Lombardia: Qualità del Latte 2018 per ubicazione geografico-altimetrica

In questa pagina, similmente a quanto fatto per le provincie nella pagina Lombardia: Qualità del latte 2018, vengono proposti i dati riaggregati secondo l’ubicazione delle aziende di produzione in Comuni Montani e Non Montani.

L’elaborazione dei grafici, per ciascun parametro, è basata sugli stessi criteri adottati a livello regionale e provinciale e rappresentano l’andamento della media ponderata nel periodo gennaio - agosto 2018, geometrica per Cellule Somatiche e Carica Batterica ed aritmetica per gli altri parametri.

I Comuni Montani sono comprensivi dei comuni parzialmente montani, e vengono individuati in base alla DGR 8 maggio 2014 - n. X/1794 Classificazione del territorio montano ai sensi dell’art. 3 della Legge regionale 15 ottobre 2007, n. 25.

Si tratta di 545 comuni (475 di montagna e 70 di collina) che coprono il 44% del territorio regionale, ma solo il 3,02% della produzione di latte; per questo la curva dei grafici relativi ai comuni Non Montani risulta, per tutti i parametri, quasi perfettamente sovrapponibile a quella dell’intera Lombardia, evidenziata con linea di colore attenuato (grigia).

L’andamento dei grafici relativi ai comuni Montani, invece, evidenzia sensibili differenze, che descrivono le peculiarità del territorio, influenzate da tipologia e dimensione delle aziende, tecniche di allevamento e diversa diffusione delle razze bovine. In particolare:

  • Grasso, Proteine, Caseine, Residuo secco magro: si mantengono costantemente su valori superiori alla pianura, sia per le minori produzioni, sia per l’attitudine genetica delle razze diffuse in montagna (Bruna).

  • Cellule somatiche e Carica batterica: si mantengono costantemente su valori superiori alla pianura, per maggiori difficoltà ad ottimizzare alcune pratiche gestionali, di carattere igienico e sanitario. Qualche brusco scostamento dalla curva regionale (si veda CB febbraio) può anche dipendere dalla minore numerosità degli allevamenti, con conseguente maggiore influenza di pochi casi fuori media.

  • Lattosio: descrive idealmente la distribuzione dei parti nell’anno, con una diminuzione nel periodo di maggior frequenza degli stessi; i valori inferiori che si riscontrano nel territorio montano, rispetto alle aziende di pianura, sono da mettere in relazione a piani di razionamento con più ridotto contenuto energetico, conseguente al minor impiego di silomais, nonché alle pratiche del pascolo ed alpeggio. Si tratta, in ogni caso, di differenze e variazioni molto contenute, messe in risalto dalla scelta di una opportuna scala di visualizzazione.

  • Residuo secco magro: rappresenta idealmente la materia utile per la caseificazione presente nel latte al netto del parametro grasso, componente con la più alta variabilità stagionale e territoriale.

NB: spostando il puntatore del mouse lungo le curve, è possibile evidenziare i valori mensili.

Questa pagina è stata sviluppata nel contesto di un progetto sinergico tra Unioncamere Lombardia, DG Agricoltura Regione Lombardia, ARAL e CLAL, con l'obiettivo di comunicare agli operatori della filiera lattiero-casearia lombarda, nonché dei consulenti gestionali e nutrizionisti, dati ed informazioni a supporto dell’attività imprenditoriale dell’azienda da latte al fine di favorirne lo sviluppo e la crescita.
Lucio Zanini, Specialista SATA (Servizio Assistenza Tecnica alle Aziende) – Settore Qualità Latte