Il Commento: Prezzi dei Suini Grassi favoriscono la pianificazione degli investimenti [Marco Bompieri, Suinicoltore]
21 Ottobre 2024

Resta sempre l’incognita della Peste suina africana (PSA), ma gli attuali prezzi dei suini grassi da macello, che hanno raggiunto in CUN a Mantova la quotazione di 2,385 €/kg, consentono agli Allevatori di pianificare i propri investimenti aziendali.

Così sta facendo Marco Bompieri, Allevatore mantovano iscritto a Coldiretti. “Stiamo facendo investimenti rilevanti nelle scrofaie, per migliorare alcuni aspetti cruciali, dall’automazione per far fronte alle difficoltà di reperire manodopera specializzata, passando per il benessere animale e la sanità – spiega Bompieri -. Interventi che avevamo pianificato da tempo, ma che oggi il mercato ci consente di fare con maggiore serenità, visto il miglioramento dei margini, in questa fase di mercato”.

Sul piano del dialogo di filiera, la porta resta sempre aperta per un confronto fra i diversi anelli della catena di approvvigionamento. “Non abbiamo ancora ricevuto richieste in tal senso, ma il nostro caso è abbastanza singolare, in quanto abbiamo una struttura che ci porta ad avere confronti quasi quotidiani con i macelli e i salumifici – spiega Marco Bompieri -. Non ci limitiamo a fornire i maiali, ma privilegiamo il dialogo costruttivo con i nostri partner. Se il confronto dovesse assumere i contorni del tavolo istituzionale con le varie rappresentanze, saremmo come sempre disponibili a dare il nostro contributo”.

Le ultime elaborazioni di TESEO indicano un aumento del numero di suini tatuati, destinati per il circuito tutelato. “Non sarà nei primi mesi del 2025, ma ritengo di poter confermare l’incremento della disponibilità del numero degli animali nel corso del prossimo anno – valuta Bompieri -. Ma sono convinto che spazi per investire continueranno ad esserci. Il problema, semmai, per gli Allevatori è legato alla manodopera e al ricambio generazionale”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Brasile si afferma tra i leader mondiali nell’export di Carni Suine
14 Ottobre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Cambiano le rotte brasiliane dell’export di Carni Suine, che nei primi nove mesi del 2024 incrementa le vendite internazionali del 6,13% in quantità, grazie anche a un prezzo medio unitario dei prodotti in rallentamento.

Perde terreno la Cina che, pur rimanendo la prima destinazione di carni suine e salumi nel periodo Gennaio-Settembre 2024 con 181.000 tonnellate di prodotto ritirato (contro i 311.000 dello stesso periodo del 2023), nel trimestre Luglio-Settembre cede lo scettro degli acquisti dal Brasile alle Filippine, in forte crescita.

Solo nel mese di Settembre, il Brasile ha esportato 25.600 tonnellate di carne suina fresca e congelata verso le Filippine, registrando un aumento del 132,7% rispetto allo stesso mese del 2023. Questo incremento è in parte dovuto al fatto che le Filippine stanno intensificando le importazioni di carne suina per far fronte alle continue epidemie di Peste Suina Africana (PSA), in seguito alla quale la produzione locale di carne suina stenta a riprendersi.

Il Brasile conta su un tasso di Autoapprovvigionamento del 149,2% ed esporta in una novantina di Paesi. Osservando i numeri, anche Cile, Giappone e Singapore stanno emergendo come mercati chiave, con il Giappone che evidenzia una forte domanda di prodotti ad alto valore aggiunto. A breve, dopo l’autorizzazione sanitaria ad esportare carne suina e frattaglie, si aprirà anche il canale di vendita verso la Malesia, che conferma la centralità del maiale sulle tavole del Sud-Est Asiatico.

Il Brasile, grazie all’accelerazione compiuta negli ultimi anni e rafforzata ulteriormente nel 2024, con quasi 2,3 miliardi di dollari di export fra gennaio e settembre, si è affermato fra i principali esportatori mondiali.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Indicatori positivi per il Prosciutto San Daniele [Cichetti, Direttore Consorzio]
7 Ottobre 2024

Mario Cichetti – Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Gli indicatori che inquadrano gli smobilizzi nel segmento del Prosciutto San Daniele, una delle DOP simbolo della salumeria italiana, sono positivi. Lo dice Mario Cichetti, che è Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Manteniamo dall’inizio dell’anno un trend di uscita del 4% in volume, segno che il tendenziale di vendita si colloca su un terreno positivo, confermato anche dalla produzione di pre-affettato in vaschetta, che ha segnato un +2,5%, in un contesto che non sempre si colloca in ambiti incoraggianti”.

Quello che appare essere in atto è una sorta di rivisitazione generale del mercato, con incognite legate ai trasporti, all’energia, alla riduzione dei capi, a consumi non sempre regolari e continuativi per la carne suina e i salumi e per un rallentamento dell’export. Variabili che hanno contribuito ad avere quotazioni dei suini e dei tagli su livelli elevati. Con una tensione dei listini che il direttore Cichetti non esita a definire “non sempre spiegabile” e con l’ostacolo per la filiera che va dalla trasformazione in avanti di non essere in grado di riverberare al consumo l’inflazione che si è generata e che ha contribuito ad avere costi delle materie prime così elevati.

Nel contesto generale, “la grandissima problematica della Peste suina africana, a partire dalla questione gestionale”. Se, infatti, “per fortuna la PSA riguarda numeri apparentemente contenuti di animali, conseguentemente abbattuti, le implicazioni più significative si hanno nelle aree di riferimento, nelle zone che a vario titolo vengono circoscritte, alle difficoltà di approvvigionamento che hanno le DOP dei salumi, essendo state toccate alcune delle zone produttive più importanti per la salumeria italiana”.

Un ostacolo da superare attraverso misure di biosicurezza assennate e tramite una gestione “più prudente e consapevole”. Anche perché, sottolinea Cichetti, “la filiera suinicola era reduce da due anni particolarmente duri a causa della PRRS, che ha fatto crollare i numeri delle scrofe, dei suinetti e dei suini in Europa e in Italia, e si stava lentamente riprendendo, anche nel numero dei suini tatuati per la DOP”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

I prezzi della Carne Suina in CINA hanno ripreso ad aumentare
30 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

I prezzi della Carne Suina in Cina hanno ripreso ad aumentare dallo scorso Maggio suggerendo un cambio di equilibrio nel mercato locale e stimolando tutta la filiera produttiva. Infatti, simultaneamente sono aumentati anche i prezzi dei Suini e dei Suinetti e le importazioni hanno rallentato. Questo sta portando i produttori a ripopolare le loro mandrie, dopo averle ridotte tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.  

È probabile che sia questa la ragione dietro all’aumento delle importazioni di Soia, che hanno caratterizzato il trimestre tra Giugno e Agosto. Solo in Agosto l’import di Soia ha registrato un aumento del +29,72% rispetto allo stesso mese del 2023. L’import di Mais rimane, invece, piuttosto debole (-64% ad Agosto), complici le produzioni record stimate a livello locale.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Calo delle importazioni Cinesi di Carne Suina dall’UE
23 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Scendono ancora (-7,9% tendenziale) le importazioni cinesi di Carne Suina dall’UE nel periodo Gennaio-Luglio 2024, per effetto di una maggiore produzione interna del Paese asiatico, che ha frenato la richiesta dall’estero (che segna un -25,9% di import complessivo di carni suine e salumi nei primi sette mesi del 2024 sullo stesso periodo dell’anno precedente). 

A rallentare gli acquisti della Cina ci sono tensioni di natura commerciale con l’UE per i dazi applicati da Bruxelles al settore delle auto elettriche, oltre a un rallentamento dell’economia del gigante asiatico, che inevitabilmente si ripercuote sui consumi interni.

In questo contesto, risultano ancora più rilevanti le importazioni cinesi di carne suina dalla Russia, iniziate ad Aprile 2024.

Essendo il primo esportatore di carne suina verso la Cina, la Spagna ha registrato un calo di 25.000 tonnellate nelle vendite fra Gennaio e Luglio (-7,4%) e sta, di conseguenza, rivedendo le proprie strategie con un rallentamento delle macellazioni di suini (-0,8% i capi macellati in Spagna nel primo semestre del 2024) e dirottando maggiori quantità di carne suina verso altri mercati, come Francia, Italia e Giappone.
In particolare, le esportazioni verso l’Italia fra Gennaio e Luglio 2024 ha toccato quota 161mila tonnellate, in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il segmento relativo alle Carni fresche, refrigerate e congelate, che vedono l’Italia come primo acquirente, ha registrato un aumento di 8.787 tonnellate (+6,35%), spinte dalla competitività dei prezzi.  

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Non serve l’Industria senza Allevatori, e viceversa [Giada Roi, Terremerse]
16 Settembre 2024

“Il boom di contagi negli allevamenti del Nord Italia e la conseguente riduzione del patrimonio suinicolo hanno sicuramente incentivato l’impennata, inattesa solo due mesi fa, del costo del vivo e dei tagli. Aumenti a ritmo serrato da diverse settimane, a colpi di 4 centesimi a seduta”.

Quella che descrive Giada Roi, Responsabile Acquisti e Commerciale carni per la GDO Italia di TERRE EMERSE, la Cooperativa Ravennate, è una “situazione alquanto preoccupante per l’intero comparto industriale”.

“Chi, come noi, è al centro della catena di approvvigionamento e si trova ad affrontare uno scenario di mercato fortemente rialzista, è esposto a fuochi incrociati: l’avanzare della PSA, con la relativa riduzione dei capi e l’aumento dei listini, il calo dei consumi e la conseguente richiesta da parte di GDO e DO di riduzione di prezzo o di optare per attività promozionali aggressive. Così lo scenario, già complicato, è ancor più imprevedibile”.

Per Giada Roi, “il calo dei volumi di vendita dovuto, in parte ad un fattore culturale, ma principalmente alla spinta inflattiva che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, procede in modo costante da inizio anno”. “Temo non si vedranno cambiamenti nel brevissimo periodo – dice -. Il forte aumento dei prezzi ha modificato le abitudini alimentari, tra cui l’acquisto di carne suina, fino a un anno fa considerata ‘salvaspesa’. Basti pensare a lombo e salsicce, prodotti dal costo ridotto, ma dall’uso culinario più svariato; referenze più che duplicate in termini di prezzo al consumo; motivo per cui la richiesta da parte di GDO, DO, Discount, di ridurre il prezzo di acquisto o di aderire ad attività promozionali molto aggressive si sta facendo più frequente”.

In un contesto di previsioni del mercato suinicolo “sempre meno rosee”, Giada Roi è convinta che “vi sia la necessità, di creare un progetto anti-PSA per salvaguardare la filiera e di convocare un tavolo in cui tutti gli anelli della Filiera partecipino per la sopravvivenza di ogni singolo componente, in quanto non serve l’industria se non c’è l’allevatore, ma anche viceversa”.

E forse “alcuni capisaldi come la quotazione settimanale devono essere rivisti a favore di listini più dilatati, per poter creare progetti di lungo periodo e far crescere tutti gli attori: allevatore, industria, GDO”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Quanto accaduto in Agosto non era previsto [Paolo Guzzardi, Galbani Salumi]
9 Settembre 2024

Paolo Guzzardi – Direttore Generale di Galbani Salumi

“Quanto accaduto nel mese di Agosto non era previsto e sta cambiando la prospettiva dell’intera filiera, con una maggiore sofferenza in capo ai Produttori di Salumi. Dopo il picco dei listini sembrava che si affacciasse una situazione di maggiore respiro nell’acquisto della materia prima, invece il dilagare della Peste suina africana ha rivoluzionato lo scenario. L’errore da non commettere in questa fase è peccare di scarsa lucidità”.

Lo dice Paolo Guzzardi, Direttore Generale della Divisione Galbani Salumi di Lactalis Italia, uno dei player della filiera suinicola in Italia. La recrudescenza della PSA ha creato una cesura in Italia rispetto al trend del mercato Ue. “Il tutto aggravato per i Produttori di Salumi, che nel primo semestre di quest’anno, a differenza del 2023, hanno dovuto fare i conti con una riduzione dei consumi e difficoltà a mantenere la stessa quota di esportazione”, specifica Guzzardi.

A fare le spese con il rimbalzo dei costi delle materie prime anche una realtà come la divisione Galbani Salumi di Lactalis Italia. “Non essendo un’azienda focalizzata sui prodotti Dop – prosegue Guzzardi – finora eravamo stati un po’ meno toccati dalla Psa, ma con l’impennata dei contagi di Agosto e la diminuzione dei suini in conseguenza all’abbattimento, i costi di produzione sono lievitati anche per tutte le categorie di prodotto anche non destinate alle Dop. Siamo dunque in tensione e nel settore c’è preoccupazione per il contesto che si è venuto a creare”.

In un mercato fortemente frammentato, con l’aumento delle zone di restrizione imposte dalla diffusione della Psa e, secondo Guzzardi, “con una salumeria italiana che in questa fase ha una capacità produttiva maggiore di quello che adesso serve, ci troviamo di fronte ad alcuni Imprenditori che preferiscono sopportare sulle loro spalle tali difficoltà, con il rischio che si venga ad acuire il fenomeno di instabilità. E nonostante il cambio del Commissario straordinario, non si possono fare miracoli”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

I Produttori di Maiali dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza…
2 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Con i prezzi dei suini da macello per il circuito tutelato a 2,14 €/kg (in aumento costante da inizio Luglio) e con costi indicativi di produzione a 1,82 €/kg (costo simulato da Teseo), i PRODUTTORI di MAIALI dovrebbero essere soddisfatti. Eppure, l’emergenza che sta togliendo il sonno ai Suinicoltori e all’intera FILIERA è la Peste suina africana (PSA), che nelle ultime settimane ha avuto un’accelerazione preoccupante.

Rudy MILANI, Presidente della Federazione nazionale di prodotto di CONFAGRICOLTURA, ha descritto in questi termini la situazione: “In Lombardia oggi sono 620.000 gli animali in zona di restrizione, tra 180.000 e 200.000 quelli nella sola zona 3; il 55% delle Aziende suinicole di Confagricoltura PAVIA attualmente ha i capannoni vuoti. Ecco perché servono indennizzi immediati, oltre a un contenimento ancora più radicale della fauna selvatica”.

Alberto CAVAGNINI, Allevatore bresciano di COLDIRETTI, ha parlato di situazione “allarmante, che dura ormai da mille giorni e che ad oggi non ha visto interventi risolutivi a fronte di un grande sacrificio delle aziende colpite”.

Per CIA-AGRICOLTORI ITALIANI, con oltre due milioni di cinghiali sul territorio nazionale e operazioni di contenimento che procedono a rilento, non ci può essere freno alla PSA. “Lo scenario si è notevolmente complicato. Ora chiediamo celerità nelle risposte e ulteriori risorse per le misure di prevenzione, che ad oggi sono risultate insufficienti”, ha dichiarato il Presidente di CIA, Cristiano FINI.

Sul fronte delle istituzioni, il nuovo COMMISSARIO straordinario alla PSA, Giovanni FILIPPINI, in una riunione con 500 allevatori di Coldiretti ha indicato le future strategie: “Contenimento della diffusione della PSA, disponibilità sugli indennizzi agli allevamenti per la mancata produzione a causa della malattia e impegno per un’importante azione di contenimento della popolazione dei cinghiali, principali vettori del virus”. 

L’Assessore lombardo all’Agricoltura, Alessandro BEDUSCHI, ha specificato che “REGIONE LOMBARDIA ha agito con serietà, mettendo in campo meccanismi di controllo rigidi e iniziando un contenimento importante dei cinghiali: in un anno e mezzo ne abbiamo rimossi quasi 50.000. In questi mesi sono già stati spesi 30 milioni di euro di ristori diretti, oltre a quelli indiretti, ancora più alti”.

L’Assessore all’Agricoltura dell’EMILIA ROMAGNA, Alessio MAMMI, ha annunciato che “per l’autunno la Regione metterà a punto un ulteriore bando per rafforzare il contrasto alla PSA. Innalzare i livelli di biosicurezza permette di ridurre i rischi di contagio e può garantire il riconoscimento di particolari deroghe nella commercializzazione, per mantenere aperti i canali di vendita nel nostro Paese e di esportazione”.

Indagine anti-dumping sulla Carne Suina UE
26 Agosto 2024

Formalmente si chiama “indagine sui prodotti anti-dumping sulla carne suina” condotta da Pechino, di fatto è l’anticamera di possibili dazi sulle esportazioni comunitarie di carne suina (e, a quanto pare, anche dei prodotti lattiero caseari). Logico che le filiere europee che producono carne suina – a partire dagli allevatori – siano alquanto preoccupate, alla luce di esportazioni che verso la Cina hanno toccato nei primi sette mesi del 2024 le 284.000 tonnellate nel segmento delle carni fresche e congelate e 1.017 tonnellate nel settore dei salumi. Volumi inferiori, in verità, rispetto agli anni precedenti (1.535.000 tonnellate di carni fresche e congelate nel periodo record fra gennaio-luglio 2021 e 1.833 tonnellate di salumi fra gennaio e luglio 2023), ma un’eventuale imposizione di dazi da parte di Pechino decreterebbe a tutti gli effetti un ulteriore calo dell’export dall’Ue-27.

I numeri elaborati da Teseo evidenziano, infatti, una flessione del 45,24% tendenziale nell’import cinese di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE nei primi sette mesi del 2024. Complessivamente, è in calo l’import complessivo di carne suina e salumi da parte di Pechino (-25,94% rispetto a gennaio-luglio 2023); tutti i fornitori, dal Brasile agli Stati Uniti, stanno registrando contrazioni dell’export, complice anche un calo della domanda dei Consumatori cinesi con ogni probabilità dipesa da prezzi di mercato in crescita e che per il prodotto locale hanno superato lo scorso luglio i 4 dollari al chilogrammo.

In un contesto di import negativo, colpisce la nuova rotta commerciale stabilita con la Russia, che punta nel giro di tre o quattro anni a coprire circa il 10% dell’import cinese di carne suina

CLAL.it – Cina: importazioni di Carni Suine (inclusi Salumi)

Il mercato in Italia

Nel frattempo, il mercato in Italia ha reagito con un aumento dei prezzi dei suini in CUN a MANTOVA (2,110 €/kg il prezzo dei grassi da macello nel circuito tutelato) e una crescita dei principali tagli di carne fresca. La coscia fresca per crudo, con l’ultima quotazione alla CUN di PARMA, ha nuovamente superato il tetto dei 6 euro al chilogrammo (6,010 €/kg).

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Italia: export Carni Suine supera il miliardo
19 Agosto 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Le esportazioni Italiane di Carni Suine superano il miliardo di euro a valore nei primi cinque mesi dell’anno, con una crescita dell’11,61% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Decisamente più lento, invece, l’incremento delle esportazioni in volume, che tra Gennaio e Maggio registrano un +1,6% tendenziale. Francia, Germania, Spagna e Belgio sono i primi paesi di destinazione delle Carni Suine.

Aumentano soprattutto le vendite di Salami, salsicce e prodotti simili verso tutti i principali acquirenti, con un incremento di 6.700 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2023 (+19,36%). Complessivamente, l’export di salumi segna un incoraggiante +13,5% in quantità, con Francia, Germania e Stati Uniti che rappresentano le prime tre destinazioni.

Cresce anche l’import di carni suine: +7,6% complessivo tra Gennaio e Maggio 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023. Germania, Spagna e Paesi Bassi sono i primi tre fornitori di carni fresche, refrigerate o congelate.

In termini di valore, le importazioni dell’Italia hanno superato nei primi cinque mesi dell’anno quota 1,4 miliardi di euro, in crescita del 5,13% rispetto allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi