggi, dopo alcune settimane di risalita, i prezzi dei grassi da macello sono più bassi di circa una ventina di centesimi rispetto all’anno scorso”.
Le differenze non si esauriscono. “Dopo la Pasqua 2024 i prezzi ebbero un assestamento ribassista, che probabilmente quest’anno non vedremo e, anzi, nell’arco di un mese, potremmo superare quotazioni di 2 euro al chilogrammo – aggiunge -,  non c’è una grande disponibilità di animali e non mancano incognite di tipo sanitario, dalla Prrs alla Psa, con quest’ultima che d’estate ha mostrato una maggiore facilità di propagazione, anche se si tratta di un’analisi di tipo empirico e non statistico, che potrebbe pertanto non verificarsi quest’anno”.

Resta di fondo un sostanziale ottimismo e la prospettiva di prezzi dei maiali destinati a collocarsi nella media dell’anno su uno scalino inferiore rispetto al 2024, ma sempre su quotazioni elevate e soddisfacenti per i produttori. Qualche incognita potrebbero darla i consumi dopo il Primo Maggio, periodo dove la richiesta si concentra su tagli da grigliata. “Le cosce, invece, nonostante i timori di una scarsa disponibilità, secondo il trend attuale della domanda si stanno rivelando in linea con la richiesta – commenta Montanari -. La domanda di stagionato non è brillante e questa situazione comincia a pesare sui bilanci dei prosciuttifici”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Prospettive di mercato in crescita per la Suinicoltura [Valentino Lavarini, Salumificio Valpolicella]
31 Marzo 2025

Valentino Lavarini – Salumificio Valpolicella

Dopo un 2024 che è stato particolarmente soddisfacente, anche il 2025 si profila un anno positivo, salvo naturalmente rovesciamenti di fronte repentini o non prevedibili. Così la pensa Valentino Lavarini, produttore di Bergantino (Rovigo) con allevamento a ciclo chiuso e siti produttivi a Soliera (Modena), Novellara (Reggio Emilia) e in provincia di Mantova.

La famiglia è proprietaria del “Salumificio Valpolicella” di San Pietro in Cariano, che produce salumi di qualità destinati prevalentemente ai negozi di prossimità e all’Horeca.

“Il 2025 speriamo sia un anno buono – afferma Lavarini –. Abbiamo già percepito segnali di crescita sia sul mercato italiano che all’estero e ritengo che si manterrà su valori comunque interessanti anche nelle prossime settimane”.

Le prospettive dovrebbero essere buone anche per il periodo compreso fra Luglio e Ottobre, alla luce di una possibile carenza di maiali, visto il rallentamento delle nascite.

Impossibile, però, mettere la mano sul fuoco. “Bisognerà vedere come evolveranno altri fattori, che possono imprimere svolte inattese – prosegue Lavarini -. Da tre anni dobbiamo fare i conti con l’incognita della Psa, con i colleghi produttori confinati nella cosiddetta ‘zona 3’ di restrizione che hanno venduto i suini a 1,10-1,15 euro al chilogrammo. Noi allevatori abbiamo adottato tutte le misure di biosicurezza, ma resta il fatto che è particolarmente difficile difendersi dagli animali selvatici”.

Altro elemento di insicurezza, dice Lavarini, “è dato dal rischio Afta Epizootica, che dopo aver colpito in Ungheria e in Germania è arrivata alle porte dell’Austria. E i nuovi ceppi di Prrs stanno creando problemi”. A tutto ciò si aggiunge la variabile legata ai consumi, che in base agli esiti possono influire sui listini di mercato.

Uno scenario non completamente sereno, ma che per ora non sta incidendo negativamente sulle quotazioni dei suini. Un 2025 in linea con l’anno precedente anche per un altro aspetto: gli accordi di filiera. “Sono sempre difficili nel nostro settore e ritengo che anche nel prossimo futuro sarà complicato mettere insieme i diversi soggetti”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Il mercato suinicolo riparte… [Lorenzo Levoni, Alcar Uno]
24 Marzo 2025

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

“Il Mercato Suinicolo europeo mostra segnali di ripresa dopo un inizio anno caratterizzato da consumi altalenanti e prezzi in calo. A Gennaio e Febbraio – sintetizza Lorenzo Levoni, Amministratore Delegato dell’azienda modenese Alcar Uno – abbiamo assistito a un’offerta abbondante sia dall’estero che dall’Italia, unita a una domanda debole, con la conseguenza che i prezzi sono diminuiti, arrivando a circa 1,75 euro al chilo in Italia”.

Una tendenza che nelle ultime settimane si è invertita. “La domanda di Salumi e Carne Fresca sta gradualmente riprendendo, mentre le scorte di suini provenienti dall’estero si stanno esaurendo. Inoltre, i mercati stanno registrando un aumento dei prezzi del vivo in Spagna, Olanda e Belgio, con previsioni di ulteriori rialzi in Germania a partire dalla prossima settimana”. E potrebbe essere un rialzo dei listini tedeschi a innescare la ripartenza per le prossime settimane.

L’Italia, secondo Levoni, “dovrebbe beneficiare della riduzione dell’offerta estera e del conseguente aumento dei prezzi”. Alcuni fattori sembrano indicare appunto un contesto positivo, dall’incremento dei prezzi della Carne Bovina alla ridotta disponibilità di Pollame a causa di focolai di Aviaria che hanno comportato abbattimento di capi, fino a un calendario che – se adeguatamente assistito dal meteo – potrebbe rappresentare un boost per i consumi di carne suina, con Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio ravvicinati e tradizionali momenti per grigliare.

Quanto al mercato del Suinetto, rileva Lorenzo Levoni, “in queste ultime settimane il mercato è in tensione in tutta Europa, con una forte domanda che sta spingendo al rialzo i prezzi. Di conseguenza, si prevede un aumento dei costi per gli allevatori nei prossimi mesi, bilanciato però da uno scenario delle quotazioni che potrebbe tornare a sorridere ai produttori”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Proprietà e Dipendenti devono crescere insieme [Marco Baresi, Produttore Latte]
24 Marzo 2025

Marco Baresi
Lonato (BS)

Marco Baresi – Produttore Latte

“Proprietà e Dipendenti devono crescere insieme, un passo alla volta, per costruire il futuro dell’Impresa”.

La pensa così Marco Baresi, Allevatore di Lonato e Presidente del settore Servizi Agricoli di Confcooperative Brescia. Baresi gestisce un’azienda di 350 ettari e 3.000 capi sui due siti produttivi. I familiari coinvolti sono quattro, i dipendenti 25.

Nei mesi scorsi l’Impresa Agricola ha organizzato due step di formazione, condotta in due ambiti specifici. “Da un lato un percorso di crescita professionale di tutti i nostri Collaboratori sul piano tecnico, partendo dalle nozioni basilari e progredendo verso la specializzazione, dall’altro abbiamo puntato sugli aspetti relazionali, umani, per una crescita interiore dei Dipendenti e dei Collaboratori, in modo da avviare un dialogo costruttivo, finalizzato alla crescita dell’Azienda e al benessere della persona”, spiega Baresi.
Quello introdotto nell’Azienda di MARCO BARESI è un modello di formazione attuato dalla Cooperazione e dall’Industria, ma molto raramente dalle imprese agricole.

“Siamo convinti che una crescita professionale e personale di Dipendenti e Collaboratori, un approccio al dialogo e ai progetti dell’Azienda sia anche una leva per favorire i rapporti interpersonali e il ricambio generazionale.

I Giovani hanno energie positive, vanno incanalate”, conclude Baresi.

TESEO.clal.it – Distribuzione dell’età dei titolari di aziende agricole in alcuni paesi europei (Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia) e la media dell’UE-27, secondo il censimento Eurostat del 2020